Archivio per 31 Maggio 2008

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2 giugno: l’Italia apre le porte dei suoi monumenti

31 Maggio 2008

Lunedì 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, il patrimonio culturale italiano aprirà eccezionalmente le porte a tutti. Monumenti, musei, pinacoteche, biblioteche, siti ed aree archeologiche, che di norma restano chiusi al pubblico o permettono solo a gruppi di visitatori di entrare, rimarranno per tutta la giornata a disposizione di chiunque voglia addentrarsi nella storia. Sarà come tutti gli anni uno spettacolo poter volare con la fantasia, passare con un semplice passo in una qualsivoglia direzione da un’epoca ad un’altra.

Su tutti gli avvenimenti storici viene ricordato quel lontano giorno del 1946, il referendum istituzionale indetto a suffragio universale in cui il popolo italiano veniva chiamato alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese. Da quel giorno l’Italia diventava Repubblica. Ancora oggi tutti noi siamo chiamati a festeggiare il compleanno della Nazione, la solenne commemorazione della sua nascita. Tutti dobbiamo riconoscerci in quel cerimoniale che prevede la deposizione di una corona d’allora al Milite Ignoto, presso l’Altare della Patria a Roma.

Quest’anno la festa nazionale assume un particolare valore in corrispondenza dell’anno che segna il sessantesimo anniversario della promulgazione della Costituzione.

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Copenaghen: la segnaletica stradale cambia sesso

31 Maggio 2008

A Copenaghen, il comune vuole sostituire gli ometti ritratti sui cartelli stradali, vicino agli incroci e ai semafori, con altrettante donnine, «per creare un dibattito», come ha detto uno dei consiglieri. La maggioranza dei rappresentanti del popolo sarebbe già d’accordo: cambiare, e subito.

Ne dà notizia Nyhedsavisen, che è un giornale gratuito, ben informato e assai diffuso fondato un paio di anni fa, e che ora solleva un problema giuridico: è legale o no modificare la segnaletica stradale, sia pure per sostenere l’uguaglianza fra i sessi come pare che sia in questo caso? E non sarà un rischio per la sicurezza, visto che dopotutto la gente è abituata da decenni a vedere delle sagome diverse? Ad ogni buon conto, fra i critici più severi, c’è anche la portavoce del movimento per l’uguaglianza fra i sessi, che parla di stravaganza, e di inutile spreco di soldi pubblici. I sostenitori dell’idea ribattono che non si tratta di una crociata politico-ideologica, ma di un semplice desiderio di rendere più aggraziati quei cartelli, di svecchiarli.

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Firenze riabilita Dante a 700 anni dall’esilio!

31 Maggio 2008

“Tu lascerai ogne cosa diletta più caramente / tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui”. Se Dante non fosse stato esiliato dalla sua Firenze per motivi politici, forse nel XVII canto del Paradiso della Divina Commedia non troveremmo questi versi. Invece la condanna all’allontanamento dalla città toscana non solo ci fu, ma mai venne ritirata. A settecento anni da quella sentenza, Firenze fa il primo passo. E qualcosa si muove per la riabilitazione del Sommo poeta.

La commissione Cultura di Palazzo Vecchio ha infatti approvato una mozione che intende “revocare formalmente il bando con cui Dante venne cacciato da Firenze nel 1302, condanna emessa in contumacia che, a causa del mancato rientro in città per discolparsi delle accuse, fu commutata in sentenza di condanna all’esecuzione della pena capitale”.

Ma non basta. Firenze dovrebbe adoperarsi per la sua completa riabilitazione con “un gesto che gli renda il dovuto onore e gli restituisca la piena dignità ed il rango di fiorentino eccellente”. Per questo il sindaco dovrebbe conferire - secondo i consiglieri Bosi e Pieri di Fi - al conte Pieralvise Serego Alighieri, discendente di Dante Alighieri, il Fiorino d’oro.

Quello che hanno in mente i due consiglieri è un percorso di collaborazione con le amministrazioni di Ravenna e Verona per la promozione di una serie di eventi in onore di Dante. Il primo passo è fatto. Ora, il prossimo sarà la discussione della mozione in consiglio comunale.

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Dal 10 giugno inquinare diverrà un reato penale!

31 Maggio 2008

Entrerà in vigore il 10 giugno la risoluzione UE che rende reati penali – e non solo amministrativi – i danni all’ambiente su tutto il territorio europeo: “Per i responsabili dell’inquinamento del nostro ambiente non ci saranno più porti sicuri”. Commenta così il vicepresidente dell’esecutivo europeo, Jacques Barrot, l’approvazione delle norme contro le violazioni che danneggiano l’ambiente. Il punto forte della normativa proposta sono le regole comuni che rendono più efficaci i sistemi di indagine fra gli Stati.

L’attuazione della risoluzione «con sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive» spetterà però agli stati membri che avranno due anni per modificare l’ordinamento nazionale e rendere più stringenti le norme sull’ambiente. In accordo con la Corte – pronunciatasi nel 2007 con una sentenza – l’Unione Europea ha deciso dunque di dotare gli Stati membri di una cornice in cui ogni singolo paese dovrà definire norme nazionali. Possibile maggiore severità, ma il limite minimo ora è fissato da Bruxelles.

Il provvedimento anti-inquinatori nasce da una relazione dell’eurodeputato tedesco Hartmut Nassauer e punta i riflettori sui danni alle persone, all’aria, al suolo, all’acqua, alle piante e agli animali, se commessi in modo intenzionale o causati da grave negligenza. Di particolare interesse i rifiuti: punibili dunque le attività di trasporto, il recupero e lo smaltimento. Anche una cattiva sorveglianza sarà un’attività a rischio penale.

Fino al 2007 sono stati – secondo Legambiente – 4.409 i reati accertati nel ciclo dei rifiuti. Un business illegale che supera i 5,8 miliardi di euro che anche con l’euro-legge si cerca di stroncare.
In Italia, secondo il rapporto Ecomafia 2007 sono state accertate in Italia ben 23.668 infrazioni alla normativa ambientale, il 45,9% delle quali nelle 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).

Tutelate dall’UE anche le specie protette sia animali che vegetali: vietato e punito il possesso, il traffico o l’uccisione di specie di particolare rarità e interesse. Tempi duri anche per chi incita, favorisce o permette questi reati: sarà punibile.

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“Quel concorso pubblico è razzista”. Tribunale riammette medico di colore

31 Maggio 2008

Un concorso pubblico razzista, che discrimina gli extracomunitari. Con questa motivazione il tribunale di Chieti ha intimato alla Asl, l’azienda sanitaria locale, di ammettere alle selezioni un medico di colore che era stato precedentemente escluso, proprio perché extracomunitario.

W. A., nato in Uganda, regolarmente in Italia dal 1988, laureato in medicina all’università di Chieti (con una specializzazione e un dottorato di ricerca) era stato estromesso alla corsa per un incarico nei reparti di medicina e di chirurgia d’accettazione d’urgenza, in quanto non disponeva di uno dei requisiti fondamentali previsti all’articolo 3 del bando: la cittadinanza italiana o europea.

Eppure negli ultimi anni aveva lavorato come specialista in chirurgia generale all’ospedale di Chieti, all’Inail di Lanciano, e anche come dirigente di primo livello presso il pronto soccorso dell’ospedale di Popoli.

Così, il medico, dopo l’estromissione, convinto di trovarsi di fronte ad una discriminazione, ha presentato ricorso. Il tribunale di Chieti adesso ha disposto che può partecipare al concorso. La Asl di conseguenza ha annullato il bando.

“La legge stabilisce che costituisce discriminazione ogni comportamento che direttamente o indirettamente comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore o l’origine nazionale o etnica” spiega il legale che per conto del medico ha seguito la vicenda “così come il principio di parità di trattamento senza distinzione di razza o etnia si applica a tutte le
persone sia nel settore pubblico che privato”.

Il giudice Lucio Luciotti nell’ordinanza afferma che “il contenuto del predetto bando in relazione al possesso in capo ai ricorrenti dei requisito della cittadinanza non extracomunitaria è chiaramente discriminatorio”.

Non solo, ma il professionista ugandese, in possesso di un permesso di soggiorno a tempo indeterminato, da oltre un anno è in attesa proprio del riconoscimento della cittadinanza italiana e “la durata del procedimento – sostiene lo stesso giudice – non può comunque ritorcersi a danno dell’interessato”. Ora W. A. spera solo che si spengano i riflettori sulla sua vicenda. “Non cerca pubblicità” conclude il legale “vuole solo partecipare a quel concorso. E provare a vincere”.

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Campi da marines per spose in sovrappeso

31 Maggio 2008

Giù dalle brande alle 5.25, rifare il letto in una manciata di minuti, colazione leggera e poi pronte per trainare jeep e far rotolare tronchi. Non è un corso da uomini duri ma da “donne romantiche” che vogliono rendere “perfetto” il giorno più bello della loro vita. Come? Perdendo quei chili di troppo messi in evidenza dal “sognato” abito bianco.

La tendenza dei «bridal bootcamp» (campi nuziali di addestramento) arriva dall’America dove oggi sono più famosi di palestre trendy e dietologi vip. E ora l’idea è sbarcata in Europa, in Inghilterra, dove hanno subito una piccola variazione, essendo aperti anche agli uomini, che però non riscuote molto successo.

Le promesse sono allettanti: «Aspettati di dimagrire, di acquisire una perfetta postura, tonificare i pettorali se il tuo abito avrà un corpetto. Ti tireremo su il sedere se hai scelto un vestito attillato e renderemo più toniche braccia e schiena. L’allenamento per ottenere tutto questo sarà la cosa più dura e indimenticabile che avrai mai fatto in vita tua».

Una minaccia? Tutt’altro. Il messaggio attira le donne con qualche chilo in più che per fare un figurone in abito bianco si mettono pure in lista d’attesa. I pacchetti di allenamento sono molteplici: c’è chi vuole dare il meglio di sé e a una settimana dalle nozze si trasferisce direttamente negli stanzoni del campo, c’è chi ha bisogno di corsi intensivi e allora per cinque, sei ore al giorno salta la corda, scavalca muri, si butta nel fango, suda, fatica e si sfoga con pianti disperati perché non regge le urla di incitamento degli allenatori che indossano mimetiche e anfibi: «Sbrigati, palla di lardo, solleva quel tronco e pensa alle risate delle tue cognate quando attraverserai la navata con l’abito da sposa. Sembrerai una meringa».

I prezzi variano, dai 30 dollari a lezione fino ai 600 a settimana. Sostanzialmente le fatiche offerte sono simili. La differenza la fanno i «guru», i responsabili che qui non sono semplici insegnanti, ma capi plotone.

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Roma: il Tar cancella le strisce blu

31 Maggio 2008

Clamorosa sentenza della II sez. del Tar Lazio che ha accolto in pieno il ricorso presentato dal Codacons e da un comitato di cittadini residenti nel quartiere Ostiense di Roma, contro le strisce blu e le relative delibere comunali. Accade a Roma, ma sono a “rischio” le strisce blu di tutti i Comuni italiani.
I Comuni di tutta Italia avevano opposto resistenza a questa decisione, continuando a istituire strisce blu in modo selvaggio non per regolare zone che effettivamente presentavano particolari problemi di viabilità, ma al solo ed unico scopo di fare cassa e trasferire dalla Polizia Municipale ai privati la funzione di controllo e punizione del divieto di sosta.

Sono dunque fermi in tutta la città di Roma parcometri e tassametri nei parcheggi delimitati dalle strisce blu, laddove il Comune non abbia provveduto a creare nella stessa area anche parcheggi gratuiti. Il sindaco Alemanno e l’assessore alla Mobilità Marchi hanno già disposto il blocco delle macchinette di riscossione della sosta per eliminare ogni possibilità di pagamento. Per il momento non c´è più obbligo. Tutto da rifare, dunque: «Lavoreremo da subito - confermano - con le associazioni dei consumatori e dei cittadini affinché si possa giungere ad un nuovo equilibrio tra strisce blu e strisce bianche».

Tutto nasce da una recente sentenza della Cassazione che stabilisce nulle le multe alle auto in sosta nelle aree a pagamento se accanto non è stato predisposto anche un parcheggio libero. Solo nelle aree “urbanisticamente rilevanti” è possibile fare eccezione a questa norma e prevedere unicamente le strisce blu. L’ex amministrazione comunale aveva però stabilito che a Roma non è possibile considerare solo il centro storico area urbanisticamente rilevante ed aveva esteso la definizione a varie zone della capitale, giustificando in questo modo l’istituzione di nuove strisce blu.

Qui si è inserito il ricorso del Codacons e di un comitato di cittadini dell´Ostiense, ai quali il Tar ha dato ragione, ma non ha ordinato – come richiesto dal Codacons – la restituzione ai cittadini delle multe pagate per sosta in strisce blu senza apposito tagliando (centinaia di migliaia di sanzioni, per un controvalore di circa 10 miliardi di euro) ritenendo che la violazione del divieto di sosta sia un illecito di mera condotta.