Archivio per la categoria ‘Moda’

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Lo “street-style” si fa strada su internet

3 Giugno 2008

Addio passerelle e moda ufficiale, è la strada a lanciare le nuove tendenze grazie allo “Street-style”. Il fenomeno è nato oltre dieci anni fa sulle pagine dell’inserto domenicale del «New York Times», che per primo fotografò le scelte d’abbigliamento di comuni passanti, trasformandole in vere e proprie icone del vestire contemporaneo.

Scatti “normali” a gente “normale”: sono queste le caratteristiche principali della moda della strada, non importa, infatti, che modelli e modelle proposti siano belli, snelli e giovani, ma che il loro “look” significhi qualcosa. Così, le più interessanti passerelle sfilano tra le strade di Roma, Parigi, Londra e Stoccolma. E, senza problemi di etichette, loghi e prezzi, questo fenomeno sta rivoluzionato il concetto stesso di moda, cancellandone l’aspetto irraggiungibile.

Dalle pagine del «New York Times» a quelle virtuali di internet, questa voglia di raccontare e raccontarsi è riesplosa negli ultimissimi anni: numerosi sono i blog aperti sull’argomento, dove milioni di ragazzi e ragazze possono pubblicare i propri “outifits” e contemporaneamente vedere e commentare foto provenienti da tutto il mondo, facendo vivere così allo “Street-style” una seconda, e ancora più florida giovinezza.

Tutto comincia, o meglio ricomincia, più o meno due anni fa, quando, il fotografo Scott Schuman inaugura il blog “The Sartorialist”, che, con i suoi scatti a gente comune della “Grande Mela”, è diventato oggi un vero punto di riferimento tanto per i semplici appassionati di moda ’street’, quanto per chi abita i piani alti dell’industria dello stile

Con un semplice click è possibile quindi scoprire, commentare e perchè no “scopiazzare”, le tendenze in voga a Tokio o Singapore, prendere spunto dal look acqua e sapone e bohèmienne delle parigine, o ancora scoprire in anteprima le nuove mode che impazzano tra i giovani londinesi. E in Italia? Da poco anche nel nostro Paese esiste un blog dedicato esclusivamente allo “Street-style”: il milanese “pradandmeatballs.blogspot.com”,e anche “style.it” il sito internet delle riviste “Vogue”, “Vanity Fair” e “Glamour” offre una sezione dedicata al fenomeno della moda in strada, dal titolo “Street Memo”.

Il successo del fenomeno “Street style” è facilmente spiegabile, infatti, i volti e lo stile delle persone fotografate sono molto più interessanti e stimolanti di quelle dei protagonisti dei “red carpet”, così lontani per cultura, stili di vita e modi di vestire ai cosiddetti “comuni mortali”.

Inoltre, questi blog danno la possibilità di volare in un attimo da una parte all’altra del mondo e senza barriere spazio-temporale, giovani londinesi o berlinesi possono vedere come si vestono i loro coetanei a New York, e magari commentare gli stili proposti con una ragazza di Roma o Milano, dando così vita a un tam-tam digitale che sta diventando un vero e proprio fenomeno mondiale in cui tutti, fotografi, fotografati e commentatori, diventano protagonisti.

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La moda detta l’ultima tendenza. Il guardaroba diventa “in affitto”

3 Giugno 2008

Cosa indosso oggi? Un interrogativo che affligge milioni di donne (e non solo) tutti i giorni. Passiamo ore davanti all’armadio aperto in attesa di una “illuminazione”. Pensate se ogni giorno suonasse alla vostra porta, magari mentre siete assalite da mille dubbi sul vostro look, l’abito “perfetto” per quella giornata.Sogno? No, realtà anche se per il momento è una realtà limitata almeno in Italia. La tendenza del “guardaroba in affitto” che soffia dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti sta attecchendo anche in alcune città italiane: ad averne il primato è Brescia, ma molto presto contagerà le boutiques delle nostre città.

Siete curiose di sapere come funziona? Ci si reca al negozio che aderisce all’iniziativa, ovviamente, e si sceglie lo “style” che si vuole indossare: romantica o sportiva? Sexy o elegante? Fatto questo si concorda il look per ogni giorno della settimana e così ogni mattina vi arriverà a casa “l’abito giusto”, lavato, stirato e pronto per l’uso… ovviamente in affitto!!!

Altre “glam chic” che provengono dagli Stati Uniti ma che stanno riscuotendo un enorme successo anche in Europa sono: il “baratto party” dove ci si incontra tra amiche e ci si scambia tutto quello che finisce sul fondo dell’armadio, dagli accessori ai vestiti, dai libri ai cd; e il “dress crossing” dove un gruppo di amiche dopo aver creato una cassa comune, con una modica somma ciascuno, si dedica allo shopping sfrenato, l’unica regola è di far “girare” gli acquisti tra tutti i membri del gruppo.

 

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Acquisti sotto l’ombrellone: pc a meno di 400 euro!

25 Maggio 2008

È scattata l’ora dei pc low cost, il fenomeno esploderà in estate! Computer per tutti i gusti e le tasche. Economici, semplici da usare, leggerissimi. Adatti ad anziani, bambini, utenti inesperti, teenager attenti alla moda. Nascono da un fenomeno che esploderà quest’estate, come rivelano gli annunci di questi giorni, dalle principali marche di computer: HP, Acer, Dell. Ma c’è anche una vecchia gloria nazionale: Olidata.

Ma è riduttivo chiamarli low cost. In realtà riflettono una nuova tendenza: conquistare anche chi non ha mai avuto un pc. Per esempio, alcuni dei nuovi computer potrebbero interessare ai teenager che vorrebbero navigare anche dal pub, con un prodotto leggero e di stile quanto un cellulare, ma non costoso. Un altro pubblico tutto da conquistare è quello delle famiglie spaventate dei pericoli di Internet. Per loro nasce l’Olidata JumPc, il primo computer italiano dedicato ai bambini (da 6 ai 10 anni) a 299 euro. E’ anche il primo Classmate di seconda generazione, architettura creata da Intel per i computer low cost a scopi educativi. JumPc pesa 1,4 chili, monta Windows Xp, ha un lettore Dvd. E’ colorato, robusto, resiste anche all’acqua, si può trasportare con la maniglia (anche a scuola, quindi) ed è dotato del software Magic Desktop, che rende Windows adatto ai bambini. Permette infatti ai genitori di controllare la navigazione dei figli e impedisce loro di danneggiare il sistema. Comprende inoltre giochi educativi.

Giugno vedrà l’arrivo di tanti altri computer ultra portatili. Qualche giorno fa Asus ha annunciato lo sbarco in Italia dell’Eee Pc al prezzo di 399 euro pesa un chilo.
Per giugno è atteso anche un computer Acer Aspire, dalle caratteristiche originali: sarà uno dei primi a montare il processore Atom, ideato da Intel ad hoc per dare vita ai mini pc. Il nuovo Acer sarà anche uno dei primi computer dotati di accesso al WiMax, nuova rete banda larga senza fili che arriverà in Italia tra un mese. Grazie al WiMax, i computer permetteranno di risparmiare per Internet e telefonate.

A giugno è previsto anche il Wind Pc di Msi. Più in là sarà il momento di un computer Dell. Quello di HP si chiama Mini-Note Pc 2133: da noi arriverà nei prossimi mesi. Avranno il WiMax, Linux o Xp, anche molti dei cosiddetti Mid (Mobile internet device), che arriveranno a fine anno. Hanno un aspetto tra un portatile e un palmare, sono ultra leggeri (400 grammi) e hanno un mini monitor da 8,9 pollici. Tutte le marche sforneranno Mid. 

L’Italia è in prima fila in questa nuova moda, con cui l’informatica mira ad abbracciare il pubblico di massa.

 

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Nairobi: “Fashion for peace”

25 Maggio 2008

Si è conclusa ieri “Fashion for peace”, l’iniziativa di solidarietà e sviluppo per l’Africa. La sfilata per la pace tenutasi a Nairobi (Kenya) dal 20 al 24 maggio è stata sostenuta da molti partners internazionali tra cui: Virgin Atlantic, Revlon, Swiss Intenational Air Lines, Safaricom, Kenya Wild Life Service, UNEP, Goethe Institute di Nairobi.
In passerella le creazioni di molti fashion designers del continente africano tra cui i modelli dello stilista camerunense Imane Ayissi, della maison keniana Moo Kow, dello stilista Paul Herve Elisabeth della Martinica, della casa di moda keniana Bella Matata e dello stilista ghanese Kwesi Nti.
La moda diventa quindi veicolo di sviluppo, di conoscenza, contro la distruzione della guerra e l’isolamento culturale di un’intera parte del mondo.

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Nuovo processo per Naomi Campbell!

23 Maggio 2008

Naomi CampbellNuovi guai giudiziari in arrivo per Naomi Campbell. La ‘venere nera’ dovrà rispondere davanti ai giudici per assalto “verbale e fisico” nei confronti dei dipendenti della British Airways e dei poliziotti per la furiosa disputa su una valigia smarrita all’aeroporto londinese di Heathrow. Secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano del pomeriggio ‘Evening Standard’ l’incriminazione sarà annunciata ufficialmente la settimana prossima.

In risposta alla British Airways, che l’ha messa al bando da tutti i suoi voli, l’esuberante Naomi - non nuova ad aggressioni ai danni di chi ha la sfortuna di esserle vicino quando ha uno dei suoi incontenibili scoppi di ira - ha controbattuto che è lei a boicottare la compagnia britannica “a nome di tutti quelli a cui è stato mancato di rispetto”. Ma adesso è lei, la diva, ad essere chiamata a risponderne in un processo!

IL FATTO - “L’incidente” è accaduto il mese scorso a Heathrow dove la supermodella aveva dato in escandescenze quando lo staff della compagnia aerea britannica l’aveva informata della perdita di una valigia. In partenza per Los Angeles con un biglietto di prima classe, Naomi non era riuscita a contenere la rabbia, insultando volgarmente sia il personale della British che i poliziotti accorsi. Oltre a gridare come una ossessa: “Ma non riuscite mai a farne una giusta? Voglio tutte le valige su questo volo. Sono Naomi Campbell”, la supermodella di colore avrebbe anche preso a sputi i suoi interlocutori e tentato di colpirli con calci e pugni. Al termine dell’incidente Naomi Campbell fu ammanettata, prelevata dall’aereo in partenza per la metropoli californiana e liberata dopo qualche ora di arresto.

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Styleislam: l’orgoglio di essere musulmani!

22 Maggio 2008

Partita come una piccola iniziativa dedicata ai giovani musulmani europei, si è presto trasformata in un successo commerciale internazionale. Si chiama “Styleislam”, ed è la linea di t-shirt e di oggettistica che promuove la religione musulmana e il suo volto moderato. Ideate tre anni fa da Melih Kesmen, un trentatreenne tedesco di origini turche, queste t-shirt stanno spopolando tra i giovani musulmani tedeschi e hanno già varcato i confini. Il messaggio promosso dagli slogan stampati sulle magliette è chiaro: i giovani musulmani che vivono nel Vecchio Continente devono essere orgogliosi delle proprie origini e manifestarlo apertamente.
“Io amo il mio Profeta”, “Diffondi l’amore, non le bombe” e “Il terrorismo non ha religione” sono solo alcuni degli slogan stampati sulle T-shirt. Tutto è iniziato nel settembre del 2005, dopo la pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto e le proteste violente che ne seguirono. La prima reazione del giovane Kesmen,ex studente di arte grafica di Dortmund, che in quel periodo si trovava a Londra, fu quella di scendere nelle strade della capitale inglese con una maglietta sulla quale aveva scritto “Io amo il mio Profeta Maometto”. Il giovane musulmano fu insultato da una minoranza di persone, ma la maggior parte dei musulmani che incontrò per le strade si congratulò con lui per il suo coraggio. Una volta tornato in patria Kesmen comprese che le t-shirt potevano essere un eccellente mezzo per restituire orgoglio ai suoi correligiosi e dimostrare che in Europa il radicalismo musulmano è appoggiato solo da una minoranza di fanatici.
Velocemente Kesmen mette su un atelier insieme a sei amici e cominciano a produrre le t-shirt. In Germania i musulmani sembrano apprezzare la sua iniziativa e il successo di “Styleislam” è immediato. Adesso Kesmen e i suoi amici oltre alle t-shirt producono anche zainetti, tazze, tappeti e altri oggetti sui quali sono impresse frasi che rivendicano l’orgoglio di essere islamici. Dopo la creazione del sito “www.styleislam.com”, la richiesta delle magliette e dei gadget pro-islam ha varcato i confini tedeschi.

All’apice del successo Kesmen afferma di non temere che alcuni dei messaggi stampati sulle t-shirt come possano irritare gli europei non musulmani, anzi afferma che il 95% delle reazioni sono positive: «Quelli che dicono che noi vogliamo provocare sono persone che non conoscono nulla dell’Islam e sono piene di pregiudizi» afferma Kesmen. «Considero Styleislam una espressione moderna dell’identità musulmana. Siamo musulmani e non abbiamo nulla da nascondere. Possiamo stampare con orgoglio questo messaggio sui nostri petti».
Kesmen esalta la sua tecnica di promuovere l’Islam e la contrappone a quella usata dai fondamentalisti: « Noi invece rispondiamo agli attacchi contro l’Islam con creatività».

 

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Super-tacchi o rasoterra? Il dubbio della prossima estate

21 Maggio 2008

La risposta ai super-tacchi, che sfioravano i 15 centimetri, sfoggiati da Gwyneth Paltrow alla prima del suo film “Iron man” sono infradito e Ballerine.

 

Sandali infradito rasoterra, sandali alla schiava completamente privi di tacco, espadrillas e ballerine stile Audrey Hepburn sfidano il must della moda del tacco vertiginoso.

 

Oggi sfoderano tacchi le fashion-casalinghe, per fare la spesa, destreggiandosi con disinvoltura tra passeggini e calze a rete; le sportive che girano con le sneaker d’emergenza in borsetta; la manager in tailleur, in equilibrio sui 10 centimetri di femminilità.

 

Ma c’è anche la fetta delle irriducibili. Quelle che non rinuncerebbero mai a viaggiare «rasoterra». Le marche più note hanno pensato anche a loro: fra gli accessori trendy della stagione estiva 2008 figurano le minimaliste “Bensimon”, in arrivo dalla Francia, dove imperversano da più di 25 anni, calzate da piedi entrati nel mito, come quelli di Brigitte Bardot. O le intramontabili “espadrillas”, ringiovanite e rilanciate con zeppe sempre in corda intrecciata. Le ballerine, casual e anticonformiste. Le comodissime infradito «Havaianas», ed i mai banali sandali Batik.

 

Tacco ideale? «Il fisiologico è di cinque centimetri, più o meno 2 il tollerato». Per conquistare senza soffrire troppo: non esagerare, ma pure un po’ di stretching. Il «gesto» giusto? Sollevare le gambe dopo l’uso: «Per favorire il ritorno venoso e rilassare gli arti».

 

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Dress Crossing, l’ultima frontiera della moda!

21 Maggio 2008

Pochi soldi in tasca e una voglia irrefrenabile di griffe? Basta trovare qualche amica dai gusti simili e formare un “gruppo d’acquisto” e comprare, con una cassa comune, tutti i must di stagione senza finire sul lastrico e con la possibilità di farli “girare” fra i membri del gruppo.

 

Si chiama Dress Crossing, è una tendenza in arrivo da Londra, e suscita un solo dubbio: se si frequentano gli stessi giri, e si viene invitate alle stesse cene, feste, serate, in base a quale criterio la pochette di Gucci dovrebbe essere usata da Tizia piuttosto che da Caia, e l’abitino di Prada indossato da Sempronia e non da una delle altre? Metodo da perfezionare, forse, per evitare accapigliamenti.

 

Pioniere del fenomeno sono quattro amiche londinesi, fra i 23 e i 26 anni: Sophie, Layla, Emily e Rachel. Fashion victim tutte e quattro, hanno fondato una “cooperativa dello stile”, acquistando tutto in comune. Con un investimento personale di circa 300 sterline al mese, fanno shopping in comitiva acquistando, senza scrupoli e rimpianti, borse Fendi o Balenciaga, abiti Marc Jacobs e Prada.

 

Le 4 amiche ci svelano il loro segreto. “Teniamo vestiti e accessori a casa mia – spiega Sophie – ma abitiamo tutte vicine, nella zona di Bethnal Green e, quando usciamo, ci incontriamo sempre da me per vestirci”.

In questo modo, stare al passo con la moda senza finire al verde diventa facile. Ma come fanno quattro persone a trovarsi sempre d’accordo su vestiti, borse, scarpe? “Abbiamo personalità diverse - continua Sophie - ma riusciamo a trovare un accordo, suggerendoci l’una con l’altra come indossare un abito e abbinarlo in modo personale. Cerchiamo di investire su abiti e accessori che si trasformeranno in classici. Se una desidera indossare lo stesso capo di un’altra, la regola è: vince chi ha un appuntamento o una serata importante. Stabiliamo dei turni e li rispettiamo”.

 

Il Dress Crossing è solo l’ultima frontiera di una tendenza che ha già visto nascere la moda delle borse in affitto su internet. Ma c’è anche lo Swap Party, una specie di “festa del baratto” a costo zero. L’idea è nata Stati Uniti ma è arrivata anche in Italia. Niente mercatini o bancarelle, l’appuntamento è a casa, tra amiche. Basta mettere insieme un nutrito gruppo di donne, pronte a portare abiti e accessori, ma anche libri, dischi e tutto ciò che di solito finisce in fondo a qualche armadio. Con lo Swap Party si può rinnovare il guardaroba senza spendere nemmeno un euro: nulla è in vendita, solo merce di scambio.Cambi di stagione, acquisti frettolosi, shopping poco attento e regali non graditi diventano così risorse inesauribili. E permettono di rinnovare il proprio armadio davanti a un aperitivo o un tè, in compagnia di amiche e conoscenti. Per le pigre irriducibili, lo swapping è anche online: in solitudine, davanti a un computer. Tanto, l’importante è risparmiare.

 

 

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Laura Biagiotti: t-shirt contro il tumore al seno

13 Maggio 2008

La nota stilista italiana Laura Biagiotti ancora una volta è dalla parte delle donne. Infatti ha realizzato una speciale t-shirt per la lotta la tumore al seno, che sarà presentata a Roma giovedì 15 maggio.

 

I proventi della vendita andranno alle attività dell’associazione Salute Donna Onlus. Informare le donne con il lancio del manifesto “Breast Friends for Life”, a ribadire che il tumore al seno può essere sconfitto con l’informazione, diagnosi precoce, adesione alla terapia e supporto psicologico, e che la prevenzione per questa malattia è l’unico modo per sconfiggerla.

 

Una donna che parla alle donne per aiutarle a combattere la malattia e agevolare la ricerca su di un tema che non deve essere dimenticato. Guardando le statistiche ci si rende conto del numero elevato di donne che affrontano questa  malattia con un’ informazione a volte poco esaustiva.

 

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Gattinoni sfila per la pace

30 Aprile 2008

Gattinoni ha presentato ieri la collezione d’alta moda nella residenza romana dell’ambasciatore d’Israele Gideon Meir. Protagonista della sfilata: “la pace”. Guillermo Mariotto, direttore creativo della storica maison romana, ha voluto rendere omaggio alle tre grandi religioni monoteiste del mondo (ebraismo, islamismo e cristianesimo) con tre abiti di seta bianca uniti da un unico drappeggio e indossati da modelle di tre diverse nazionalità e fedi.

Le tre religioni si fondono attraverso tessuti e morbidi drappeggi diventando un’unica emozione da indossare. Interpreti del messaggio-couture tre top model di diverse nazionalità e culture: Leraz Drod, modella israeliana di religione ebraica, Shadine El Saidi, Italo/Siriana, di religione musulmana , Violetta Alfonsi di nazionalità italiana e religione cristiana.

La principessa-designer Grazia Borghese, ha creato in esclusiva tre gioielli unici, per il defilè: La Stella di David, simbolo dell’ebraismo, la Mezzaluna simbolo dell’Islam e La Croce, simbolo del Cristianesimo, realizzati in oro rosa e pietre preziose e indossati dalle tre testimonial.

Il defilè si è aperto con un caftano in organza grigia decorato con i simboli delle tre Grandi Religioni, che introduce la collezione haute-couture primavera-estate, presentata a Roma lo scorso gennaio, manifesto ideale in difesa della natura e dell’ambiente, a base di abiti con tessuti eco-compatibili, bio-etici e bio-degradabili.

L’evento, presentato da Marta Flavi, è stato organizzato nell’ambito delle celebrazioni del sessantesimo anniversario della fondazione dello Stato di Israele che a Roma sarà ufficialmente festeggiato il prossimo 8 maggio.