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Alla ricerca del tormentone estivo. Dite la vostra!

2 Giugno 2008

Come ogni anno sotto l’ombrellone ascolteremo tanta musica e, così, è già aperta la caccia al tormentone dell’estate 2008.

In pole position ci sono lo scatenato “4 Minutes” di Madonna (con Justin Timberlake), lo struggente “A te” di Jovanotti, il raffinato e malinconico “il solito sesso” di Max Gazze’. Ma sul podio potrebbe salire anche la star di X Factor made in Britain, Leona Lewis, senza dimenticare “Buonanotte all’Italia di Ligabue” e “Il mondo che vorrei” di Vasco Rossi.

Riascoltatele e dite la vostra!

4 MINUTES di MADONNA

 

A TE di JOVANOTTI

 

IL SOLITO SESSO di MAX GAZZE’

 

 

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Tumore al polmone, verso il test che predice il rischio

2 Giugno 2008

Un semplice test del sangue per individuare il tumore al polmone nella sua fase iniziale e predire il rischio che un soggetto fumatore ha di ammalarsi di tale patologia nell’arco dei successivi due anni. Il test si basa sull’individuazione di una particolare ‘impronta’ genetica, che i ricercatori hanno riscontrato essere presente in coloro che hanno poi sviluppato la neoplasia.Non è ancora una realtà, ma i primi risultati della sperimentazione del nuovo test sono molto incoraggianti. A metterlo a punto, i ricercatori dell’Università di Colonia, guidati da Thomas Zander, che ha illustrato i primi, positivi dati della sperimentazione in corso al congresso della Società americana di oncologia (Asco), in svolgimento a Chicago. Un risultato definito “entusiasmante”, anche se si è ancora in una fase preliminare degli studi e gli esperti invitano alla prudenza.

Ma i primi dati, affermano i ricercatori tedeschi, sono senza dubbio incoraggianti. Il test, spiega Zander, “é risultato sensibile e capace di identificare il tumore al polmone in uno stadio molto precoce, negli individui fumatori, ma anche di predire il rischio di insorgenza per un periodo di due anni”. Come? Utilizzando appunto “l’impronta” del Rna. In altre parole i ricercatori hanno individuato il ‘marchio genetico’ che caratterizza i soggetti malati di tumore al polmone, e lo hanno fatto comparando i linfociti del sangue di un gruppo di pazienti con quelli di un gruppo di individui sani. Individuati i geni ’spia’ del tumore, hanno quindi esaminato un campione di soggetti fumatori sani e, in alcuni di essi, hanno riscontrato la presenza degli stessi geni spia. Proprio questi soggetti, nell’arco dei successivi due anni, hanno sviluppato nella maggioranza dei casi la patologia. Il grado di accuratezza del test, afferma Zander, è dell’88%.

Un risultato importante, soprattutto alla luce di un dato: solo il 15% dei pazienti affetti da cancro al polmone sopravvive e la sopravvivenza media é di circa due anni. La causa sta proprio nella diagnosi tardiva, dal momento che questo tipo di tumore è diagnosticato quando è già in fase avanzata. Riuscire ad avere una diagnosi precoce - proprio quello che il test in sperimentazione promette - significherà dunque poter mettere a punto una strategia terapeutica per migliorare notevolmente la sopravvivenza di tali pazienti. “Quello che ora abbiamo fatto - precisa Zander - è identificare nel sangue il preciso profilo genetico del cancro al polmone, prima che la malattia si manifesti clinicamente”.

Naturalmente, ha aggiunto però, “ulteriori studi sono necessari, anche se i primi risultati lasciano ben sperare”. Una prospettiva interessante anche secondo l’esperto in tumori polmonari Cesare Gridelli, direttore della divisione di oncologia medica dell’ospedale Moscati di Avellino: “Puntare all’identificazione del profilo genico che predice il rischio di sviluppare il tumore del polmone è senza dubbio un traguardo a cui lavorare. Si tratta però - conclude l’esperto - di una prospettiva non immediata e che richiederà ulteriori, importanti sperimentazioni”.

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Si diventa giornalisti con il pc

2 Giugno 2008

La rivoluzione del personal computer continua. Nell’esame per diventare giornalista professionista sconfigge la vecchia macchina da scrivere.

Il Consiglio dei ministri, nei giorni scorsi, ha infatti varato su proposta del Guardasigilli Angelino Alfano il dpr che modifica il regolamento della prova scritta e offre ai candidati la possibilità di cimentarsi con il computer che li accompagnerà per tutta la carriera, siano essi nella redazione di quotidiani e radio o, ancora, in tv.

L’aumentato numero di aspiranti, ben 816 nella scorsa sessione, la difficoltà di trovare macchine da scrivere vecchio tipo, da anni fuori produzione, la necessità di adeguarsi alla tecnologia, sono alla base della scelta di cambiare. Già dalla prossima sessione dunque la commissione consegnerà al candidato un cd-rom con il sistema operativo e la penna usb con il programma per dare modo all’aspirante giornalista di avviare il pc.

Completata la redazione dei tre testi previsti per lo scritto il candidato consegnerà alla commissione il cd e la penna usb che gli erano stati assegnati per consentire di stampare l’elaborato che verrà messo in busta chiusa per non essere in alcun modo riconoscibile prima della correzione.

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Il gusto porta a tavola l’ambiente

2 Giugno 2008

Dalla tavola alla terra e viceversa. Andata e ritorno. Purché il «viaggio alle radici del cibo» sia a impatto zero.

Sarà questo il filo conduttore della settima edizione del Salone del Gusto di Torino, organizzato da Slow Food e in programma dal 23 al 27 ottobre al Lingotto Fiere, in concomitanza con il terzo meeting internazionale Terra Madre, rete mondiale delle comunità del cibo. E’ la prima volta che una manifestazione di tipo fieristico adotta questo approccio sistemico in grado di provocare il minimo dei danni ambientali: meno emissioni di C02, meno costi di petrolio, a favore di più gusto e salute in un cibo lavorato al giusto punto di maturazione, con meno conservanti e additivi chimici.

E’ questione di etica. Che all’appuntamento torinese si tradurrà in nuovi scenari sostenibili di consumo e gestione degli scarti: piatti e bicchieri biodegradabili (da destinare al compostaggio), abolizione dei materiali che non potranno essere riutilizzati, raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti. Nell’ottica del riuso, pure la moquette potrà avere una nuova vita. Quanto alla tutela, il Salone riafferma la difesa dei prodotti tradizionali e della biodiversità.
Un concetto che - secondo il patron Carlo Petrini - si sviluppa in tre aggettivi, da sempre alla base della filosofia Slow Food: buono, pulito e giusto. Per questo sono fondamentali i presidi, un progetto nato 10 anni fa che oggi raggruppa migliaia tra agricoltori, casari, pescatori, allevatori. Tutti impegnati a custodire le diversità alimentari contro l’omologazione imposta dai grandi gruppi mondiali. Nello stesso filone si inseriscono i Mercati della Terra, una rete di mercati - inaugurata quest’anno - dedicati ai piccoli produttori e artigiani locali per accorciare la filiera, garantire un adeguato reddito ai contadini e nello stesso tempo offrire ai consumatori una spesa di stagione ad un prezzo corretto.

La questione parte da lontano: «In Terra Madre - ha detto Petrini - confluiranno migliaia di comunità, molte delle quali si trovano per la prima volta di fronte allo spettro della fame. La questione del cibo va affrontata a livello planetario. In Italia i contadini sono il 3 per cento della popolazione, e la metà di loro è anziana. Mi domando se mai riusciremo a dare motivazioni e gratificazioni ai giovani per tornare alla terra. Perché non ci potremo nutrire di computer».

 

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Il San Siro in festa per i Negramaro!

2 Giugno 2008

37.000 fan a sono una bella ciliegina sulla torta del successo dei Negramaro. È stato un concerto unico, primo della stagione a San Siro che ospiterà fra poco Vasco e Springsteen. Ne verrà tratto un dvd natalizio e, per questa specie di consacrazione, i sei salentini non si sono fatti mancare nessuna attrattiva: palco enorme, lunghissime passerelle snodate fra il pubblico, maxischermi, giochi di luci e soprattutto tantissimi ospiti.

Hanno punteggiato due ore di spettacolo teso e di varie atmosfere: gli String Solis Quartet, assecondando con i loro archi i pezzi più intimi e accorati come “Amen”, “Neanche il mare”, “Ogni mio istante”; il Mattafix Marlon Roudette che ha alleggerito “La finestra” in versione remix, togliendole quella cupezza che spesso caratterizza i Negramaro. E altrettanto ha fatto il più amato e applaudito delle star in scena, Jovanotti. Con Sangiorgi, leader della band, Lorenzo ha cantato “Cade la pioggia” nonché il proprio Safari remix cui il collega ha collaborato. Imbracciando la chitarra in “Una volta tanto”, Paolo Kessisoglu delle Iene ha suscitato un tifo pazzesco. E ancora, ormai verso i bis, sono saliti Mauro Pagani e Antonio con tutti i tamburi della pizzica, in un breve quanto trascinante omaggio alla terra salentina.

Partita verso il successo grazie a una scandalosa eliminazione dal Sanremo targato Bonolis, la band si muove fra tradizione melodica ed echi internazionali e ha il suo innegabile punto di forza nell’autore Sangiorgi, le cui tonsille hanno una forza inversamente proporzionale alla simpatia (che non è del resto requisito fondamentale in una star). È lui il motore dello show, con i suoi vocalizzi e il falsetto che è un po’ il marchio dell’interpretazione. Ci si riposa solo in due struggenti cover, “Luci a San Siro” di Vecchioni e “La guerra di Piero” di De André, tributo al pacifismo. Avevano aperto la serata una sventagliata di supporter: Fink, The Fashion, Infadels e soprattutto gli scozzesi Fratellis, una delle ultime rivelazioni indie d’Inghilterra.

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Elettricità alternativa? Arriva la macchina “acchiappaonde”

1 Giugno 2008

Tutto italiano il prototipo di una macchina che serve a trasformare in elettricità l’energia delle onde. La forma, ancora top secret nei dettagli, è quella di una mongolfiera. Subacquea, da immergere a cento metri di profondità per catturare l’energia delle onde. È una macchina, unica al mondo nel suo genere, progettata da un «cervello italiano», Michele Grassi, ricercatore al dipartimento di matematica dell’Università di Pisa.Grassi, 38 anni, studi alla Normale e dottorato alla Ucla di Los Angeles, ha costruito un prototipo che ha dato ottimi risultati al largo di Marina di Pisa. A settembre sarà sperimentato il modello finale, con tanto di validazione, e poi si passera alla vendita. Che potrebbe avere anche risultati eccellenti visto che le prime prove marine sono state ottime. La «macchina delle onde» riesce a produrre energia a costi tre volti inferiori al fotovoltaico e simili a quelli dell’eolico. Con un vantaggio strategico: «Queste macchine non hanno impatto visivo come le pale eoliche - spiega Grassi - perché stanno sotto il mare e sono ecologiche». Se ne possono costruire di più dimensioni e potenza. Grandi e costose (milioni di euro) ma capaci di erogare un megawatt di potenza e piccole ed economiche (100 mila euro) da 100 chilowattori capaci di soddisfare il fabbisogno energetico di una trentina di appartamenti.

«La macchina è diversa da tutti gli altri progetti per ricavare energia dal moto ondoso», continua Grassi. «Potrà essere utilizzata in un mare calmo come il Mediterraneo, anche se la sua efficienza nell’oceano potrebbe essere cinque volte superiore». La tecnologia? «Semplice, si tratta di basilari principi di ingegneria meccanica», risponde Grassi, «e dietro il prodotto non c’è neppure una grande industrializzazione». La macchina delle onde ha già iniziato a stuzzicare gli appetiti internazionali. Una società francese ha contattato il ricercatore pisano e il governo del Galles si è detto disponibile a finanziare per il 50% le spese di realizzazione e a contattare eventuali sponsor. «Una proposta molto lusinghiera, che mi ha sorpreso e onorato», conferma Grassi. Che poi aggiunge: «Ho preso un po’ di tempo prima di rispondere, nonostante la proposta sia straordinaria. Mi piacerebbe che il sostegno arrivasse dal mio Paese. Vedremo».

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Atletica: Usain Bolt nuovo record sui 100 metri

1 Giugno 2008

Nel Reebok Grand Prix a New York il 21enne giamaicano, Usain Bolt, ha fermato il cronometro a 9″72 migliorando il precedente primato di 9″74 che apparteneva ad Asafa Powell.Un’impresa che arriva a due mesi ed una settimana dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino, dove a contendersi la medaglia d’oro saranno salvo sorprese proprio Powell, Bolt e lo statunitense Tyson Gay. Ma il futuro sembra appartenere al neoprimatista: Bolt ha solo 21 anni e nel 2002 fu capace di vincere i 200 (la sua distanza preferita) ai Mondiali juniores correndo in 20″58 quando non aveva ancora compiuto sedici anni. I pronostici degli esperti lo danno in grado, sulla velocissima pista di Pechino e stimolato dal confronto con i rivali, di avvicinare, se non perfino migliorare, il primato già stellare di Michael Johnson sui duecento (19″32).

“Un giorno arriverà qualcuno che correrà più veloce di me - ha detto ancora il 21enne Bolt - e mi toglierà questo primato. Invece se vinco l’oro alle Olimpiadi nessuno potrà portarmelo via, e gli altri dovranno attendere quattro anni”. Sulla pista della ‘Grande Mela’, Bolt si è lasciato dietro il campione del mondo Tyson Gay, secondo in 9″85, sorprendendolo con una partenza bruciante. “Non è la mia specialità - ha spiegato Bolt - ma ci avevo lavorato molto sopra”. “Venendo qui - ha aggiunto - avevo molta fiducia nelle mie possibilità, ma non pensavo di avere già nelle gambe il record”

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Il segreto della voce racchiuso in una formula

1 Giugno 2008

Il professor Andrew Linn, di professione linguista all’università di Sheffield, e l’ingegnere del suono Shannon Harris si sono messi in testa di definire come è fatta la “voce umana perfetta”. Dopo una serie di sondaggi e qualche tentativo al computer, ne hanno anche sintetizzato un esempio: una frase pulita e comprensibile, ma con un indelebile retrogusto di annuncio da stazione.I modelli da cui Linn e Harris erano partiti facevano in verità sperare di meglio. Secondo un sondaggio commissionato da “Post Office Telecoms” e limitato al parterre britannico, le voci più amate dagli inglesi sono quelle degli attori Jeremy Irons e Alan Rickman per gli uomini e di Mariella Frostrup (giornalista della Bbc) e Dame Judi Dench (attrice) fra le donne. Mettendo insieme i loro film o reportage, i due ricercatori britannici hanno elaborato la formula della voce perfetta. Ritmo lento ma non noioso (164 parole al minuto), una pausa fra una frase e l’altra per dare il tempo di metabolizzarne il significato (0,48 secondi di silenzio), un’intonazione che nasce acuta ma chiude in calando il discorso.

Alla formula matematica Linn e Shannon hanno aggiunto caratteri più difficilmente misurabili, come la capacità di ispirare fiducia nell’interlocutore (un consiglio per ottenerla è evitare gli acuti in finale di frase) e l’espressività unita all’intelligenza (un aiuto può venire dai frequenti cambi di intonazione).

“Alcune voci ci fanno venire i brividi, mentre altre ci fanno irrigidire per il disgusto. Queste reazioni sono dettate dall’istinto, ma noi cercavamo una risposta più precisa” hanno spiegato i due ricercatori ieri alla Bbc. L’idea di una formula matematica per definire la voce perfetta fa però sorridere Sandro Rossi, attore e fondatore dell’agenzia di comunicazione personale “Mosè e Aronne”.

Anche se il pubblico interessato ad acquistare autorevolezza attraverso la parola potrebbe essere in teoria numeroso, e dagli studi di Sheffield arrivano consigli utili a chi si interessa di dizione, Rossi sottolinea che l’identità e il calore di una voce non dovrebbero mai andare persi. “Convincere gli altri con la parola è una forma di seduzione. Difficile racchiudere tutte le sfumature in una formula matematica. Il sottofondo di dialetto napoletano in Sofia Loren per esempio aveva una sensualità incredibile.

E nella recitazione di Anna Magnani il romano spuntava anche dove non avrebbe dovuto, ma chi si sentirebbe di criticarla? Vittorio Gassman, pur essendo vicino alla “voce perfetta”, sapeva anche fare un urlo sguaiato da tifoso, se il film lo richiedeva. De Filippo, che aveva una parlata tutt’altro che bella, è stato l’attore che più è riuscito ad abbattere il muro tra recitazione e intonazione naturale”.

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Il principe William in missione contro il narcotraffico

1 Giugno 2008

Il principe William si appresta a completare la formazione militare da futuro re imbarcandosi domani con il grado di guardiamarina sulla fregata “Hms Iron Duke” della Royal Navy. L’unità opera nelle acque dei Caraibi in attività contro i trafficanti di droga e William resterà a bordo per cinque settimane.Dopo aver frequentato l’accademia dell’esercito a Sandhurst, uscendone da sottotenente del reggimento dei “Blues and Royals”, le guardie a cavallo della regina, e aver completato il corso da pilota della Raf, è la volta della marina.

La Royal Navy è l’Arma per eccellenza della famiglia Windsor dove tutti sono stati ufficiali di marina: a partire dal trisnonno Giorgio V, seguito dal nonno il principe Filippo d’Edimburgo, giovane ufficiale quando conquistò il cuore dell’allora principessa Elisabeth, lo zio Andrea, pilota di elicotteri durante la guerra delle Falkland e del papà, l’erede al trono Carlo. Il fascino della Royal Navy ha contagiato anche la stessa zia di William, la principessa Anna, che ha il grado di contrammiraglio.

Il 25enne principe, secondo in linea di successione al trono, «sarà trattato come ogni altro giovane ufficiale a bordo: gli verranno assegnati gli stessi compiti degli altri giovani ufficiali, nessun trattamento in guanti bianchi da super Vip», ha assicurato il contrammiraglio Robert Cooling, capo dello Stato maggiore della marina, aggiungendo con l’abituale franchezza dei marinai che aver a bordo il guardiamarina Wales, «sarà uno stimolo ed un privilegio - e non una scocciatura - per l’equipaggio».

 

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Un rimedio all’inquinamento dei mari. Arriva la “carta assorbente”

1 Giugno 2008

Un’invenzione senza precedenti darà speranza ai mari soffocati dalle maree nere di petrolio e altri idrocarburi: è un “foglio di carta assorbente”, capace di impregnarsi fino a 20 volte il suo peso, che può essere riutilizzata più volte per nuovi cicli di pulizia, «strizzandola» a lavoro finito per recuperare il petrolio.La carta, come annunciato dalla rivista Nature Nanotechnology, è stato ideata dal team di Francesco Stellacci, scienziato italiano che lavora presso uno dei più prestigiosi istituti di ricerca Usa, il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, dove è professore nel dipartimento di ingegneria e scienza dei Materiali.

Fabbricabile a basso costo, il tappeto di nanofibre “a spaghetti” di ossido di potassio manganese intrecciate tra loro, è impermeabile all’acqua ed assorbe benissimo il petrolio. Resistendo inoltre alle alte temperature, si può scaldare fino a far evaporare il petrolio che poi viene recuperato e il foglio è di nuovo pronto per l’uso.

L’inquinamento delle acque da petrolio è molto frequente: estrazione dalle piattaforme offshore, operazioni di scarico, di pulizia dei serbatoi e i non infrequenti incidenti che vedono coinvolte petroliere(collisioni, incagliamenti, incendi, esplosioni, naufragi).

Tantissimi gli incidenti verificatisi finora, i più tristemente noti, solo per citarne alcuni, sono quello della Prestige, che nel 2002 riversò sulle coste spagnole della Galizia 60.000 tonnellate di petrolio e quello della Exxon Valdez, che nel 1989 contaminò il golfo dell’Alaska, con 30.000 tonnellate di greggio, causando la morte di migliaia di uccelli, foche, lontre, balene.

I danni all’ecosistema marino sono ingenti: i pinguini sono gli uccelli che ne risentono di più perchè con più facilità rimangono invischiati nel greggio che rovina le loro pinne, ma non sono i soli. Il ‘veleno nerò distrugge lo strato protettivo di grasso presente sulle piume degli uccelli, esponendoli al rischio di morire per assideramento.

Esistono dei sistemi di assorbimento del petrolio dalle acque, ma non sono efficienti perchè i materiali convenzionali non sono capaci di assorbire selettivamente i contaminanti e assorbono anche acqua. «Noi abbiamo scoperto che è possibile fabbricare una “carta” fatta di un intreccio di nanofibre - spiega Stellacci - capace di assorbire idrocarburi liquidi in modo selettivo. La carta non assorbe neanche una goccia d’acqua, può essere lasciata mesi in acqua rimanendo totalmente asciutta».

I suoi segreti? La proprietà assorbente è data dalle nanofibre “a spaghetti” intrecciate, la sua impermeabilità all’acqua da un rivestimento totalmente idrorepellente. Inoltre il materiale resiste a temperature altissime, quindi si può scaldare fino a far evaporare il petrolio che poi si recupera per condensazione (ridiventa liquido). La “carta riciclabile” potrebbe davvero aiutare a proteggere l’ambiente ed essere utilizzata anche per altri scopi.