«Chi siano non lo so, gli strani ometti blu…», cantava Cristina D’Avena nella nota sigla televisiva. E invece tutti sanno chi sono i Puffi, i simpaticissimi personaggi nati quasi per caso, nel 1958, dalla matita del disegnatore belga Pierre Culliford, in arte «Peyo». Compiono 50 anni i puffi, gli omini blu alti 20 centimetri, due mele e mezzo secondo la loro unità di misura, semplici e uguali, ma ciascuno con le proprie particolarità, a parte tre puffe, un baby puffo e il capo Grande Puffo, che ha 532 anni.
Per festeggiare il cinquantesimo «Puffleanno» è stato organizzato un tour europeo, tra mostre, feste, concorsi, iniziative di beneficenza in collaborazione con l’Unicef. L’unica tappa italiana è Milano, che sarà «invasa» da 5000 puffi in gomma, tutti bianchi, disseminati in luoghi a sorpresa. Alle famiglie il compito di «adottarli» e magari di colorarli, per partecipare al concorso promosso da «Il Giornalino» e dalla Fondazione Franco Fossati. Il cuore della manifestazione sarà il Castello Sforzesco, dove si svolgeranno laboratori per le scuole.Presente anche Veronique Culliford, figlia di Pierre, il creatore belga dei Puffi.
Le celebrazioni dureranno tutto l’anno. “Le poste del Belgio realizzeranno una serie speciale di ‘puffrancobolli’ - ha detto Hendrik Coysman, direttore generale di Imps (International Merchandising, Promotion & Services) e portavoce ufficiale dei Puffi - mentre il centro belga per il Fumetto organizzerà una mostra sulla storia dei puffi e del loro creatore”.
Per i 50 anni è pronto quindi un grande rilancio e, dall’autunno, la serie tornerà su Italiauno. Il puffleanno si concluderà a ottobre con la premiazione di un Puffo Speciale tra quelli allestiti nelle varie città. Per l’Italia parteciperà il puffo made in Benetton, che ha vestito il pupazzo con i colori e la fantasia italiana. Intanto la festa itinerante toccherà 16 paesi europei, tutti pronti ad accogliere i personaggi di Peyo. Gargamella compreso, il terribile nemico dei Puffi, da sempre impegnato, insieme alla sua gatta Birba, nella caccia agli omini, convinto che facendoli bollire sei per volta nel veleno di serpente otterrà la formula della pietra filosofale che trasforma tutto in oro.

Un distributore automatico intelligente vende le sigarette solo ai maggiorenni riconoscendo l’età dell’aspirante acquirente attraverso i tratti somatici: rughe intorno agli occhi, pelle, struttura ossea.
Smettere di fumare non è mai troppo tardi. Spegnere l’ultima sigaretta è un ottimo investimento in salute, come dimostra la ricerca condotta dall’Harvard Medical School di Boston. Secondo i dati pubblicati dagli specialisti sull’ultimo numero del “Journal of the American Mediacal Association (Jama), bastano cinque anni di stop al fumo per diminuire del 20 per cento il rischio di morire per un tumore al polmone e dimezzare quello per malattie coronariche. Il pericolo diventa uguale a quello di chi non ha mai fumato dopo 20 anni per le patologie polmonari croniche ostruttive, come l’enfisema, e dopo 30 per i carcinomi polmonari. I ricercatori hanno seguito quasi 105 mila donne per ben 24 anni, dal 1980 al 2004, raccogliendo e comparando le informazioni su stili di vita e condizioni sanitarie.






Il concerto del 1° maggio, in Piazza San Giovanni a Roma, ormai è un appuntamento fisso che quest’anno compie i suoi primi 40 anni! Quest’anno l’evento, organizzato come sempre dai tre sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, ha sposato anche una giusta causa: 
Anche il baco da seta ha intrapreso la sua lotta contro la droga!




