Archivio per la categoria ‘Politica’

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Fiorello inventa l’”Ignazio Jouer”, il nuovo inno delle forze armate!

29 Maggio 2008

Fiorello colpisce ancora!!! Questa volta il bersaglio è il Ministro della difesa, Igazio La Russa. Le note sono quelle della canzone tormentone degli anni ‘80 “Gioca Jouer” di Claudio Cecchetto, che Fiorello prende in prestito per fare l’ennesima parodia al Ministro della Difesa, facendone un vero e proprio “Inno delle forze armate”.

Il risultato è facile da prevedere: nulla del testo originale viene mantenuto e le «mosse» pensate a suo tempo da Cecchetto - «dormire / salutare / autostop / starnuto/ camminare…» diventano, scandite dalla voce dell’esponente di An rifatta dallo showman siciliano, «bombardare / cingolato / autoblindo / napalm / marciare». Imperdibile il punto in cui la voce «Superman» diventa «Superignazio». Esilaranti anche gli intermezzi tra un ritornello e l’altro: nella versione originale, Cecchetto invitava a «farlo ancora più veloce». Nell’«Ignazio Jouer», così è stato ribattezzato l’inno, La Russa esorta a «farlo più da uomo». E poi la conclusione, inevitabilmente degna di «’gnazio»: «Digiamolo (Anzi) Digetevelo! / Ignazio Jouer! / Sono Ignazio / Ho fame di Comunisti / Fassino dove sei che ti mangio come un grissino / Bertinotti dove sei? / E dov’è l’unico comunista con un nome da uomo: Veltroni!»

TESTO di FIORELLO e BALDINI - One, two, three, four, five, six, seven, eight!
Bombardare / Cingolato / Autoblindo / Napalm / Marciare / Anfibio / Mitragliatore / Torpediniere / Macho / Peli nel petto / Ascella sudata / Acquaragia / Mutande Ragno / Alabarda / Mennen/ Superignazio!
Ok ragazzi ora cerchiamo di farlo più da uomo / Ricordatevi di mettervi sempre le Mutande Ragno / Cotone fuori Lana di vetro sulla pelle! / E gli anfibi vanno messi senza calze a callo vivo!! In marcia!! Ignazio Jouer!
Paracarro / Filo Spinato/ Mitragliatore / Olio di Ricino / Benzina Agricola /Manganello / Mototrebbia / Pigiama Mimetico / Macho / Cotenna di maiale / Sugna sui capelli / Giugulare / Pennello Cinghiale / Piramidone / Prestigiacomo / Digiamolo / (Anzi) Digetevelo / Superignazio!
Ok ragazzi, ora ancora più da uomo!! / i peli del petto si strappano ogni due battute / Se riuscirete a farlo, d’ora in poi / sarete dei veri uomini proprio come me / e sarete dei veri seguaci di / Ignazio Jouer!! / Digiamolo (Anzi) Digetevelo! / Ignazio Jouer! / Sono Ignazio / Ho fame di Comunisti / Fassino dove sei che ti mangio come un grissino / Bertinotti dove sei? / E dov’è l’unico comunista con un nome da uomo: Veltroni!’”

Guarda l’ORIGINALE Gioca Jouer di Cecchetto

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Palermo ricorda Giovanni Falcone

23 Maggio 2008

È il giorno del ricordo e della speranza per una Sicilia e un’Italia senza mafia.

Giovanni FalconeIl 23 maggio del 1992 moriva a Capaci Giovanni Falcone e oggi oltre duemila giovani si sono assiepati nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo per ricordare il magistrato simbolo dell’antimafia. «Sono fiero di essere ministro della Giustizia, fiero di essere un ministro della Giustizia siciliano e di portare con me i valori di una generazione che dice no alla mafia. Sarà il cuore del mio impegno nel governo nazionale». Sono parole forti quelle del guardasigilli Angelino Alfano nel suo intervento.

Alfano ha ricordato le «misure di grande impatto nella lotta alla mafia» varate dal Governo, «che ci consentono di completare il disegno di Giovanni Falcone». Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato a Maria Falcone, invita a non abbassare la guardia, sottolineando a 16 anni da Capaci che «le immagini della strage restano incancellabili nella memoria degli italiani e rinnovano l’angoscia e l’allarme di quel giorno, in cui la mafia colpì un magistrato di eccezionale talento e coraggio, che aveva saputo contrastarla anche individuando nuovi e più efficaci strumenti in grado di combatterla». L’impegno e la partecipazione di allora - ammonisce il presidente della Repubblica - non possono subire flessioni».

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“Il Divo”, rilettori puntati su una parte oscura della storia d’Italia

23 Maggio 2008

“Il Divo”, film-ritratto su Giulio Andreotti, firmato Paolo Sorrentino è stato accolto da applausi alla proiezione per la stampa del Festival di Cannes. 

Tra le suggestioni del grande cinema d’inchiesta italiano e le influenze della cultura pop, Paolo Sorrentino firma un film insolito e originale. Una pellicola dirompente e avvolgente, in cui la vita di Giulio Andreotti diventa un modo per ripercorrere un pezzo importante della storia d’Italia e, al tempo stesso, per riflettere in maniera nuova sui compromessi legati alla conquista e al mantenimento del potere. Il Divo non è un film inchiesta ‘tradizionale’, ma una pellicola che esplora la dimensione privata e pubblica di un uomo che da molti è stato considerato un diavolo e da tanti altri un santo, contaminando stili narrativi differenti. Prendendo in esame il governo Andreotti a cavallo del periodo di Tangentopoli e, soprattutto, i tanti omicidi legati, in base alle dichiarazioni di alcuni mafiosi, al nome del politico democristiano, Paolo Sorrentino sventaglia davanti allo spettatore un lungo elenco di nomi e situazioni in cui il pubblico riconosce l’eco delle inquietudini del passato.

E’ dal buio che emerge Andreotti, perché Il Divo che si occupa di raccontare la straordinaria vita di Giulio Andreotti, punta a fare ipotesi riguardo al privato di questo politico: alla sua solitudine, al suo incontro con la preghiera ogni mattina, alla sua tenerezza nei confronti della moglie davanti alla televisione. Andreotti, però, è anche un uomo solo che vive una vita sobria, al limite dello ‘spartano’ e che ha un’unica grande ossessione. Il fantasma di Aldo Moro che lo segue silenzioso, apparendo improvvisamente e restando lì a fissarlo.

Toni Servillo dona al personaggio di Andreotti quello che né lui, né i suoi biografi ci hanno mostrato o saputo raccontare: una dimensione personale e umana, talora spaventosa e inquietante, e in qualche momento in grado di ispirare un forte sentimento di pietas, per l’uomo soverchiato dalla necessità di mantenere il potere.

Sorrentino non condona nulla ad Andreotti come emerge da una delle scene più discusse del film che mostra lo stretto legame con la mafia: il bacio tra Andreotti e il Capo dei capi Totò Riina. In una casa lussuosa piena di luce, Giulio Andreotti e Totò Riina si incontrano. Si guardano. Si baciano.

Ma Il Divo non è un atto di accusa nei confronti di Andreotti, non vuole mettere in scena quello che fino ad oggi non si è voluto mostrare; semplicemente vuole indagare i fatti di cronaca con una lente emotiva e non razionale. In questo senso, Il Divo è un capolavoro appartenente ad un genere nuovo, non un film che si propone di raccontare una verità nascosta, bensì un’opera moderna in cui il cinema politico si fonde con qualcosa di nuovo che trascendendo i canoni dell’inchiesta, porta il pubblico in uno spazio narrativo nuovo e non per questo meno incisivo o coerente dal punto di vista sociale. Il Divo è un film che insieme a Gomorra di Matteo Garrone, entrambi in concorso a Cannes, segna un prima e un dopo nel cinema sociale e politico italiano.

 

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Ligabue e il suo “centro del mondo”!

11 Maggio 2008

Lanciato nelle radio nei giorni scorsi, oltre ad essere uno degli indediti di “Secondo tempo”, proseguimento del primo “Best of” uscito in novembre (500 mila copie vendute), costituisce anche il biglietto da visita del nuovo “Ligabue sound” firmato Corrado Rustici che, collaudato nel corso del tour europeo appena concluso, dominerà tutto il tour negli stadi che prenderà il via il 4 giugno dallo Stadio di San Siro .“Il centro del mondo” di Ligabue è inno al viaggio virtuale, al viaggio più leggero che esista.

Nel nome di un suono più compatto e di un canto forse meno veloce e più enfaticamente rock sono stati sacrificati il batterista e il bassista italiani sostituiti da Michael Urbano alla batteria e Kaveh Rastegar al basso cui si aggiunge Luciano Luisi alle tastiere che è una sorta di superdelegato di Rustici sul palco. Invariati gli altri nomi storici (Federico Poggipollino e Niccolò Bossini alle chitarre, Josè Fiorilli tastiere). «Volevo nel nuovo tour un suono selvaticamente rock. E Rustici ha posto come condizione di scegliere lui la sezione ritmica. E quelle reperibili negli Stati Uniti sono indubbiamente le più forti oggi in circolazione. Per me che sono un romantico e ci tengo ai rapporti umani è stata una scelta dura. Ma delegare il suono e la produzione mi consente di dedicarmi al canto e alla scrittura. Intanto mi son reso conto che io cantavo veloce e davo poco spazio a basso e batteria. Molte canzoni risulteranno stravolte come “Tutti vogliono viaggiare in prima” è spiazzante».

La nuova raccolta segna un percorso che tocca in audio e in video tutti singoli usciti dal 97al 2005, quindi da “Su e giù dal palco” a “Nome e cognome”, in totale 18 brani nel CD audio (fra cui “Piccola stella senza cielo”, “Questa è la mia vita”, “Ho perso le parole”, “Una vita da mediano”) e 21 clip nel DVD (fra cui “Si viene e si va”, “Eri bellissima”). Tutti i brani audio sono stati accuratamente rimasterizzati e rimixati («perchè è incredibile - spiega Ligabue - come in un decennio la sensibilità musicale cambia facendo sembrare i suoni vecchi»).

Il secondo inedito si intitola «Il mio pensiero», sentimentale discorsiva con un netto contrasto fra il canto quasi da crooner di Ligabue e una base musicale elettrica e nervosa. La terza canzone, «Ho ancora la forza», è un manifesto di determinazione scritto nel 2000 per Francesco Guccini. E potrebbe essere l’inno della sinistra sconfitta. «Sì, potrebbe. Ci sono molti modi per farsi del bene e per farsi del male. Solo ritrovando le forze e le motivazioni la sinistra potrà avere un futuro». Ligabue non si sottrae ai discorsi politici: «Lo scollamento fra la sinistra e il paese era evidente. Ma debbo ammettere che non pensavo a una sconfitta di questa portata. C’è stato scarso “appeal” di Prodi verso la gente. Il suo impegno è stato lodevole. Ma chiedere sacrifici significa accollarsi una buona dose di antipatia. E’ stata la sua una politica di buon senso, ma non furba». «Quando ho scritto “Buonanotte all’Italia” pensavo che fosse impossibile nascere in questo paese senza poi amarlo. Ma questo costa davvero un fatica bestia. È un paese non moderno e non funzionante. Speriamo che sistemino un po’ il presente per darci almeno la speranza di un futuro»

Per la prima volta Vasco Rossi e Ligabue saranno in tour nello stesso periodo e negli stessi stadi. Inevitabile una guerra di numeri, inevitabili i confronti. «Ma la musica è divertimento, non è gioco al massacro. Come si fa a ridurre la musica a una competizione. la musica è un sentimento soggettivo, senza frontiere. Quando mi dicevano “scegli fra Beatles e Rolling Stones” pensavo che la mia attitudine musicale coincide con quella degli Stones, ma moltissime canzoni dei Beatles sono state fondamentali nella mia formazione. No, il giochetto Mazzola-Rivera o Coppi -Bartali non vale per Vasco e Liga. A parte il fatto che quando l’ho incontrato l’ho trovato una delle persone più simpatiche e divertenti che dice cose giuste e civili. E quando mi ha chiesto di persona di firmare quel manifesto contro la legge che equiparava le droghe leggere a quelle pesanti, ho aderito subito. In ogni caso va considerato che Vasco Rossi ha 15 anni di carriera di vantaggio su di me».

TOUR ITALIANO:

4 luglio - Milano (Stadio San Siro) – SOLD OUT

5 luglio - Milano (Stadio San Siro)

9 luglio - Firenze (Stadio Artemio Franchi)

12 luglio - Bari (Arena delle Vittorie)

18 luglio - Roma (Stadio Olimpico)

22 luglio - Cagliari (Fiera)

26 luglio - Palermo (Velodromo)

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Fiori d’arancio in casa Bush!

7 Maggio 2008

Al Prairie Chapel Ranch, il ranch di Bush, è tutto pronto: cascate di lavanda e rose gialle - «the yellow rose of Texas» della canzone dei film western - adornano già il piazzale all’aperto dove si terrà la cerimonia, nel cielo volteggiano gli elicotteri dell’Fbi e le strade sono bloccate dalla polizia, per arginare giornalisti, curiosi e male intenzionati. Tra non più di 250 invitati, sabato 10 maggio, Jenna Bush, una delle due figlie gemelle del presidente, sposerà Henry Hager, l’erede di una delle più influenti dinastie repubblicane della Virginia.

 

Jenna indosserà un abito di organza di Oscar de la Renta, il sarto della mamma, e le 14 damigelle d’onore, guidate dall’altra gemella Barbara, porteranno vesti di chiffon di Lela Rose.

Dovrebbe officiare il cappellano militare John Berry, il pastore della locale chiesa metodista, caro a papà.

 

Rispetto alle ultime nozze di una «first daughter», quelle di Tricia Nixon nel Giardino delle rose della Casa Bianca nel 1971, queste saranno semi-clandestine. Il presidente Nixon, in piena campagna elettorale, fece delle nozze della figlia l’evento mediatico dell’anno, con 500 invitati, radio, tv, giornali. George W., forse perché sul viale del tramonto, ha voluto farne una festa texana, un inno alle radici e ai valori, d’accordo con Jenna, che si dice «estranea al glamour di Washington». Il presidente ha vietato le telecamere e i microfoni, aprendo le porte solo a familiari e amici intimi, perché «ci si sposa per amore non per pubblicità».

 

Ma malgrado tanta riservatezza, l’America vive il «sì» di Jenna ed Henry come un fumetto, chiedendosi se il banchetto sarà il «barbecue» texano o qualcosa di hollywoodiano; quali «big» saranno esclusi ; dove andranno gli sposi in luna di miele. I soliti interrogativi che assalgono i curiosi nel giorno del “fatidico si”!!!

 

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Cominciati i colloqui Cina-Tibet

4 Maggio 2008

Dalai Lama

Hu Jintao

Sono iniziati oggi a Shenzhen, nel sud della Cina, i primi colloqui tra inviati del Dalai Lama ed esponenti del governo di Pechino dall’inizio della rivolta tibetana, il 10 marzo scorso. Colloqui che, ed è il primo risultato dell’incontro, sono destinati ad avere un seguito. Le autorità cinesi e gli inviati del governo tibetano in esilio hanno, infatti, raggiunto un accordo per continuare il dialogo avviato oggi.

 

“Il governo centrale cinese e i rappresentanti privati del Dalai Lama - scrive l’agenzia Nuova Cina - si sono messi d’accordo per avere nuovi contatti e consultazioni in una data appropriata”.

 

In un’intervista rilasciata a mezzi d’informazione giapponesi in vista della sua prossima visita a Tokyo, il presidente cinese Hu Jintao si è dichiarato “fiducioso” che “attraverso sforzi di entrambe le parti” i colloqui “riescano ad ottenere i risultati desiderati”. Il Dalai Lama, il leader tibetano che vive in esilio dal 1959, chiede per il Tibet quella che chiama “una genuina autonomia”. Pechino lo accusa di non essere sincero e di puntare in realtà all’ indipendenza.

 

Colloqui tra inviati del Dalai Lama e del governo cinese si sono tenuti in sei riprese tra il 2002 ed il 2007, senza che sia stato raggiunto alcun accordo. Speriamo questa sia la volta buona!!!

 

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Cuba: Raul Castro vuole disegnare “il futuro della Rivoluzione”

29 Aprile 2008

Raul CastroRaul Castro, dopo aver liberalizzato la vendita di telefonini e dvd, ha preannunciato quella che sembra la vera svolta di Cuba: la convocazione del Congresso del Partito comunista, dopo dodici anni, con l’obiettivo di disegnare “il futuro della Rivoluzione”. Il Congresso, ha spiegato intervenendo alla riunione della direzione del Partito (discorso trasmesso in televisione), si farà alla fine del 2009.

 

Il fratello del Lider Maximo promette continuità, ma i leader dell’Isola rivoluzionaria, aggiunge, devono prepararsi per «quando la generazione storica non ci sarà più» quindi sente la necessità di “ricambio” nei posti di vertice, dall’Ufficio politico al Comitato centrale. Raul esce così dall’ombra di Fidel.

 

L’ altra novità annunciata: la commutazione della pena capitale per “un gruppo di condannati” a morte. Decisione già presa, spiega, «non per pressioni esterne ma come atto sovrano, in linea con la condotta etica e umanitaria che ha sempre caratterizzato la rivoluzione cubana». La pena di morte non verrà abolita, puntualizza Raul: «Le circostanze ci impediscono di disarmare, di fronte a un Impero che non cessa di accusarci e attaccarci».

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Un insulto di Prodi a Berlusconi nella top ten del Times

23 Aprile 2008

Berlusconi e Prodi

L’insulto, anche se comparso raramente nell’ultima campagna elettorale italiana, è stato riscoperto recentemente dai quotidiani del Regno Unito, dopo che il primo ministro britannico Gordon Brown è stato definito dal dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe «solo un piccolo puntino in questo mondo» perché aveva criticato la lentezza dello scrutinio durante le recenti elezioni nel Paese africano. Partendo da questo attacco poco gentile il Times di Londra ha provato a stilare la top ten degli insulti politici più celebri.

Bisogna dire che la classifica è fortemente anglocentrica. Nove insulti su dieci sono stati proferiti da politici britannici verso connazionali. Tuttavia l’unico attacco non britannico presente nella top ten è quello lanciato da Romano Prodi nei confronti di Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale del 2006.

Il professore durante il secondo faccia a faccia televisivo con il Cavaliere, spazientito per le accuse e la carrellata di numeri enunciati dall’allora leader del «Polo delle libertà» parafrasando una celebre battuta del premio Nobel irlandese George Bernard Shaw, commentò sarcastico: «Berlusconi si attacca alle cifre come gli ubriachi si attaccano ai lampioni».

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Buonanotte all’Italia!!!

14 Aprile 2008

In attesa di conoscere chi guiderà lo Stato italiano per i prossimi 5 anni (sempre che ci arrivino), ho scelto di farvi “ri-ascoltare” la canzone Buonanotte all’Italia di Luciano Ligabue, con l’augurio che le cose possano cambiare davvero… e che in futuro possa scrivere sul mio blog qualche notizia positiva in più sul nostro Paese!!!