Archivio per la categoria ‘Giovani’

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Buon 50° “puffleanno”!

17 Maggio 2008

«Chi siano non lo so, gli strani ometti blu…», cantava Cristina D’Avena nella nota sigla televisiva. E invece tutti sanno chi sono i Puffi, i simpaticissimi personaggi nati quasi per caso, nel 1958, dalla matita del disegnatore belga Pierre Culliford, in arte «Peyo». Compiono 50 anni i puffi, gli omini blu alti 20 centimetri, due mele e mezzo secondo la loro unità di misura, semplici e uguali, ma ciascuno con le proprie particolarità, a parte tre puffe, un baby puffo e il capo Grande Puffo, che ha 532 anni.

 

Per festeggiare il cinquantesimo «Puffleanno» è stato organizzato un tour europeo, tra mostre, feste, concorsi, iniziative di beneficenza in collaborazione con l’Unicef. L’unica tappa italiana è Milano, che sarà «invasa» da 5000 puffi in gomma, tutti bianchi, disseminati in luoghi a sorpresa. Alle famiglie il compito di «adottarli» e magari di colorarli, per partecipare al concorso promosso da «Il Giornalino» e dalla Fondazione Franco Fossati. Il cuore della manifestazione sarà il Castello Sforzesco, dove si svolgeranno laboratori per le scuole.Presente anche Veronique Culliford, figlia di Pierre, il creatore belga dei Puffi.

 

Le celebrazioni dureranno tutto l’anno. “Le poste del Belgio realizzeranno una serie speciale di ‘puffrancobolli’ - ha detto Hendrik Coysman, direttore generale di Imps (International Merchandising, Promotion & Services) e portavoce ufficiale dei Puffi - mentre il centro belga per il Fumetto organizzerà una mostra sulla storia dei puffi e del loro creatore”.

 

Per i 50 anni è pronto quindi un grande rilancio e, dall’autunno, la serie tornerà su Italiauno. Il puffleanno si concluderà a ottobre con la premiazione di un Puffo Speciale tra quelli allestiti nelle varie città. Per l’Italia parteciperà il puffo made in Benetton, che ha vestito il pupazzo con i colori e la fantasia italiana. Intanto la festa itinerante toccherà 16 paesi europei, tutti pronti ad accogliere i personaggi di Peyo. Gargamella compreso, il terribile nemico dei Puffi, da sempre impegnato, insieme alla sua gatta Birba, nella caccia agli omini, convinto che facendoli bollire sei per volta nel veleno di serpente otterrà la formula della pietra filosofale che trasforma tutto in oro.

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Il viaggio in treno? Si fa ballando

14 Maggio 2008

Viaggiare ballando. È la nuova tendenza dei Tgv francesi. Un concept destinato agli under 30, con biglietti low cost da prenotare online, per spostarsi di notte, nei fine settimana. Il tutto a ritmo di musica.

 

Nei Tgv Idnight la carrozza bar è un Dance floor, con luci stroboscopiche e Dj set dal vivo. La musica comincia verso mezzanotte e continua fino a notte fonda. Un modo alternativo per viaggiare e soprattutto per fare nuove amicizie. Da approfondire poi nella carrozza lounge, insonorizzata, con poltrone e luci soft, dove magari guardarsi un film in Dvd, sorseggiando un aperitivo.

 

Una mini rivoluzione partita un mese fa da Parigi verso la costa atlantica di Biarritz, meta di surfisti, ma anche tratta battuta da ragazzi spagnoli che vogliono recarsi nella Ville Lumière in modo alternativo. Da luglio partiranno anche i tragitti notturni per la Costa Azzurra.

 

I biglietti sono a portata di tutti. Prezzo base, 15 euro. Prima si prenota su Internet, meno si paga, sull’esempio delle compagnie aeree low cost. Metodo adottato dalle ferrovie francesi già dal 2006. E che lo scorso anno ha sedotto più di un milione di clienti.

 

Si punta al radoppio nel 2008, anche grazie all’Idbox che permette dalla carrozza bar di scaricare gratuitamente, via Wifi, sul cellulare o sul computer portatile, musica, videogiochi, trailer dei film in uscita, ma anche informazioni turistiche sulle destinazioni. Come per esempio, dove continuare a far festa.

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Sei minorenne? Un distributore intelligente ti nega il fumo

13 Maggio 2008

 

Un distributore automatico intelligente vende le sigarette solo ai maggiorenni riconoscendo l’età dell’aspirante acquirente attraverso i tratti somatici: rughe intorno agli occhi, pelle, struttura ossea.

 

Non poteva che venire dal Giappone questa invenzione basata su sofisticate tecnologie di riconoscimento facciale. L’invenzione è stata fatta dalla Fujitaka Co, azienda nipponica che a partire da luglio metterà in commercio i rilevatori anagrafici sui 570mila distributori presenti nell’intera nazione. Nel paese del Sol Levante sarà quindi impedito l’acquisto delle sigarette dai minori di 20 anni, età limite sotto cui non è consentito fumare in Giappone.

 

Al loro interno i distributori contengono una telecamera che scrutando il volto dell’aspirante acquirente, lo confronta con altri 100 mila archiviati in memoria per stabilirne l’età. Il riconoscimento del volto è affidabile al 90% secondo l’azienda. Solo nel restante 10% dei casi, i volti di adolescenti con sembianze già adulte o viceversa quelli di adulti dal viso giovanile, il distributore potrà richiedere la patente di guida dell’acquirente. Questi ‘distributori spia’ dovrebbero riuscire a scoraggiare i giovani fumatori dal ricorrere ai distributori automatici per sviare i divieti di fumo.

 

Secondo una recente inchiesta il 13% degli adolescenti giapponesi tra i 17 e i 18 anni è un fumatore abituale.

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Stop alle sigarette! Dopo 5 anni diminuiscono i rischi per la salute

11 Maggio 2008

Smettere di fumare non è mai troppo tardi. Spegnere l’ultima sigaretta è un ottimo investimento in salute, come dimostra la ricerca condotta dall’Harvard Medical School di Boston. Secondo i dati pubblicati dagli specialisti sull’ultimo numero del “Journal of the American Mediacal Association (Jama), bastano cinque anni di stop al fumo per diminuire del 20 per cento il rischio di morire per un tumore al polmone e dimezzare quello per malattie coronariche. Il pericolo diventa uguale a quello di chi non ha mai fumato dopo 20 anni per le patologie polmonari croniche ostruttive, come l’enfisema, e dopo 30 per i carcinomi polmonari. I ricercatori hanno seguito quasi 105 mila donne per ben 24 anni, dal 1980 al 2004, raccogliendo e comparando le informazioni su stili di vita e condizioni sanitarie.

 

Le donne, tutte infermiere arruolate nel Nurses’ Health Study, avevano tra i 34 e i 59 anni all’ingresso nello studio. Nell’arco di tempo considerato si sono verificati circa 12.500 decessi. Tra le fumatrici, rispetto alle non fumatrici, si è registrato un rischio sette volte più alto di restare vittima di tumori correlati al consumo di tabacco e tre volte più alto considerando invece tutte le cause di decesso. Smettendo di fumare, però, le prospettive migliorano gradualmente e in maniera evidente fin dai primi anni. La percentuale di decessi attribuibili alle sigarette, infatti, è stata circa del 64 per cento tra i fumatori e del 28 per cento tra gli ex-fumatori.

 

«Sono cifre impressionanti: una volta su due un fumatore muore a causa del tabacco, nella maggior parte dei casi per infarto, bronchite cronica, tumore del polmone o della laringe» ha commentato Giovanni Invernizzi, responsabile del gruppo di lavoro contro il fumo della Simg (Società italiana di medicina generale) e collaboratore del Centro antifumo dell’Istituto dei tumori di Milano. «Ma è ancor più importante notare come i benefici della cessazione siano evidenti anche a brevissimo termine - prosegue Invernizzi -. Entro pochi giorni ci si libera del monossido di carbonio, il composto tossico, contenuto nelle sigarette, che “tarpa le ali” all’ossigenazione dei tessuti, come ben sanno gli ex fumatori che hanno provato a fare le scale, anche solo dopo tre o quattro giorni dall’ultimo sbuffo di fumo. La pelle diventa più luminosa e l’alito migliora. Già dopo un anno o due, poi, sono evidenti gli effetti su cuore e vasi sanguigni e bastano pochi anni per abbattere il pericolo di tumori al polmone».

 

«Siccome c’è un rapido declino del rischio per alcune malattie, non è mai troppo tardi per smettere. Per altre patologie, però, occorrono decenni perché il rischio di un ex fumatore arrivi ai livelli di un non fumatore, dunque diciamo anche che non è mai troppo presto per smettere» ha commentato Stacey Kenfield, che ha guidato i ricercatori americani. E, soprattutto, è sempre troppo presto per cominciare. Dai risultati dello studio, infatti, il rischio di mortalità per malattie respiratorie e tumori polmonari aumenta con la precocità della prima sigaretta. «Fumare tra i 10 e i 15 anni compromette seriamente lo sviluppo polmonare – conferma Giovanni Invernizzi – e, purtroppo, si stima che i ragazzi fumatori siano circa il cinque per cento nella fascia d’età della scuola media, con la presenza rilevabile di monossido di carbonio, mentre poi, nei primi anni di scuole superiori la diga si apre e si balza al 20-30 per cento». In risposta ad un’indagine Istat del 2005, l’otto per cento dei giovani italiani dichiarava di aver iniziato prima dei 14 anni.

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Arriva “Boom Blox”, il puzzle game di Spielberg

8 Maggio 2008

Arriva oggi nei negozi europei Boom Blox, il puzzle game nato dalla collaborazione tra Electronic Arts e il famoso cineasta Steven Spielberg. Creato esplicitamente per Nintendo Wii, è disponibile già da ieri nei negozi americani è giungerà il 13 maggio in quelli asiatici e il 22 maggio in Giappone.

 

L’attesissimo gioco, realizzato con una collaborazione molto attiva da parte del regista-produttore che pare si sia recato tutti i giorni personalmente negli studios per controllarne ogni particolare,  viene definito un gioco un po’ di nicchia. Adatto, quindi,  all’utenza media della console Wii di Nintendo, costituita dai cosiddetti no hardcore gamer, vale a dire i giocatori casuali, non troppo esperti, trasversali per età e per passioni.

Qualcuno l’ha paragonato a un connubio tra il domino e lo Jenga (un gioco da tavola che consiste nel comporre una torre di blocchi di legno che i giocatori dovranno successivamente sfilare, a turno, rendendo la torre pian piano più instabile, fino all’inevitabile crollo) e in effetti il videogioco, pur non essendo violento ha una certa vocazione distruttiva. In sostanza quattro giocatori si devono sfidare colpendo con una palla da baseball il punto strategico di una costruzione fatta di blocchi, cercando di provocarne la distruzione. Il tutto accompagnato da una componente narrativa e da personaggi curati nei dettagli, in modo da rendere il videogame più coinvolgente.

 

Secondo il regista i bambini (e non solo) impareranno la fisica senza nemmeno rendersene conto attraverso Boom Blox, ma al tempo stesso nel suo gioco non c’è alcun elogio dell’aggressività. Spielberg, padre di sette figli, conosce bene l’universo infantile e in Boom Blox evoca quella voglia tipicamente infantile di smontare le cose, evitando al tempo stesso la violenza e cercando di coinvolgere tutta la famiglia intorno al puzzle game.

 

Per l’eclettico narratore di Hollywood non si tratta comunque del primo ingresso nel mondo videoludico. Spielberg è proprietario della Dream Works Interactive, acquisita da Electronic Arts, e ha con quest’ultima un contratto di collaborazione a lungo termine per lo sviluppo di un titolo ancora segreto, di cui è noto solo il nome in codice LMNO. E nel frattempo, tanto per non annoiarsi, sta lavorando a una piattaforma di social networking dedicata agli appassionati di ufo e di fantascienza, che rimane uno dei suoi grandi amori.

 

 

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Alia Sabur, 19 anni, è la più giovane docente del mondo

8 Maggio 2008

A 8 mesi ha iniziato a parlare, a 5 anni ha finito le elementari e a 14 si è laureata in matematica e statistica, diventando la più giovane ragazza del Pianeta a conseguire un diploma di laurea. Oggi, a 19 anni compiuti lo scorso febbraio, Alia Sabur è la più giovane docente universitaria del mondo. L’enfant prodige newyorchese di origine iraniana oggi insegna presso il Dipartimento di “Advanced Technology Fusion” della Konkuk University, a Seul. Aveva iniziato a insegnare nel 2005, alla Southern University di New Orleans, ma dovette interrompere le lezioni quanto l’uragano Katrina distrusse la città, spazzando via anche l’Università.

 

«In realtà il mio è un record femminile quello maschile appartiene a Tathagat Avatar Tulsi che a 12 anni e due mesi si è laureato in fisica all’università indiana di Patna». Più tardi ha battuto il “rivale” diventando, grazie alla prestigiosa Borsa di studio per dottorati di ricerca «Gaann». La sua fortuna? Non essersi bruciata subito, com’ è successo a tanti precoci genietti, spinti da genitori ambiziosi e senza scrupoli che spesso pianificano la carriera universitaria dei figli ad Harvard o Yale quando i piccoli sono ancora in culla. «Non è il mio caso - assicura lei - io sono figlia unica e sono stati gli amici a spiegare a papà e mamma che ero diversa». In quarta elementare le autorità scolastiche di Northport, a Long Island, decisero che Alia era un tipo «scomodo». «La maestra mi disse: trova qualcosa da fare, io debbo insegnare ai tuoi compagni. Così trascorsi l’anno in un angolo a leggere». I genitori querelarono il distretto scolastico e chiesero 80 milioni di dollari «per assenza di istruzione adeguata». Nel frattempo l’Università Suny decise di aprire le porte alla ragazza, che allora aveva 10 anni e si recava ai corsi con lo zainetto rosa di Hello Kitty.

 

«Mi piacerebbe molto, un giorno, trovare la cura contro l’Alzheimer o il morbo della mucca pazza - afferma Alia, esperta in biofisica delle proteine - vorrei pure esplorare il principio di Einstein secondo cui la velocità della luce è costante. Sono tra quelli - precisa - che osano mettere in dubbio tale assioma». La modestia non è insomma il suo forte. «E come potrebbe esserlo? - la difendono mamma Julie, ex reporter tv e papà Mark, ex ingegnere, che hanno trasformato l’intelligenza della figlia in un lavoro a tempo pieno - Ha cominciato a leggere a 8 mesi, a due anni divorava romanzi e a 5 aveva già conseguito la licenza elementare». Oltre a essere un genio matematico, Alia sogna una carriera come clarinettista. «Ha tutte le carte in regola per riuscirci: è un vero prodigio musicale», assicura Ricardo Morales, primo clarinetto nell’orchestra della Metropolitan Opera di New York e suo maestro, che l’ha seguita nei concerti per anni.

 

Ma la vita dei geni non è tutta rose e fiori. Accanto al suo sito ufficiale che ne decanta i rari primati, la giovane deve fare i conti con i siti anti-Alia infarciti di odio e insulti. Per non parlare dell’ostilità dei coetanei. «Ho dovuto abbattere per anni l’odioso stereotipo della secchiona antisociale - spiega - io sono una come tante e spero di essere un modello per le altre giovani donne che ancora oggi continuano ad aver paura di mostrarsi più brave degli altri. Soprattutto dei maschi».

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Concerto del 1° maggio a Roma: “Basta morti sul lavoro”

29 Aprile 2008

Il concerto del 1° maggio, in Piazza San Giovanni a Roma, ormai è un appuntamento fisso che quest’anno compie i suoi primi 40 anni! Quest’anno l’evento, organizzato come sempre dai tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, ha sposato anche una giusta causa:  la raccolta di fondi chiamata “Basta morti sul lavoro”. Le immagini della maratona diventeranno un dvd i cui proventi confluiranno nell’iniziativa.

 

La conduzione del popolare evento musicale è stata affidata all’attore Claudio Santamaria, ma è un’occasione per rendere omaggio alla musica di Adriano Celentano, un modo per festeggiare il suo 70esimo compleanno.

 

Gli artisti pronti a calcare il palco di quello che è ormai considerato come uno dei concerti più celebri d’Europa, sono davvero molti e molto importanti: Subsonica, Elio e le Storie Tese, Caparezza, Afterhours, Irene Grandi, Baustelle, Après la Classe, Marlene Kuntz, Enzo Avitabile e Manu Dibango, Raiz, Sud Sound System, Tricarico, Bisca Zulu con Enrico Capuano.

 

Ad aprire la diretta della serata, per la prima volta ci sarà una All Star Jazz Band guidata da Stefano Di Battista e composta da Fabrizio Bosso, Greg Hutchinson, Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Dario Rosciglione, Baptiste Trotignon, Julian Mazzariello e Giovanni Tommaso. Questo Primo Maggio avrà anche un sapore brasiliano grazie all’esibizione di Jorge BenJor.

 

Il Concerto del 1 Maggio sarà trasmesso in diretta da Rai Tre. Si parte alle 15.15 con l’Anteprima dedicata all’esibizione dei vincitori della Rassegna Primo Maggio Tutto l’Anno. La diretta proseguirà poi dalle 16 fino alle 24, interrotta solo dall’edizione del Tg3 delle 19 e delle 23.

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Shakespeare “riscritto” per i giovani!

27 Aprile 2008

 

 

“Verona era zona combattuta tra i Montecchi e i Capuleti. E siccome erano sempre lì a scannarsi, il principe di Verona gli aveva detto di darsi una calmata o qualcuno gli avrebbe fatto un c… così”. Così incomincia “Romeo and his fit bitch Jools” , tradotto “Romeo e quella gran gnocca di Giulietta”, la versione in gergo chav (giovanile e coatto) della tragedia di Shakespeare, riscritta da Martin Baum, un 48enne del Dorset che in un nuovo libro ha tradotto in slang 15 opere.

 

Oltre alla storia di “Romeo e la sua gang” che si “imbuca” alla festa dei Capuleti dove conosce Giulietta, a essere riprodotti nel linguaggio di strada dell’Inghilterra del 21esimo secolo, sono stati diversi altri testi di Shakespeare, da “Tanto rumore per nulla”, diventato “Tanto rumore per un cacchio”, a “I due gentiluomini di Verona”, in slang “I due tipi di Verona”, fino a “Macbeth”, trasformato in “Macbeff”, (come viene pronunciato in gergo).

 

Secondo quanto riporta il Sun, il Shakespeare chav sta avendo un gradissimo successo tra i ragazzini, oltre a fare ridere più di un genitore. “Sono uno scrittore e un autore di satire. Amo i classici e ho deciso così di riscrivere alcune delle opere di Shakespeare”, ha dichiarato Baum, confessando di essersi fatto aiutare dal figlio 13enne Josh, più aggiornato sullo slang giovanile. “Credo che se una cosa serve a introdurre i ragazzi a Shakespeare allora si tratta di una cosa buona. Ne ho scritte 15 finora e adesso spero di realizzare un secondo libro con altre ancora. Ma la prossima sfida sarà con Dickens”.

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Il baco da seta “nemico” della marijuana!

22 Aprile 2008

Anche il baco da seta ha intrapreso la sua lotta contro la droga!

Forse sarà il baco da seta a sconfiggere la marijuana nelle Filippine: nelle montagne che circondano Kapangan, una cittadina di 18.000 abitanti nel nord dell’arcipelago, un tempo note per essere uno dei principali centri di coltivazione della cannabis, oggi, invece, sempre più gelsi bianchi - l’habitat del prezioso insetto - hanno preso il posto delle piantine dalle lunghe foglie verdi e resinose.

 

Così, anche il colore delle montagne sta cambiando. “Abbiamo iniziato a scollarci di dosso quell’etichetta”, dice Roberto Canuto, sindaco di Kapangan. “Vogliamo essere conosciuti per qualcos’altro, magari come capitale della seta del Paese”, aggiunge. La sericoltura è stata introdotta in nove dei 15 villaggi di Kapangan, nella provincia di Benguet, nel 2004 e da allora alcuni agricoltori hanno iniziato a piantare gelsi bianchi, delle cui foglie si nutrono i bachi da seta importati da Cina e Giappone. Il successo delle prime colture sperimentali, che hanno prodotto quest’anno circa 25 chilogrammi di seta grezza, venduta a 50 dollari al chilo, ha indotto molti altri contadini a voler entrare nel nuovo affare.

 

“Potrebbe essere l’alternativa perfetta alla marijuana. Potrebbe darci il danaro in più, senza correre rischi”, dice Wilbur Teofilo, capo di una cooperativa agricola locale che si sta rapidamente riconvertendo alla sericoltura.

Quasi nessuno di loro ammette che prima arrotondava i guadagni coltivando la marijuana, un lavoro relativamente facile e redditizio, anche se rischioso perché illegale. Un’attività, come ha sottolineato un rapporto del dipartimento di stato americano di quest’anno, che invece ha ripreso vigore nelle Filippine, sia nel nord, sia nelle isole meridionali dove gli sforzi del governo per sradicare le coltivazioni sono resi più difficile dalla guerriglia dei ribelli maoisti o separatisti islamici.

Chissà se la “conversione” degli agricoltori di Kapangan possa dare il buon esempio, almeno nelle Filippine, per sradicare la marijuana sconfiggendo l’illegalità?

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Tokio Hotel: “Stiamo tornando”

18 Aprile 2008

Non preoccupatevi ritorneremo! Queste le parole dette, non da mostruosi personaggi di film horror, dalla nota band dei Tokio Hotel.

 

Bill Kaulitz, cantante dei Tokio Hotel, dopo l’operazione alle corde vocali che ha causato l’interruzione del tour mondiale (con l’annullamento delle tre date italiane), scrive ai suoi fan per rassicurarli sulla propria salute e annuncia che presto tornerà sul palco. “L’operazione è andata molto bene, I medici sono fiduciosi che tutto andrà per il meglio”, scrive Bill.

 

Il quale inoltre rassicura che, grazie alla già cominciata riabilitazione, presto potrà tornare sul palco per le date estive del tour, tra cui le due date italine: Roma - 6 luglio e di Modena - 11 luglio.

Bill ringrazia inoltre i fan per il sostegno in questo momento difficile: “Prima di tutto voglio ringraziare tutti i fan per i messaggi di sostegno, i commenti e i regali che mi avete mandato. Il vostro supporto mi ha aiutato tantissimo nelle ultime due settimane. Grazie, siete davvero i migliori!”.

 

E aggiunge: “Fortunatamente ho già superato il periodo peggiore! L’intervento è andato bene e finalmente sono finiti anche i ‘10 giorni di assoluto silenzio’! E’ stata una tortura, immaginatevi di non poter dire nemmeno una parola e di non poter nemmeno ridere per dieci giorni!!! Ho cominciato con gli esercizi per la riabilitazione ma non voglio lamentarmi, sono contentissimo che l’operazione sia andata così bene e che i dottori mi abbiano assicurato che tutto andrà per il meglio. Sono felice perché presto potrò tornare sul palco ed esibirmi in tutti i festival della prossima estate.”