Archivio per la categoria ‘Gossip’

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Il principe William in missione contro il narcotraffico

1 Giugno 2008

Il principe William si appresta a completare la formazione militare da futuro re imbarcandosi domani con il grado di guardiamarina sulla fregata “Hms Iron Duke” della Royal Navy. L’unità opera nelle acque dei Caraibi in attività contro i trafficanti di droga e William resterà a bordo per cinque settimane.Dopo aver frequentato l’accademia dell’esercito a Sandhurst, uscendone da sottotenente del reggimento dei “Blues and Royals”, le guardie a cavallo della regina, e aver completato il corso da pilota della Raf, è la volta della marina.

La Royal Navy è l’Arma per eccellenza della famiglia Windsor dove tutti sono stati ufficiali di marina: a partire dal trisnonno Giorgio V, seguito dal nonno il principe Filippo d’Edimburgo, giovane ufficiale quando conquistò il cuore dell’allora principessa Elisabeth, lo zio Andrea, pilota di elicotteri durante la guerra delle Falkland e del papà, l’erede al trono Carlo. Il fascino della Royal Navy ha contagiato anche la stessa zia di William, la principessa Anna, che ha il grado di contrammiraglio.

Il 25enne principe, secondo in linea di successione al trono, «sarà trattato come ogni altro giovane ufficiale a bordo: gli verranno assegnati gli stessi compiti degli altri giovani ufficiali, nessun trattamento in guanti bianchi da super Vip», ha assicurato il contrammiraglio Robert Cooling, capo dello Stato maggiore della marina, aggiungendo con l’abituale franchezza dei marinai che aver a bordo il guardiamarina Wales, «sarà uno stimolo ed un privilegio - e non una scocciatura - per l’equipaggio».

 

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Pamela Anderson: una cena per beneficenza

29 Maggio 2008

Pamela Anderson si mette all’asta!!! Niente da dire quando c’è di mezzo la beneficenza! Quindi uomini siate generosi e porterete a cena la bella Pamela. L’asta, organizzata dall’associazione “Make e Wish”, si terrà sabato 31 maggio ad Abu Dhabi. Inutile dire che le offerte per la 40enne, divenuta famosa indossando il costume rosso nella fomosa serie tv “Baywatch”, sono già iniziate.

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Non furono insulti razzisti a provocare la testata di Zidane. Il Sun chiede scusa!

27 Maggio 2008

L’ episidio che è rimasto maggiormente impresso nell’immaginario colletivo della finale Italia- Francia dei Mondiali 2006, la testata di Zidane a Materazzi (sperando che gli italiani si ricordino qualcosa in più), è stato “letto” in maniera distorta dalla stampa britannica.

Adesso il Sun, a quasi 2 anni dalla finale di Berlino dei Mondiali 2006, fa marcia indietro e rivolge pubbliche scuse al difensore azzurro Materazzi. “Non si trattò di insulti di natura razzista. Per questo ci scusiamo con Materazzi e accettiamo di pagargli i danni”.
Come rivelò il calciatore della Nazionale italiana a scatenare la “testata” fu un insulto rivolto alla sorella di Zinedine Zidane: pesante quanto si vuole, ma non razzista. E ora dopo le scuse pubbliche il “Sun” dovrà pagare anche i danni al giocatore italiano.

LA NOTA DEL TABLOID - “In alcuni articoli pubblicati nel luglio 2006 - recita la nota di scuse - abbiamo affermato erroneamente che durante la finale della Coppa del Mondo, il difensore italiano, Marco Materazzi, ha rivolto insulti razzisti a Zinedine Zidane, chiamandolo figlio di una prostituta terrorista, e portando Zidane a reagire con una testata nei suoi confronti”. “Abbiamo anche affermato - prosegue il Sun - che Mr. Materazzi era un bugiardo ipocrita quando ha negato queste accuse ed è stato condannato per quello che aveva detto”. “Ritiriamo queste insinuazioni e accettiamo il fatto che Mr. Materazzi non ha detto nulla di natura razzista - conclude il ‘Sun’ -. Ci scusiamo con lui per ogni angoscia causatagli e abbiamo accettato di pagargli i danni”.

La retromarcia del tabloid arriva dopo quella di un altro quotidiano britannico. Ad aprile era toccato al Daily Star scusarsi con Materazzi, durante un’udienza pubblica presso l’Alta Corte di Giustizia di Londra.

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A Cannes si mormora: duello all’italiana!

25 Maggio 2008

Sean Penn e la sua giuria sono alla ricerca di “un film dal segno indelebile, lontano dalle mode passeggere, tutto il contrario dell’Oscar insomma”. In quest’ottica si anima il solito trambusto di voci sui candidati per la vittoria finale, tra i quali “Le tre scimmie” di Nuri Bilge Ceylan, “Il silenzio di Lorna” dei fratelli Dardenne, “Linha de passe” di Walter Salles, “La classe” di Laurent Cantet. E gli italiani “Gomorra” e “Il Divo”.Al Festival si parla molto dei due registi che, dopo anni di indigenza cinematografica, a detta dei giornali stranieri, avrebbero riacceso l’attenzione dei cinefili verso l’Italia, scatenando le attese per la Palma.

Paolo Sorrentino era estasiato dall’accoglienza della stampa estera al suo film: “Sono felice che il film abbia avuto una così grande attenzione internazionale” diceva ieri il regista, sull’onda dei commenti di Variety che definisce Il divo un “capolavoro”, “intensamente politico e selvaggiamente inventivo”. Secondo El Mundo, Servillo compie “un lavoro introspettivo e brechtiano” degno di Palma quindi. Fino a Le Monde: “Magistralmente messo in scena, Il divo fa pensare a una satira di Alfred Jarry trasposta in immagine e suono dal regista inglese Ken Russell”.
Unica voce fuori dal coro quella del New York Times che non apprezza Sorrentino e si chiede perché Cannes continui a scegliere i suoi film.

I film italiani sono allora in corsa anche per la Palma come migliore attore, con Toni Servillo oppure, come suggeriscono altri, con un premio collettivo agli attori di Gomorra.

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Il “ciber-pettegolezzo” minaccia sempre più la nostra “reputazione virtuale”

24 Maggio 2008

“Il paese è piccolo e la gente mormora”. Ma non è più così. Nella community più grande del mondo, quella di Internet, maldicenze e pettegolezzi sono sempre pi frequenti, che per correre ai ripari nascono società per controllare ed eventualmente correggere la propria ‘reputazione digitale’. I costi sono assolutamente accessibili, considerato che in gioco c’é il “buon nome”: solo 30 dollari come nel caso dei ‘Reputation Defender’.L’ultimo sito a dover correre ai ripari per la sempre maggiore tendenza al cyber-pettegolezzo è stato eBay, il principale organizzatore di aste on-line, che questo mese ha deciso di cambiare il sistema di valutazione dei venditori, che prima veniva fatto da chi comprava.
“Alcuni compratori erano riluttanti nel dare un giudizio negativo sui venditori - si legge nel comunicato del sito - per paura che questi a loro volta lasciassero dei commenti offensivi o negativi”. La principale novità del nuovo sistema sarà che i venditori non potranno più lasciare commenti negativi sui compratori, e questi ultimi avranno una revisione del proprio giudizio ogni 12 mesi. La mossa ha anche un valore commerciale: secondo uno studio che sarà pubblicato sul Journal of Economics strategy, una buona reputazione su eBay permette di vendere a prezzi più alti.

Se l’onore sul sito di aste on-line è salvo, lo stesso non si può dire per il resto del web, dove fra blog, siti di social network e su cui si possono postare foto e video le occasioni di delazione non mancano. Il problema, riferisce la rivista New Scientist, non è solo di natura morale: nel momento in cui ci si iscrive all’università o si fa domanda per un lavoro sempre più spesso si viene ‘googleati’, e il risultato che si ottiene digitando il proprio nome su un qualsiasi motore di ricerca può dare delle brutte sorprese.

“Le cose che appaiono in rete su una persona - spiega Fred Stutzman, che ha creato un sito che ‘ripulisce’ la reputazione on-line - possono determinare il giudizio che viene dato”. Stuzman è l’autore di ClaimId, un sito gratuito che controlla e verifica le informazioni sul conto di chi si iscrive, creando una lista di siti ‘approvati’ dall’utente, che appare quando un estraneo cerca il nome sul web. Un po’ più complesso è TrustPlus, un altro sito, questo a pagamento, che crea un vero e proprio profilo pubblico raccogliendo le informazioni da una cerchia di ‘amici fidati’. Una volta ripulite le informazioni sparse nei vari siti, però, rimane il problema di giudizi negativi che possono essere stati dati da estranei, o proprie foto compromettenti apparse sui siti di qualcun altro

Per risolvere il problema alla radice bisogna affidarsi a ‘Reputation Defender’, una compagnia che dietro un pagamento mensile controlla tutti i risultati che escono dai motori di ricerca sul cliente, facendo in modo con tecniche di ottimizzazione che quelli positivi siano in cima e quelli negativi in fondo, occupandosi anche di contattare i ‘pettegoli’ per far loro togliere il materiale dal proprio sito. Il servizio costa 30 dollari, ma come diceva Publilio Siro, un autore romano, ‘Una buona reputazione vale molto piu’ dei soldi’.

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Curiosi? Arrivano i siti “ficcanaso”!

23 Maggio 2008

In Italia è ancora fresco lo scandalo per le dichiarazioni dei redditi sbattute sul web, ma in America le opportunità offerte dalla Rete a chi vuole ficcanasare sono di gran lunga maggiori, grazie a una miriade di siti impiccioni che stanno nascendo come funghi.Per i curiosi delle vite altrui, italiani e non, le possibilità di reperire dati personali sono sempre più numerose. Sta nascendo infatti un vero e proprio filone di siti web specializzati nel raccogliere e raggruppare informazioni su ogni singolo utente della Rete. Si va da ZabaSearch.com, che si occupa di fedine penali e date di nascita a Spock.com, specializzato nello scovare pagine personali come quelle inserite nei siti di social networking. Spokeo.com fornisce l’elenco delle attività online di amici e conoscenti, mentre Zillow.com esprime valutazioni sul valore delle case di amici e conoscenti.

Non tutti sono così contenti di vedere i propri dati pubblicati sul web. E’ il caso, raccontato dal Wall Street Journal, di un anonimo quarantatreenne cittadino dell’Illinois che aveva dichiarato al proprio fidanzato di avere trentacinque anni. Quando l’innamorato ha cercato il suo indirizzo su Internet ha scoperto l’inganno e lo ha lasciato.

I creatori dei vari siti si difendono sostenendo che non vi è da parte loro alcuna intenzione di braccare gli utenti, ma semplicemente la volontà di creare qualcosa di divertente e sottolineano che la diffusione dei dati personali è un fenomeno ormai assodato nel terzo millennio. Altri siti approdano al medesimo risultato ma partendo da presupposti diversi e quasi incidentalmente. E’ il caso di Amazon.com, che prevede che i suoi utenti compilino una lista degli oggetti che intendono acquistare, premettendo che questa verrà resa pubblica.

L’unica possibilità di difesa e tutela della privacy è in mano a ciascuno di noi, ma per proteggere la riservatezza occorre andare alla radice del problema. Se non si vuole che certi dati vengano diffusi occorre evitare di renderli pubblici: meglio non comparire sugli elenchi telefonici, che sono una fonte preziosa per chi cerca il nostro indirizzo, e soprattutto occorre valutare attentamente il grado di privacy garantita al momento dell’iscrizione a determinati siti.

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Nuovo processo per Naomi Campbell!

23 Maggio 2008

Naomi CampbellNuovi guai giudiziari in arrivo per Naomi Campbell. La ‘venere nera’ dovrà rispondere davanti ai giudici per assalto “verbale e fisico” nei confronti dei dipendenti della British Airways e dei poliziotti per la furiosa disputa su una valigia smarrita all’aeroporto londinese di Heathrow. Secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano del pomeriggio ‘Evening Standard’ l’incriminazione sarà annunciata ufficialmente la settimana prossima.

In risposta alla British Airways, che l’ha messa al bando da tutti i suoi voli, l’esuberante Naomi - non nuova ad aggressioni ai danni di chi ha la sfortuna di esserle vicino quando ha uno dei suoi incontenibili scoppi di ira - ha controbattuto che è lei a boicottare la compagnia britannica “a nome di tutti quelli a cui è stato mancato di rispetto”. Ma adesso è lei, la diva, ad essere chiamata a risponderne in un processo!

IL FATTO - “L’incidente” è accaduto il mese scorso a Heathrow dove la supermodella aveva dato in escandescenze quando lo staff della compagnia aerea britannica l’aveva informata della perdita di una valigia. In partenza per Los Angeles con un biglietto di prima classe, Naomi non era riuscita a contenere la rabbia, insultando volgarmente sia il personale della British che i poliziotti accorsi. Oltre a gridare come una ossessa: “Ma non riuscite mai a farne una giusta? Voglio tutte le valige su questo volo. Sono Naomi Campbell”, la supermodella di colore avrebbe anche preso a sputi i suoi interlocutori e tentato di colpirli con calci e pugni. Al termine dell’incidente Naomi Campbell fu ammanettata, prelevata dall’aereo in partenza per la metropoli californiana e liberata dopo qualche ora di arresto.

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Madonna bacia ancora una donna!

7 Maggio 2008

La regina del pop fa ancora parlare di sé, non solo per aver scalato in sole due settimane dall’uscita del suo nuovo album “Hard Candy” le classifiche di molti Paesi. Piazzatasi al vertice della classifica degli album più venduti in Italia, scalzando Vasco dal suo primo posto, Madonna “replica” dal palco dell’Olympia Theater di Parigi, dove ha tenuto un concerto, il bacio con una lei, rimasta non identificata. Era già successo nel 2003 in occasione degli Mtv Awards con Britney Spear.

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Fiori d’arancio in casa Bush!

7 Maggio 2008

Al Prairie Chapel Ranch, il ranch di Bush, è tutto pronto: cascate di lavanda e rose gialle - «the yellow rose of Texas» della canzone dei film western - adornano già il piazzale all’aperto dove si terrà la cerimonia, nel cielo volteggiano gli elicotteri dell’Fbi e le strade sono bloccate dalla polizia, per arginare giornalisti, curiosi e male intenzionati. Tra non più di 250 invitati, sabato 10 maggio, Jenna Bush, una delle due figlie gemelle del presidente, sposerà Henry Hager, l’erede di una delle più influenti dinastie repubblicane della Virginia.

 

Jenna indosserà un abito di organza di Oscar de la Renta, il sarto della mamma, e le 14 damigelle d’onore, guidate dall’altra gemella Barbara, porteranno vesti di chiffon di Lela Rose.

Dovrebbe officiare il cappellano militare John Berry, il pastore della locale chiesa metodista, caro a papà.

 

Rispetto alle ultime nozze di una «first daughter», quelle di Tricia Nixon nel Giardino delle rose della Casa Bianca nel 1971, queste saranno semi-clandestine. Il presidente Nixon, in piena campagna elettorale, fece delle nozze della figlia l’evento mediatico dell’anno, con 500 invitati, radio, tv, giornali. George W., forse perché sul viale del tramonto, ha voluto farne una festa texana, un inno alle radici e ai valori, d’accordo con Jenna, che si dice «estranea al glamour di Washington». Il presidente ha vietato le telecamere e i microfoni, aprendo le porte solo a familiari e amici intimi, perché «ci si sposa per amore non per pubblicità».

 

Ma malgrado tanta riservatezza, l’America vive il «sì» di Jenna ed Henry come un fumetto, chiedendosi se il banchetto sarà il «barbecue» texano o qualcosa di hollywoodiano; quali «big» saranno esclusi ; dove andranno gli sposi in luna di miele. I soliti interrogativi che assalgono i curiosi nel giorno del “fatidico si”!!!

 

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“Stangone” e “bassotti”: coppia perfetta?

25 Aprile 2008

Se siete uomini e non siete dei “giganti” una buona notizia: l’altezza non è più un problema… almeno per le “star”! Loro alte da fare invidia ma attratte da ”bassotti”. Eccovi alcuni “illustri” esempi:

 

 

Carla Bruni (1.79) e Nicolas Sarkozy (1.65)

È noto che ormai Carlà si è rassegnata  a indossare ballerine ultrapiatte per non far sfigurare il maratino, basso si ma anche “complessato”. Tanto da metterli lui i tacchi. Ormai Sarkò si è convertito ai mocassini “rialzati”, ma nonostante ciò non riesce a colmare la differenza. Non sarà mai all’altezza della sua sposa!!!