
GB: ad un anno dallo “smoking-ban” 400mila fumatori in meno!
30 Giugno 2008Quattrocentomila fumatori in meno, oltre due miliardi di sigarette scomparse dagli scaffali dei rivenditori e circa quaranta mila vite umane salvate da morte certa nei prossimi dieci anni.
Lo “smoking-ban” inglese - ovvero il divieto di fumo assoluto in locali pubblici - compie domani un anno e si compilano i primi bilanci: un successone. “Questi dati raccontano del più massiccio crollo mai registrato da quando si monitora la situazione fumo”, ha detto all’Independent Robert West, direttore del dipartimento studi sul tabacco della ‘University College’ di Londra (UCL) e responsabile della ricerca.
“Gli effetti - ha aggiunto - si sono fatti sentire in tutti gli strati sociali, tra i poveri come tra i ricchi. Onestamente non mi aspettavo un impatto così consistente”. I risultati dello studio - patrocinato dall’associazione ‘Cancer Research’ - verranno presentati domani alla conferenza ‘anti-fumo’ di Birmingham. I dati presentati sono poi ancora più sbalorditivi perché questa è la prima volta al mondo che vengono analizzati unicamente gli effetti di uno smoking-ban senza tenere in conto altre misure di dissuasione.
“Il divieto era stato introdotto in locali e luoghi pubblici per proteggere la salute dei lavoratori dagli effetti deleteri del fumo passivo”, analizza Jean Kingdi ‘Cancer Research’, “ma ha incoraggiato la gente a smettere del tutto: ora abbiamo bisogno di un piano quinquennale nazionale”. I numeri sono infatti molto incoraggianti. Nei nove mesi che hanno preceduto l’entrata in vigore della legge avevano smesso di fumare l’1,6% dei britannici mentre nei nove messi successivi la percentuale é salita a 5,5%. Oggi, dunque, circa il 22% della popolazione maschile britannica cade sotto l’etichetta “fumatori”. “E se il ministero della Sanità riesce a incoraggiare lo slancio che il divieto ha creato”, ha aggiunto il professor West, “nei prossimi 10 anni potremo realisticamente arrivare al 15%”.
L’acqua è il bene più prezioso per l’umanità. Arriva dalla genetica la tecnica che permette di trasformare l’acqua non potabile in potabile. Si tratta dell’acqua potabile gm, nella quale frammenti di materiale genetico sono utilizzate per bloccare la replicazione di virus e batteri, e quindi per purificarla. La tecnica, ancora sperimentale, è stata presentata a Boston nel congresso della Società Americana di Microbiologia. Nei test finora eseguiti nella Duke University, i ricercatori che l’hanno messa a punto sono riusciti a bloccare l’attività di un fungo molto comune nell’acqua. Un metodo come questo, secondo gli studiosi, permetterebbe di risolvere il problema della sicurezza dell’acqua potabile nei Paesi in via di sviluppo. Per i ricercatori potrebbe essere una soluzione anche per i Paesi avanzati, come alternativa a cloro e raggi ultravioletti.
Un semplice test del sangue per individuare il tumore al polmone nella sua fase iniziale e predire il rischio che un soggetto fumatore ha di ammalarsi di tale patologia nell’arco dei successivi due anni. Il test si basa sull’individuazione di una particolare ‘impronta’ genetica, che i ricercatori hanno riscontrato essere presente in coloro che hanno poi sviluppato la neoplasia.Non è ancora una realtà, ma i primi risultati della sperimentazione del nuovo test sono molto incoraggianti. A metterlo a punto, i ricercatori dell’Università di Colonia, guidati da Thomas Zander, che ha illustrato i primi, positivi dati della sperimentazione in corso al congresso della Società americana di oncologia (Asco), in svolgimento a Chicago. Un risultato definito “entusiasmante”, anche se si è ancora in una fase preliminare degli studi e gli esperti invitano alla prudenza.
Sarà questo il filo conduttore della settima edizione del Salone del Gusto di Torino, organizzato da Slow Food e in programma dal 23 al 27 ottobre al Lingotto Fiere, in concomitanza con il terzo meeting internazionale Terra Madre, rete mondiale delle comunità del cibo. E’ la prima volta che una manifestazione di tipo fieristico adotta questo approccio sistemico in grado di provocare il minimo dei danni ambientali: meno emissioni di C02, meno costi di petrolio, a favore di più gusto e salute in un cibo lavorato al giusto punto di maturazione, con meno conservanti e additivi chimici.
Entrerà in vigore il 10 giugno la risoluzione UE che rende reati penali - e non solo amministrativi - i danni all’ambiente su tutto il territorio europeo: “Per i responsabili dell’inquinamento del nostro ambiente non ci saranno più porti sicuri”. Commenta così il vicepresidente dell’esecutivo europeo, Jacques Barrot, l’approvazione delle norme contro le violazioni che danneggiano l’ambiente. Il punto forte della normativa proposta sono le regole comuni che rendono più efficaci i sistemi di indagine fra gli Stati.
Giù dalle brande alle 5.25, rifare il letto in una manciata di minuti, colazione leggera e poi pronte per trainare jeep e far rotolare tronchi. Non è un corso da uomini duri ma da “donne romantiche” che vogliono rendere “perfetto” il giorno più bello della loro vita. Come? Perdendo quei chili di troppo messi in evidenza dal “sognato” abito bianco.
Un gruppo di neurologi dell’Università di Pittsburgh negli Stati Uniti hanno decifrato un pezzo di codice cerebrale che il nostro cervello adopera per pensare a oggetti concreti. Sono cioè riusciti ad associare a ciascuna parola che indichi un oggetto concreto un preciso schema di attivazione cerebrale. Quando una certa combinazione di aree del cervello si attiva, vuol dire che stiamo pensando a un nome specifico.
Un braccio robotico controllato dagli impulsi nervosi cerebrali: l’esperimento
Se era noto da tempo che una funzione come quella digestiva sarebbe impossibile senza l’opera dei microscopici “meccanici” che smontano le sostanze nutritive, ora un batterio “buono” dell’intestino è stato per la prima volta colto in flagranza mentre combatte e distrugge un altro batterio patogeno.



