Archivio per la categoria ‘Curiosità’
1 Giugno 2008
Tutto italiano il prototipo di una macchina che serve a trasformare in elettricità l’energia delle onde. La forma, ancora top secret nei dettagli, è quella di una mongolfiera. Subacquea, da immergere a cento metri di profondità per catturare l’energia delle onde. È una macchina, unica al mondo nel suo genere, progettata da un «cervello italiano», Michele Grassi, ricercatore al dipartimento di matematica dell’Università di Pisa.Grassi, 38 anni, studi alla Normale e dottorato alla Ucla di Los Angeles, ha costruito un prototipo che ha dato ottimi risultati al largo di Marina di Pisa. A settembre sarà sperimentato il modello finale, con tanto di validazione, e poi si passera alla vendita. Che potrebbe avere anche risultati eccellenti visto che le prime prove marine sono state ottime. La «macchina delle onde» riesce a produrre energia a costi tre volti inferiori al fotovoltaico e simili a quelli dell’eolico. Con un vantaggio strategico: «Queste macchine non hanno impatto visivo come le pale eoliche - spiega Grassi - perché stanno sotto il mare e sono ecologiche». Se ne possono costruire di più dimensioni e potenza. Grandi e costose (milioni di euro) ma capaci di erogare un megawatt di potenza e piccole ed economiche (100 mila euro) da 100 chilowattori capaci di soddisfare il fabbisogno energetico di una trentina di appartamenti.
«La macchina è diversa da tutti gli altri progetti per ricavare energia dal moto ondoso», continua Grassi. «Potrà essere utilizzata in un mare calmo come il Mediterraneo, anche se la sua efficienza nell’oceano potrebbe essere cinque volte superiore». La tecnologia? «Semplice, si tratta di basilari principi di ingegneria meccanica», risponde Grassi, «e dietro il prodotto non c’è neppure una grande industrializzazione». La macchina delle onde ha già iniziato a stuzzicare gli appetiti internazionali. Una società francese ha contattato il ricercatore pisano e il governo del Galles si è detto disponibile a finanziare per il 50% le spese di realizzazione e a contattare eventuali sponsor. «Una proposta molto lusinghiera, che mi ha sorpreso e onorato», conferma Grassi. Che poi aggiunge: «Ho preso un po’ di tempo prima di rispondere, nonostante la proposta sia straordinaria. Mi piacerebbe che il sostegno arrivasse dal mio Paese. Vedremo».
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1 Giugno 2008
Nel Reebok Grand Prix a New York il 21enne giamaicano, Usain Bolt, ha fermato il cronometro a 9″72 migliorando il precedente primato di 9″74 che apparteneva ad Asafa Powell.Un’impresa che arriva a due mesi ed una settimana dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino, dove a contendersi la medaglia d’oro saranno salvo sorprese proprio Powell, Bolt e lo statunitense Tyson Gay. Ma il futuro sembra appartenere al neoprimatista: Bolt ha solo 21 anni e nel 2002 fu capace di vincere i 200 (la sua distanza preferita) ai Mondiali juniores correndo in 20″58 quando non aveva ancora compiuto sedici anni. I pronostici degli esperti lo danno in grado, sulla velocissima pista di Pechino e stimolato dal confronto con i rivali, di avvicinare, se non perfino migliorare, il primato già stellare di Michael Johnson sui duecento (19″32).
“Un giorno arriverà qualcuno che correrà più veloce di me - ha detto ancora il 21enne Bolt - e mi toglierà questo primato. Invece se vinco l’oro alle Olimpiadi nessuno potrà portarmelo via, e gli altri dovranno attendere quattro anni”. Sulla pista della ‘Grande Mela’, Bolt si è lasciato dietro il campione del mondo Tyson Gay, secondo in 9″85, sorprendendolo con una partenza bruciante. “Non è la mia specialità - ha spiegato Bolt - ma ci avevo lavorato molto sopra”. “Venendo qui - ha aggiunto - avevo molta fiducia nelle mie possibilità, ma non pensavo di avere già nelle gambe il record”
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1 Giugno 2008
Il professor Andrew Linn, di professione linguista all’università di Sheffield, e l’ingegnere del suono Shannon Harris si sono messi in testa di definire come è fatta la “voce umana perfetta”. Dopo una serie di sondaggi e qualche tentativo al computer, ne hanno anche sintetizzato un esempio: una frase pulita e comprensibile, ma con un indelebile retrogusto di annuncio da stazione.I modelli da cui Linn e Harris erano partiti facevano in verità sperare di meglio. Secondo un sondaggio commissionato da “Post Office Telecoms” e limitato al parterre britannico, le voci più amate dagli inglesi sono quelle degli attori Jeremy Irons e Alan Rickman per gli uomini e di Mariella Frostrup (giornalista della Bbc) e Dame Judi Dench (attrice) fra le donne. Mettendo insieme i loro film o reportage, i due ricercatori britannici hanno elaborato la formula della voce perfetta. Ritmo lento ma non noioso (164 parole al minuto), una pausa fra una frase e l’altra per dare il tempo di metabolizzarne il significato (0,48 secondi di silenzio), un’intonazione che nasce acuta ma chiude in calando il discorso.
Alla formula matematica Linn e Shannon hanno aggiunto caratteri più difficilmente misurabili, come la capacità di ispirare fiducia nell’interlocutore (un consiglio per ottenerla è evitare gli acuti in finale di frase) e l’espressività unita all’intelligenza (un aiuto può venire dai frequenti cambi di intonazione).
“Alcune voci ci fanno venire i brividi, mentre altre ci fanno irrigidire per il disgusto. Queste reazioni sono dettate dall’istinto, ma noi cercavamo una risposta più precisa” hanno spiegato i due ricercatori ieri alla Bbc. L’idea di una formula matematica per definire la voce perfetta fa però sorridere Sandro Rossi, attore e fondatore dell’agenzia di comunicazione personale “Mosè e Aronne”.
Anche se il pubblico interessato ad acquistare autorevolezza attraverso la parola potrebbe essere in teoria numeroso, e dagli studi di Sheffield arrivano consigli utili a chi si interessa di dizione, Rossi sottolinea che l’identità e il calore di una voce non dovrebbero mai andare persi. “Convincere gli altri con la parola è una forma di seduzione. Difficile racchiudere tutte le sfumature in una formula matematica. Il sottofondo di dialetto napoletano in Sofia Loren per esempio aveva una sensualità incredibile.
E nella recitazione di Anna Magnani il romano spuntava anche dove non avrebbe dovuto, ma chi si sentirebbe di criticarla? Vittorio Gassman, pur essendo vicino alla “voce perfetta”, sapeva anche fare un urlo sguaiato da tifoso, se il film lo richiedeva. De Filippo, che aveva una parlata tutt’altro che bella, è stato l’attore che più è riuscito ad abbattere il muro tra recitazione e intonazione naturale”.
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1 Giugno 2008
Il principe William si appresta a completare la formazione militare da futuro re imbarcandosi domani con il grado di guardiamarina sulla fregata “Hms Iron Duke” della Royal Navy. L’unità opera nelle acque dei Caraibi in attività contro i trafficanti di droga e William resterà a bordo per cinque settimane.Dopo aver frequentato l’accademia dell’esercito a Sandhurst, uscendone da sottotenente del reggimento dei “Blues and Royals”, le guardie a cavallo della regina, e aver completato il corso da pilota della Raf, è la volta della marina.
La Royal Navy è l’Arma per eccellenza della famiglia Windsor dove tutti sono stati ufficiali di marina: a partire dal trisnonno Giorgio V, seguito dal nonno il principe Filippo d’Edimburgo, giovane ufficiale quando conquistò il cuore dell’allora principessa Elisabeth, lo zio Andrea, pilota di elicotteri durante la guerra delle Falkland e del papà, l’erede al trono Carlo. Il fascino della Royal Navy ha contagiato anche la stessa zia di William, la principessa Anna, che ha il grado di contrammiraglio.
Il 25enne principe, secondo in linea di successione al trono, «sarà trattato come ogni altro giovane ufficiale a bordo: gli verranno assegnati gli stessi compiti degli altri giovani ufficiali, nessun trattamento in guanti bianchi da super Vip», ha assicurato il contrammiraglio Robert Cooling, capo dello Stato maggiore della marina, aggiungendo con l’abituale franchezza dei marinai che aver a bordo il guardiamarina Wales, «sarà uno stimolo ed un privilegio - e non una scocciatura - per l’equipaggio».
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31 Maggio 2008
A Copenaghen, il comune vuole sostituire gli ometti ritratti sui cartelli stradali, vicino agli incroci e ai semafori, con altrettante donnine, «per creare un dibattito», come ha detto uno dei consiglieri. La maggioranza dei rappresentanti del popolo sarebbe già d’accordo: cambiare, e subito.
Ne dà notizia Nyhedsavisen, che è un giornale gratuito, ben informato e assai diffuso fondato un paio di anni fa, e che ora solleva un problema giuridico: è legale o no modificare la segnaletica stradale, sia pure per sostenere l’uguaglianza fra i sessi come pare che sia in questo caso? E non sarà un rischio per la sicurezza, visto che dopotutto la gente è abituata da decenni a vedere delle sagome diverse? Ad ogni buon conto, fra i critici più severi, c’è anche la portavoce del movimento per l’uguaglianza fra i sessi, che parla di stravaganza, e di inutile spreco di soldi pubblici. I sostenitori dell’idea ribattono che non si tratta di una crociata politico-ideologica, ma di un semplice desiderio di rendere più aggraziati quei cartelli, di svecchiarli.
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31 Maggio 2008
Giù dalle brande alle 5.25, rifare il letto in una manciata di minuti, colazione leggera e poi pronte per trainare jeep e far rotolare tronchi. Non è un corso da uomini duri ma da “donne romantiche” che vogliono rendere “perfetto” il giorno più bello della loro vita. Come? Perdendo quei chili di troppo messi in evidenza dal “sognato” abito bianco.
La tendenza dei «bridal bootcamp» (campi nuziali di addestramento) arriva dall’America dove oggi sono più famosi di palestre trendy e dietologi vip. E ora l’idea è sbarcata in Europa, in Inghilterra, dove hanno subito una piccola variazione, essendo aperti anche agli uomini, che però non riscuote molto successo.
Le promesse sono allettanti: «Aspettati di dimagrire, di acquisire una perfetta postura, tonificare i pettorali se il tuo abito avrà un corpetto. Ti tireremo su il sedere se hai scelto un vestito attillato e renderemo più toniche braccia e schiena. L’allenamento per ottenere tutto questo sarà la cosa più dura e indimenticabile che avrai mai fatto in vita tua».
Una minaccia? Tutt’altro. Il messaggio attira le donne con qualche chilo in più che per fare un figurone in abito bianco si mettono pure in lista d’attesa. I pacchetti di allenamento sono molteplici: c’è chi vuole dare il meglio di sé e a una settimana dalle nozze si trasferisce direttamente negli stanzoni del campo, c’è chi ha bisogno di corsi intensivi e allora per cinque, sei ore al giorno salta la corda, scavalca muri, si butta nel fango, suda, fatica e si sfoga con pianti disperati perché non regge le urla di incitamento degli allenatori che indossano mimetiche e anfibi: «Sbrigati, palla di lardo, solleva quel tronco e pensa alle risate delle tue cognate quando attraverserai la navata con l’abito da sposa. Sembrerai una meringa».
I prezzi variano, dai 30 dollari a lezione fino ai 600 a settimana. Sostanzialmente le fatiche offerte sono simili. La differenza la fanno i «guru», i responsabili che qui non sono semplici insegnanti, ma capi plotone.
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30 Maggio 2008
Se fosse confermata, sarebbe una scoperta in grado di cambiare la storia dell’umanità. L’impronta pietrificata del piede di un uomo che camminò eretto fra 5 e 15 milioni di anni fa lungo quello che oggi è l’altipiano andino in Bolivia è stata presentata a La Paz, fra la sorpresa generale e un certo scetticismo degli addetti ai lavori, come quella che sarebbe di gran lunga l’orma più antica del mondo. Di gran lunga più vecchia, infatti, di quella scoperta nell’agosto del 2007 da archeologi egiziani su una roccia nell’oasi di Siwa e risalente a circa due milioni di anni fa.
Durante una conferenza stampa nella sede del ministero degli Esteri boliviano, esperti paleontologi e antropologi hanno presentato una sezione di pietra lunga tre metri, larga uno e spessa 30 centimetri, con sopra una orma chiara di 29,5 centimetri (taglia 39) corrispondente ad un uomo alto circa 1,70 metri e pesante 70 chili. Commentando lo straordinario rinvenimento, l’archeologo Manuel de la Torre ha dichiarato che si tratta di un reperto appartenente al miocene dell’epoca terziaria, quando la cordigliera delle Ande era in formazione, e questo ne fa «l’orma umana sicuramente più antica mai scoperta». Da parte sua un altro studioso Guillermo Lazcano, ha osservato che «i polpastrelli di ciascuna delle cinque dita sono abbastanza robusti. Ognuno di essi presenta una collocazione corretta, per cui la traccia ci permette di evidenziare che esisteva una buona capacità di trazione e un buon movimento con due piedi».
Se ulteriori indagini confermassero l’autenticità del ritrovamento, esso sconvolgerebbe fra l’altro le teorie finora conosciute sull’evoluzione della specie umana perchè il primo ominide che si suppone avesse capacità di spostarsi eretto era l’Australopithecus anamensis, e di cui sono stati scoperti in Kenya resti risalenti a quattro milioni di anni fa.
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30 Maggio 2008
Sul podio Sardegna e Toscana. Seguono Sicilia e Puglia. È la fotografia delle spiagge italiane secondo Legambiente e Touring Club Italiano, che hanno dato alle stampe la «Guida Blu 2008». In Sardegna si concentra il più alto numero di località costiere che ottengono il massimo riconoscimento di Legambiente, ben 14 su un totale di 54. Non è da meno la Toscana che tra le migliori ne piazza 11, seguita dalla Sicilia con 9 e dalla Puglia con 7. Oltre 50 luoghi di grande pregio naturalistico che Legambiente e il Tci consigliano come meta per una vacanza fatta di mare pulito, paesaggi e spiagge incantevoli ma anche arte, buona cucina e rispetto dell’ambiente.L’ottava edizione della «Guida Blu» è stata presentata a Roma da Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, Michele D’Innella, direttore editoriale del Touring Club Italiano, e Luigi Rambelli, presidente di Legambiente Turismo insieme ai sindaci delle località premiate con le cinque vele.
C’è anche una sezione dedicata alle località che si affacciano sui laghi. Il turismo lacustre rappresenta in Italia il 6,6% del totale del flusso con 24 milioni di presenze, soprattutto straniere (dati Istat 2006). Tre le tre località dei laghi che conquistano le 5 vele: Caldaro sulla Strada del Vino (Bz) in Trentino Alto Adige sul lago di Caldaro, Farra D’Alpago (Bl) in Veneto sul lago di Santa Croce e Malcesine (Vr) in Veneto sul lago di Garda.
La novità è che per la prima volta un’intera isola, quella del Giglio (Gr), conquista il gradino più alto del podio per l’ottima sostenibilità e la tutela dell’ecosistema terrestre e costiero e per aver prestato particolare attenzione al verde pubblico, alla raccolta differenziata e alla mobilità sostenibile.
La «Guida Blu 2008» (320 pagine a colori, 300 foto, disponibile in libreria a 18 euro) oltre alle 286 località balneari e le 70 lacustri riporta anche la descrizione di ben 344 spiagge insieme alle indicazioni per raggiungerle. C’è anche una sezione dedicata alle grotte marine, un piccolo estratto di un grande lavoro di censimento realizzato dal ministero dell’Ambiente e l’elenco aggiornato degli alberghi per l’ambiente.
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30 Maggio 2008

Una delle ultime tribù mai entrata in contatto con l’uomo industrializzato è stata scoperta nell’Amazzonia occidentale, vicino al confine tra Brasile e Perù. Gli indiani sono stato visti in un’aerea protetta dal punto di vista etnico e ambientale lungo il Fiume Evira, durante un sopralluogo aereo. Il rinvenimento è stato portato alla luce dalla fondazione governativa brasiliana Funai. Nella relazione della fondazione si legge letteralmente che dall’alto sono stati fotografati un gruppo di “guerrieri forti e in buona salute” e sei grosse capanne costruite in un’area della foresta ripulita dalle piante.
In realtà in un’immagine si vedono dei giovani uomini completamente dipinti di rosso che lanciano frecce con dei grossi archi verso l’aereo, mentre altri stanno a guardare.
In un’altra fotografia si nota il loro accampamento, fatto di alcune capanne ottenute in uno spiazzo di foresta ripulito dagli alberi.
L’accampamento sembra abitato in modo permanente, vista l’attività che vi è attorno ad esso. Alcuni uomini, ad esempio, stanno in prossimità di una pianta portata lì da poco per essere lavorata.
“Nell’area in cui è stata vista la tribù vi sono almeno altri 4 distinti gruppi di persone completamente isolati dal resto del mondo di cui abbiamo conoscenza da almeno 20 anni”, ha detto Jose Carlos Mierelles Junior, esponente del Funai. Questi gruppi non sono mai stati contattati ufficialmente né dal Funai, né da altre persone e questo per permettere loro di avere una propria totale autonomia e per evitare l’arrivo di curiosi o pseudo-ricercatori.
“Per fortuna quest’ultima testimonianza ci dice che popolazioni ancora mai contattate dalla civiltà industrializzata esistono ancora. E’ la speranza che una parte di Amazzonia sopravvive agli interessi dell’uomo industrializzato”, ha detto il Direttore di Survival Stephen Corry.
Al mondo esistono non più di 100 tribù mai contattate e la maggior parte di esse si trova in America meridionale, soprattutto tra Brasile e Perù. Altre se ne trovano in Australia e in Nuova Guinea.
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30 Maggio 2008
Perfino James Bond sarebbe rimasto a bocca aperta. Gli oggetti presentati infatti, in questi giorni all’Exposec di San Paolo del Brasile, la più importante fiera dell’America latina dedicata alla sicurezza personale, hanno lasciato di stucco gli oltre 30 mila visitatori.
L’oggetto più discusso è stato Titan, un cellulare dall’aria apparentemente innocua. Anzi così minimale che molte signore alla moda non avrebbero esitato un istante a comprarlo. Con poco più di 100 grammi di peso è in grado, se direzionato contro un eventuale aggressore, di dare una scossa fino a 100 mila volt.
Titan si è però conteso la scena con un altro grande protagonista di questo undicesimo appuntamento con la sicurezza e l’autodifesa. Grande clamore ha, infatti, suscitato BX-Cobra, un robot made in Colombia capace di scatenare una vera e propria guerra a base di fumogeni. Alto solo 1 metro e 20 cm per 50 kg di peso è agile a tal punto da ispezionare grandi superfici, per questo è ideale nella sorveglianza di uffici e banche notturne. In caso di presenze sgradite grazie a due speciali sensori può azionare fumi e gas lacrimogeni in grado di bloccare il movimento degli esseri umani presenti in quell’ambiente. Il costo si aggira sui 25 mila dollari americani. Ma chi vuole può anche limitarsi a prenderlo in affitto con poco più di 3 mila dollari al mese.
Ma all’Exposec ha fatto discutere anche un oggetto presentato da una società canadese. Si tratta del braccialetto localizzatore che utilizza una doppia tecnologia satellitare. Quella GPS per localizzare e la GPRS che rende disponibili dati come per esempio la velocità. Chi lo indossa sa che potrà così essere localizzato in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Non solo. È possibile programmare il braccialetto con alcuni dati predefiniti in modo da circoscrivere l’area di movimento della persona che lo indossa. Se l’area viene superata allora scatta l’allarme. Il braccialetto ha avuto un grande successo soprattutto tra i dirigenti d’azienda, molti dei quali in America Latina vivono in perpetuo rischio di sequestro e tra i figli di quelle persone anziane colpite da malattie neurologiche come l’Alzheimer, dove il controllo è fondamentale. Grazie a questo braccialetto, infatti, perdersi diventa impossibile.
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