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Braccio-robot controllato dal pensiero

30 Maggio 2008

Un braccio robotico controllato dagli impulsi nervosi cerebrali: l’esperimento
compiuto con successo dalla statunitense Pittsburgh University, che ha utilizzato due scimmie collegate mediante degli elettrodi a un computer. Come riporta il quotidiano britannico The Independent, si tratta di un progresso molto importante perché apre la strada alla possibilità di impiegare delle protesi elettroniche in molte malattie e degenerazioni cerebrali che lascino i pazienti impossibilitati a muoversi. «Adesso stiamo iniziando a capire come funziona il cervello utilizzando una tecnologia di interfaccia fra uomo e macchina», spiega Andrew Schwartz: «L’obbiettivo immediato è quello di costruire degli apparecchi per persone affette da paralisi totale; la meta ultima è quella di comprendere meglio la complessità cerebrale».

Le scimmie sono state inizialmente addestrate a controllare il braccio robotico con un joystick: successivamente, il controllo è stato fatto passare direttamente ai centri motori del cervello mediante degli elettrodi. I ricercatori sono rimasti sorpresi dalla facilità di apprendimento, una volta che le scimmie hanno accettato l’uso della protesi come strumento per procurarsi del cibo.

La «traduzione» dei comandi cerebrali non è diretta: gli elettrodi - impiantati nella corteccia - campionano circa un centinaio di cellule sui milioni di neuroni coinvolti nei movimenti, e il segnale è inviato a un computer che ne «interpreta» il significato azionando quindi il braccio robotico (formato da due articolazioni - con un totale di cinque gradi di libertà, tre della «spalla» e due del «gomito» - e una «mano» ad artiglio). Una prima modifica necessaria sarà riuscire a inviare delle informazioni sensoriali dal computer al cervello, ad esempio per regolare la forza con la quale viene stretto un oggetto: informazioni necessarie per l’interazione con l’ambiente.

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