
Roma: il Tar cancella le strisce blu
31 Maggio 2008
Clamorosa sentenza della II sez. del Tar Lazio che ha accolto in pieno il ricorso presentato dal Codacons e da un comitato di cittadini residenti nel quartiere Ostiense di Roma, contro le strisce blu e le relative delibere comunali. Accade a Roma, ma sono a “rischio” le strisce blu di tutti i Comuni italiani.
I Comuni di tutta Italia avevano opposto resistenza a questa decisione, continuando a istituire strisce blu in modo selvaggio non per regolare zone che effettivamente presentavano particolari problemi di viabilità, ma al solo ed unico scopo di fare cassa e trasferire dalla Polizia Municipale ai privati la funzione di controllo e punizione del divieto di sosta.
Sono dunque fermi in tutta la città di Roma parcometri e tassametri nei parcheggi delimitati dalle strisce blu, laddove il Comune non abbia provveduto a creare nella stessa area anche parcheggi gratuiti. Il sindaco Alemanno e l’assessore alla Mobilità Marchi hanno già disposto il blocco delle macchinette di riscossione della sosta per eliminare ogni possibilità di pagamento. Per il momento non c´è più obbligo. Tutto da rifare, dunque: «Lavoreremo da subito - confermano - con le associazioni dei consumatori e dei cittadini affinché si possa giungere ad un nuovo equilibrio tra strisce blu e strisce bianche».
Tutto nasce da una recente sentenza della Cassazione che stabilisce nulle le multe alle auto in sosta nelle aree a pagamento se accanto non è stato predisposto anche un parcheggio libero. Solo nelle aree “urbanisticamente rilevanti” è possibile fare eccezione a questa norma e prevedere unicamente le strisce blu. L’ex amministrazione comunale aveva però stabilito che a Roma non è possibile considerare solo il centro storico area urbanisticamente rilevante ed aveva esteso la definizione a varie zone della capitale, giustificando in questo modo l’istituzione di nuove strisce blu.
Qui si è inserito il ricorso del Codacons e di un comitato di cittadini dell´Ostiense, ai quali il Tar ha dato ragione, ma non ha ordinato – come richiesto dal Codacons – la restituzione ai cittadini delle multe pagate per sosta in strisce blu senza apposito tagliando (centinaia di migliaia di sanzioni, per un controvalore di circa 10 miliardi di euro) ritenendo che la violazione del divieto di sosta sia un illecito di mera condotta.




