Archivio per la categoria ‘Sport’

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Atletica: Usain Bolt nuovo record sui 100 metri

1 Giugno 2008

Nel Reebok Grand Prix a New York il 21enne giamaicano, Usain Bolt, ha fermato il cronometro a 9″72 migliorando il precedente primato di 9″74 che apparteneva ad Asafa Powell.Un’impresa che arriva a due mesi ed una settimana dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino, dove a contendersi la medaglia d’oro saranno salvo sorprese proprio Powell, Bolt e lo statunitense Tyson Gay. Ma il futuro sembra appartenere al neoprimatista: Bolt ha solo 21 anni e nel 2002 fu capace di vincere i 200 (la sua distanza preferita) ai Mondiali juniores correndo in 20″58 quando non aveva ancora compiuto sedici anni. I pronostici degli esperti lo danno in grado, sulla velocissima pista di Pechino e stimolato dal confronto con i rivali, di avvicinare, se non perfino migliorare, il primato già stellare di Michael Johnson sui duecento (19″32).

“Un giorno arriverà qualcuno che correrà più veloce di me – ha detto ancora il 21enne Bolt – e mi toglierà questo primato. Invece se vinco l’oro alle Olimpiadi nessuno potrà portarmelo via, e gli altri dovranno attendere quattro anni”. Sulla pista della ‘Grande Mela’, Bolt si è lasciato dietro il campione del mondo Tyson Gay, secondo in 9″85, sorprendendolo con una partenza bruciante. “Non è la mia specialità – ha spiegato Bolt – ma ci avevo lavorato molto sopra”. “Venendo qui – ha aggiunto – avevo molta fiducia nelle mie possibilità, ma non pensavo di avere già nelle gambe il record”

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Campi da marines per spose in sovrappeso

31 Maggio 2008

Giù dalle brande alle 5.25, rifare il letto in una manciata di minuti, colazione leggera e poi pronte per trainare jeep e far rotolare tronchi. Non è un corso da uomini duri ma da “donne romantiche” che vogliono rendere “perfetto” il giorno più bello della loro vita. Come? Perdendo quei chili di troppo messi in evidenza dal “sognato” abito bianco.

La tendenza dei «bridal bootcamp» (campi nuziali di addestramento) arriva dall’America dove oggi sono più famosi di palestre trendy e dietologi vip. E ora l’idea è sbarcata in Europa, in Inghilterra, dove hanno subito una piccola variazione, essendo aperti anche agli uomini, che però non riscuote molto successo.

Le promesse sono allettanti: «Aspettati di dimagrire, di acquisire una perfetta postura, tonificare i pettorali se il tuo abito avrà un corpetto. Ti tireremo su il sedere se hai scelto un vestito attillato e renderemo più toniche braccia e schiena. L’allenamento per ottenere tutto questo sarà la cosa più dura e indimenticabile che avrai mai fatto in vita tua».

Una minaccia? Tutt’altro. Il messaggio attira le donne con qualche chilo in più che per fare un figurone in abito bianco si mettono pure in lista d’attesa. I pacchetti di allenamento sono molteplici: c’è chi vuole dare il meglio di sé e a una settimana dalle nozze si trasferisce direttamente negli stanzoni del campo, c’è chi ha bisogno di corsi intensivi e allora per cinque, sei ore al giorno salta la corda, scavalca muri, si butta nel fango, suda, fatica e si sfoga con pianti disperati perché non regge le urla di incitamento degli allenatori che indossano mimetiche e anfibi: «Sbrigati, palla di lardo, solleva quel tronco e pensa alle risate delle tue cognate quando attraverserai la navata con l’abito da sposa. Sembrerai una meringa».

I prezzi variano, dai 30 dollari a lezione fino ai 600 a settimana. Sostanzialmente le fatiche offerte sono simili. La differenza la fanno i «guru», i responsabili che qui non sono semplici insegnanti, ma capi plotone.

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Non furono insulti razzisti a provocare la testata di Zidane. Il Sun chiede scusa!

27 Maggio 2008

L’ episidio che è rimasto maggiormente impresso nell’immaginario colletivo della finale Italia- Francia dei Mondiali 2006, la testata di Zidane a Materazzi (sperando che gli italiani si ricordino qualcosa in più), è stato “letto” in maniera distorta dalla stampa britannica.

Adesso il Sun, a quasi 2 anni dalla finale di Berlino dei Mondiali 2006, fa marcia indietro e rivolge pubbliche scuse al difensore azzurro Materazzi. “Non si trattò di insulti di natura razzista. Per questo ci scusiamo con Materazzi e accettiamo di pagargli i danni”.
Come rivelò il calciatore della Nazionale italiana a scatenare la “testata” fu un insulto rivolto alla sorella di Zinedine Zidane: pesante quanto si vuole, ma non razzista. E ora dopo le scuse pubbliche il “Sun” dovrà pagare anche i danni al giocatore italiano.

LA NOTA DEL TABLOID - “In alcuni articoli pubblicati nel luglio 2006 – recita la nota di scuse – abbiamo affermato erroneamente che durante la finale della Coppa del Mondo, il difensore italiano, Marco Materazzi, ha rivolto insulti razzisti a Zinedine Zidane, chiamandolo figlio di una prostituta terrorista, e portando Zidane a reagire con una testata nei suoi confronti”. “Abbiamo anche affermato – prosegue il Sun – che Mr. Materazzi era un bugiardo ipocrita quando ha negato queste accuse ed è stato condannato per quello che aveva detto”. “Ritiriamo queste insinuazioni e accettiamo il fatto che Mr. Materazzi non ha detto nulla di natura razzista – conclude il ‘Sun’ -. Ci scusiamo con lui per ogni angoscia causatagli e abbiamo accettato di pagargli i danni”.

La retromarcia del tabloid arriva dopo quella di un altro quotidiano britannico. Ad aprile era toccato al Daily Star scusarsi con Materazzi, durante un’udienza pubblica presso l’Alta Corte di Giustizia di Londra.

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Birmania, in campo Maldini e Kakà

27 Maggio 2008

Maldini e KakàLe notizie provenienti dalla Cina, le oltre 60 mila vittime della scossa di terremoto dello scorso 12 maggio, hanno spostato l’attenzione internazionale dall’altra grande tragedia di questa primavera, quella del ciclone Nargis che all’inizio del mese ha devastato la Birmania. Un cataclisma di grandi proporzioni che ha colpito una popolazione già in difficoltà.

Adesso sono due grandi campioni dello sport, i milanisti Paolo Maldini e Ricardo Kakà, a riaccendere i riflettori sulle difficili condizioni degli sfollati e, in particolare, dei bambini birmani. E lo fanno prestando il loro volto ad una operazione di raccolta fondi coordinata dall’Unicef che sta già operando assieme ad altre agenzie delle Nazioni Unite per prestare assistenza ai senzatetto.

Le ultime stime dell’Onu parlano di 2,5 milioni di persone gravemente colpite dalle conseguenze del ciclone e di queste almeno il 40% sono bambini. Nella città di Laputta, circa il 30% dei bambini sotto i 5 anni soffre di diarrea o dissenteria, e l’Uunicef ha iniziato una campagna di vaccinazioni contro il morbillo in tutta la regione. Lunedì, il sottosegretario generale delle Nazioni Unite James Holmes ha incontrato i leader del governo militare di Myanmar, il nome con cui oggi viene identificata la Birmania, per discutere su come migliorare l’azione umanitaria. In settimana è attesa anche la visita del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon.

Ma gli aiuti internazionali hanno un costo ed è per questo che Kakà e Maldini hanno deciso di impegnarsi in prima persona. Del resto, i due milanisti sono già da tempo degli «ambasciatori» delle Nazioni Unite: Kakà lo è contro la fame per il Pam, il Programma alimentare mondiale; Maldini lo è invece per la sezione italiana dell’Unicef. Per contribure alla raccolta fondi è sufficiente inviare un Sms al numero 48581 dai telefoni cellulari di qualsiasi operatore. In questo modo si dona 1 euro (e ovviamente il messaggino può essere mandato tante volte quanti sono gli euro che si intendono donare); se il numero viene chiamato da un telefono fisso Telecom la donazione è invece di due euro. «In questo modo – spiegano Kakà e Maldini – il Pam e l’Unicef trasformeranno la nostra generosità in aiuti immediati».

 

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Coverciano: raduno pre-europeo della Nazionale con “effetto sorpresa”!

26 Maggio 2008

I giocatori della Nazionale azzurra in raduno pre-europeo a  Coverciano sono stati accolti con entusiasmo: dai tifosi, e non solo!!! Due ragazze dello staff di “Lucignolo”, programma in onda su Italia 1, Luisa Dalla Via e Marianne Puglia, una italiana e l’altra venezuelana, hanno interrotto ieri pomeriggio l’allenamento della Nazionale. Le ragazze entrate in campo hanno offerto uno strip, tra l’incredulità e gli occhi sbarrati dei calciatori, degno di cartellino rosso! Le ragazze in bikini sono state subito espulse dallo stadio dalle guardie del corpo al seguito degli azzurri, e all’intera trouppe di Videotime sono stati ritirati gli accrediti per entrare al Centro Tecnico di Coverciano.

Guarda il video

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Maradona superstar a Cannes!

21 Maggio 2008

Di Antonio Matarrese dice che è “un altro mafioso” e che concordò la finale del Mondiale nel ‘90: Germania-Italia, mentre, per quanto riguarda la politica, sostiene Cuba e Fidel Castro e non ama affatto gli Americani: ”Hanno ordinato il massacro in Afghanistan e questo mi fa arrabbiare. Assistiamo alla morte della gente in TV e sopra ci lucrano la Fox e la Cnn…”. Questi solo alcuni dei passaggi del documentario su Maradona di Emir Kusturica, passato oggi a Cannes nella selezione ufficiale non competitiva.

 

«Maradona mano de Dios », docu-film di Emir Kusturica, punta a cogliere tre aspetti dell’ex Pibe de Oro: il maestro di calcio, l’uomo di famiglia e il critico della politica estera americana. Ma anche un uomo con tanta rabbia dentro.

 

Nel docu-film di 90 minuti, che approderà nelle sale italiane dal 30 maggio, Maradona sostiene che quando l’Argentina eliminò gli azzurri, a Italia ’90, gli italiani «ingoiarono il rospo più grande della storia perchè Matarrese, un altro mafioso, aveva già concordato la finale: Germania e Italia». Di lì, a suo avviso, le accuse di doping che furono mosse a lui e a Caniggia e che in Italia non si sono mai più ripetute contro alcun calciatore: «A parte Maradona e Caniggia, nessuno ha mai preso un’aspirina». Nella lunga intervista Maradona ribadisce il suo pieno sostegno alla Cuba di Fidel Castro, oppressa come la Serbia di Kusturica, e denuncia le guerre promosse da Washington, «su cui poi lucrano la Fox e la Cnn».

 

Alla proiezione del film per la stampa, l’ex Pibe de Oro ha attaccato anche Pelè, che lo ha spesso criticato per l’esempio negativo che offre ai giovani chiedendo che gli vengano tolti i trofei conquistati. «Anche lui ha un lato oscuro», ha affermato Maradona, «conosco tante storie su di lui e quindi farebbe meglio a tacere, il modo in cui parla di me è irriguardoso». Una nota di allegria è stata portata dalla confessione dell’amore per Julia Roberts. «Farei qualsiasi cosa per vederla sfilare qui sulla Croisette», ha detto Maradona, «sarei disposto a tagliarmi la mano per camminarle accanto, anche quella con cui segnai all’Inghilterra» ai mondiali del 1986, la famosa «mano de Dios».

 

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Pistorius vola a Pechino!!!

16 Maggio 2008

Clamorosa decisione del Tas: il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna si è pronunciato in favore di Oscar Pistorius, l’atleta sudafricano che corre con l’ausilio delle protesi e che potrà partecipare alle Olimpiadi di Pechino con i normodotati.

 

Il 14 gennaio scorso, la Iaaf aveva vietato a Pistorius la partecipazione alle proprie competizioni (e quindi, di fatto, anche ai Giochi) perché riteneva che Oscar traesse un “vantaggio tecnico” dall’utilizzo delle protesi. Il ricorso al Tas del sudafricano è stato accettato.

 

Gli avvocati di Pistorius avevano presantato una perizia condotta dal professore del MIT, Hugh M. Herr, che dava risultati in contrasto con quelli della Iaaf: in pratica, i legali dello sprinter intendevano dimostrare che Oscar non poteva avere alcun vantaggio dalle “J-shaped Cheetah” utilizzate in gara. E il Tas ha ritenuto valide queste argomentazioni, spianando la strada a Pistorius verso l’Olimpiade.

 

“Ora posso rincorrere il mio sogno di partecipare alle Olimpiadi. E se non saranno quelle di Pechino saranno quelle di Londra 2012″. E’ stato questo il primo commento di Oscar Pistorius, in una conferenza stampa a Milano, dopo la decisione del Tas di riammetterlo alle gare fra gli atleti normodotati

 

Ora il sudafricano dovrà centrare il minimo olimpico per correre a Pechino nella gara individuale (45″55, o 45″95 se nessun connazionale corre sotto questo limite), mentre potrà essere selezionato per la staffetta pur senza aver ottenuto il tempo stabilito. Ai Giochi partecipano le prime 16 staffette al mondo e il Sud Africa ha tutte le carte in regola per esserci. Inoltre a settembre Pistorius dovrebbe anche essere ammesso alle Paralimpiadi.

 

E la Iaaf? Pare aver accolto positivamente la decisione del Tas. “La Iaaf è lieta di annunciare che il Tas ha deciso che Oscar Pistorius potrà partecipare alle competizioni disciplinate dai regolamenti della Iaaf”, si legge in un comunicato. La decisione, secondo la federazione, “è la fine di un processo nel quale Pistorius e Iaaf hanno collaborato per risolvere il problema se le protesi ‘Cheetah’ fornissero o meno a Pistorius un vantaggio nelle competizioni. L’udienza al Tas – prosegue la nota – è stata condotta in modo costruttivo e in un clima di collaborazione tra le due parti per ricercare la verità”. Il presidente Lamine Diack ha così commentato: “La Iaaf accetta la decisione del Tas e Oscar sarà il benvenuto in qualsiasi competizione parteciperà in estate. E’ un uomo a cui ispirarsi e non vediamo l’ora di ammirare i risultati che riuscirà ad ottenere in futuro”.

 

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Terza tappa del giro d’Italia: Catania-Milazzo

12 Maggio 2008

Daniele Bennati ha vinto allo sprint la terza tappa del 91/mo Giro ciclistico d’Italia, la Catania-Milazzo, di 221 km, precedendo sul traguardo posto nel Lungomare Giuseppe Garibaldi il tedesco Erik Zabel. La maglia rosa è rimasta saldamente incollata sulle spalle di Franco Pellizotti.

La tappa di oggi, ultima in Sicilia, ha proposto tutta la gamma di una corsa ciclistica che si rispetti: cadute, sprint, una salita abbastanza impegnativa, qualche goccia di pioggia, ma anche gran caldo. Insomma, di tutto. Anzi, di più. E alla fine c’é stato pure chi si è lamentato per il tracciato ritenuto “troppo pericoloso”. L’accusa agli organizzatori è stata lanciata da Riccardo Riccò, ieri vincitore sul traguardo di Agrigento sempre allo sprint, e oggi finito in ospedale a causa di un dito della mano uscito malconcio dal maxi-ruzzolone in cui, al 146/mo km di corsa, sono rimasti coinvolti una ventina di ciclisti. E una seconda si è verificata in fase di arrivo – nei pressi del centro abitato di Milazzo – e ha visto coinvolti circa una decina di ciclisti. Uno di essi, il campione australiano Bradley McGee (Team Csc) ha rimediato una botta alla spalla e una probabile frattura alla clavicola.

La tappa odierna è stata caratterizzata dalla lunga fuga di sei ciclisti, iniziata al km 55 e conclusa al 134/mo. Il vantaggio dei sei, che erano il belga Kevin Seeldraeyers (Quick Step), il francese Mickael Buffaz (Cofidis), lo slovacco Matej Jurco (Milram), l’italiano Riccardo Chiarini (Lpr Brakes), l’altro francese Jeremy Roy (Francaise des Jeux) e il russo Pavel Brutt (Tinkoff Credit Systems), non ha superato i 4′05″. Man mano che ci si avvicinava al traguardo, la spinta dei fuggitivi si è spenta e il gruppo li ha riagganciati, preparando poi il terreno ai velocisti sul Lungomare Giuseppe Garibaldi del grosso centro della provincia di Messina.

Nella parte finale di questa ultima delle tre tappe siciliane previste dalla corsa, che si era aperta sul versante jonico e conclude la sua avventura nell’Isola su quello tirrenico, si è visto anche il profeta in patria Vincenzo Nibali. L’atleta della Liquigas ha provato a staccare il gruppo, per presentarsi da solo al traguardo fra il tripudio di amici e parenti (é nato a Messina, a una trentina di km da Milazzo), ma il suo tentativo é durato non più di un paio di km. Per Nibali, reduce dalla vittoria nel Giro del Trentino (come Damiano Cunego, quando s’impose nel Giro del 2004), tuttavia, ci sarà tempo per dimostrare il proprio valore.

Domani la corsa rosa attraverserà lo Stretto e approderà in Calabria, e da qui risalirà la penisola fino a Cesano Maderno (Milano) dove domenica primo giugno si taglierà l’ultimo traguardo.

Ecco alcune foto del passaggio del giro da Itala, località della riviera jonica di Messina:

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Partita del cuore: “Nazionale cantanti” contro “Unica” nel nome della solidarietà

12 Maggio 2008

Stasera allo Stadio Olimpico di Roma scenderà in campo la solidarietà. Il tradizionale evento, “La partita del cuore”, ormai giunto alla sua XVII edizione, verrà trasmesso dalle 21.10 in diretta tv su Rai Uno, con contemporanea radiocronaca su Radio1 Rai .

 

La Partita del Cuore vedrà sfidarsi la Nazionale cantanti, con il presidente Enrico Ruggeri e il capitano Eros Ramazzotti, e Unica, un’inedita squadra di “numeri uno” allenata da Francesco Totti e composta da sportivi di varie discipline, personaggi televisivi e attori.

  

Quest’anno la Partita del Cuore 2008 si stringe attorno ad una realtà importante come l’ENS, Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi. Infatti, l’intera Curva Nord dello Stadio Olimpico sarà dedicata agli amici dell’ENS: prima del calcio d’inizio della Partita, la Nazionale Italiana Cantanti intonerà l’Inno Nazionale mentre i ragazzi sordomuti “canteranno con le mani ed ascolteranno con gli occhi”.

 

Alle ore 19.00 i più piccoli giocheranno una “mini-partita”. Questo appuntamento vedrà affrontarsi in campo i ragazzi del progetto “Diamo un calcio alla Disabilità” promosso dall’ A.S. Axa Scuola Calcio Francesco Totti, “contro” i ragazzi Normodotati.

 

Come ogni manifestazione che vede la Nazionale Cantanti protagonista, l’intera raccolta fondi verrà totalmente devoluta a progetti di solidarietà e, nello specifico, obiettivo di quest’edizione è sostenere: la “Fondazione Parco della Mistica” impegnata nella realizzazione del primo esempio, a Roma e in Italia, di un Campus Produttivo della Legalità e della Solidarietà presso la Tenuta della Mistica, tra il VII e VIII Municipio a ridosso del Grande Raccordo Anulare, 30 ettari di terreno da riqualificare dal punto di vista edile, agricolo e soprattutto sociale. La Fondazione Parco della Mistica mira a divenire un polo di attrazione per i giovani coinvolgendoli in eventi sportivi, culturali e di forte impatto comunicativo.

 

- FORMAZIONI -

Cantanti: Daniele De Rossi in porta, Mogol capitano, Paolo Belli, Paolo Meneguzzi, Gianni Morandi, Gennaro Gattuso, Philippe Mexes, Enrico Ruggeri, Raoul Bova, Luca Barbarossa, Gigi D’Alessio, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Diego Armando Maradona, Eros Ramazzotti. A disposizione: Francesco Rapetti, Marco Masini, Angelo Peruzzi, Paolo Vallesi, Finley, Simone Perrotta, Riccardo Fogli, niccolò Fabi, Federico Zampaglione. Allenatore SAndro Giacobbe

Unica: Marco Materazzi in porta, Marco Carta, Enrico Fabris, Luciano Spalletti, Pierluigi Collina, Sebastiano Somma, Bruno Conti capitano, Giancarlo Fisichella, Claudio Amendola, Zico, Angelo Peruzzi. A disposizione: Tommaso Rocchi, Gianfranco Zola, Julio Cesar, Andrea Dovizioso, Max Gazzè, Manfred Moelgg, Cesare Cremonini, Fabrizio Moro. Allenatore Francesco Totti.

Arbitro: Farina

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Natalie Du Toit a Pechino: “Con una sola gamba ma con tutta la voglia di farcela”

3 Maggio 2008

Natalie Du ToitIn forse ancora Oscar Pistorius, il quattrocentista che corre con delle protesi in fibra di carbonio al posto delle gambe (amputategli per una grave malformazione), il cui destino olimpico è nella mani del Tas. Il Sudafrica, invece, potrà schierare a Pechino, nelle gare dei ‘normodotati’, la nuotatrice Natalie Du Toit,  24enne a cui nel 2001, per un grave incidente in moto, venne amputata la gamba sinistra; ma che continua a nuotare con la forza delle sole braccia e l’aiuto di una sola gamba.

 

La Du Toit, che nuotava anche prima dell’incidente e nel 2000 mancò d’un soffio l’ammissione ai Giochi di Sydney, ha ottenuto la qualificazione per quelli di Pechino piazzandosi al quarto posto assoluto, contro gente che aveva una gamba in più di lei, nella gara dei 10 km dei Mondiali di nuoto in acque libere, a Siviglia. Questa prova farà il suo esordio assoluto nel programma olimpico proprio a Pechino.

 

Non è la prima volta che la Du Toit gareggia contro atleti normali: negli 800 stile libero, quindi in vasca, ai Giochi del Commonwealth di Manchester 2002 andò in finale e chiuse all’ottavo posto, ricevendo poi in patria un’accoglienza trionfale. L’anno scorso ha invece vinto la finale dei 1500 stile libero, sempre dei ‘normodotati’, ai campionati africani ad Algeri.

In quell’occasione, commentandone l’impresa, il professor Antonio Dal Monte, direttore dell’istituto di Scienze dello Sport e famoso biomeccanico, aveva spiegato che, a suo parere, “Pistorius non vince perché le sue protesi non sono il capolinea di una tecnologia ma solo l’inizio. La Du Toit invece può vincere nel nuoto di fondo perché in quella disciplina le gambe quasi non si usano: insomma, lei è più favorita rispetto a Pistorius”.

 

Se le tesi di Dal Monte siano fondate, la Du Toit potrà dimostrarlo a Pechino, dove farà le Olimpiadi e non le Paralimpiadi, in cui si è messa in evidenza ad Atene 2004 vincendo 5 ori ed un argento. Stavolta la sua vittoria sarà il semplice fatto di esserci: “partecipare alle Olimpiadi è sempre stato il sogno della mia vita – ha detto oggi a Siviglia dopo la gara – ed aver perso una gamba non ha cambiato i miei obiettivi. Finalmente ce l’ho fatta”.