Archivio per 30 Maggio 2008

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Bolivia: scoperta la più antica impronta umana

30 Maggio 2008

Se fosse confermata, sarebbe una scoperta in grado di cambiare la storia dell’umanità. L’impronta pietrificata del piede di un uomo che camminò eretto fra 5 e 15 milioni di anni fa lungo quello che oggi è l’altipiano andino in Bolivia è stata presentata a La Paz, fra la sorpresa generale e un certo scetticismo degli addetti ai lavori, come quella che sarebbe di gran lunga l’orma più antica del mondo. Di gran lunga più vecchia, infatti, di quella scoperta nell’agosto del 2007 da archeologi egiziani su una roccia nell’oasi di Siwa e risalente a circa due milioni di anni fa.

Durante una conferenza stampa nella sede del ministero degli Esteri boliviano, esperti paleontologi e antropologi hanno presentato una sezione di pietra lunga tre metri, larga uno e spessa 30 centimetri, con sopra una orma chiara di 29,5 centimetri (taglia 39) corrispondente ad un uomo alto circa 1,70 metri e pesante 70 chili. Commentando lo straordinario rinvenimento, l’archeologo Manuel de la Torre ha dichiarato che si tratta di un reperto appartenente al miocene dell’epoca terziaria, quando la cordigliera delle Ande era in formazione, e questo ne fa «l’orma umana sicuramente più antica mai scoperta». Da parte sua un altro studioso Guillermo Lazcano, ha osservato che «i polpastrelli di ciascuna delle cinque dita sono abbastanza robusti. Ognuno di essi presenta una collocazione corretta, per cui la traccia ci permette di evidenziare che esisteva una buona capacità di trazione e un buon movimento con due piedi».

Se ulteriori indagini confermassero l’autenticità del ritrovamento, esso sconvolgerebbe fra l’altro le teorie finora conosciute sull’evoluzione della specie umana perchè il primo ominide che si suppone avesse capacità di spostarsi eretto era l’Australopithecus anamensis, e di cui sono stati scoperti in Kenya resti risalenti a quattro milioni di anni fa.

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Sardegna e Toscana vanno a gonfie “vele”

30 Maggio 2008

Isola del GiglioSul podio Sardegna e Toscana. Seguono Sicilia e Puglia. È la fotografia delle spiagge italiane secondo Legambiente e Touring Club Italiano, che hanno dato alle stampe la «Guida Blu 2008». In Sardegna si concentra il più alto numero di località costiere che ottengono il massimo riconoscimento di Legambiente, ben 14 su un totale di 54. Non è da meno la Toscana che tra le migliori ne piazza 11, seguita dalla Sicilia con 9 e dalla Puglia con 7. Oltre 50 luoghi di grande pregio naturalistico che Legambiente e il Tci consigliano come meta per una vacanza fatta di mare pulito, paesaggi e spiagge incantevoli ma anche arte, buona cucina e rispetto dell’ambiente.L’ottava edizione della «Guida Blu» è stata presentata a Roma da Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, Michele D’Innella, direttore editoriale del Touring Club Italiano, e Luigi Rambelli, presidente di Legambiente Turismo insieme ai sindaci delle località premiate con le cinque vele.

C’è anche una sezione dedicata alle località che si affacciano sui laghi. Il turismo lacustre rappresenta in Italia il 6,6% del totale del flusso con 24 milioni di presenze, soprattutto straniere (dati Istat 2006). Tre le tre località dei laghi che conquistano le 5 vele: Caldaro sulla Strada del Vino (Bz) in Trentino Alto Adige sul lago di Caldaro, Farra D’Alpago (Bl) in Veneto sul lago di Santa Croce e Malcesine (Vr) in Veneto sul lago di Garda.

La novità è che per la prima volta un’intera isola, quella del Giglio (Gr), conquista il gradino più alto del podio per l’ottima sostenibilità e la tutela dell’ecosistema terrestre e costiero e per aver prestato particolare attenzione al verde pubblico, alla raccolta differenziata e alla mobilità sostenibile.

La «Guida Blu 2008» (320 pagine a colori, 300 foto, disponibile in libreria a 18 euro) oltre alle 286 località balneari e le 70 lacustri riporta anche la descrizione di ben 344 spiagge insieme alle indicazioni per raggiungerle. C’è anche una sezione dedicata alle grotte marine, un piccolo estratto di un grande lavoro di censimento realizzato dal ministero dell’Ambiente e l’elenco aggiornato degli alberghi per l’ambiente.

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Cluster bomb da oggi fuorilegge

30 Maggio 2008

Le bombe a grappolo da oggi sono messe al bando da oltre cento nazioni. Lo storico risultato è stato raggiunto dopo dieci giorni di negoziati a Dublino. A sbloccare lo stallo dei primi giorni, l’adesione della Gran Bretagna, inizialmente contraria alla messa fuori legge delle micidiali cluster bomb.La bozza del trattato firmata oggi e approvata all’unanimità stabilisce che i Paesi che vi aderiscono - grandi assenti sono gli Stati Uniti - avranno otto anni per smettere di costruire, vendere e immagazzinare questo tipo di ordigni. Le bombe a grappolo, prima di esplodere, disseminano migliaia di proiettili che rimangono letali a distanza di decenni dalla fine di un conflitto e fanno molte vittime tra i civili, soprattutto i bambini, attirati dai loro colori accesi. Sarebbero 13.306 le vittime già accertate, mentre più di 400 milioni di persone sono a rischio.

Il punto debole dell’accordo è l’articolo 21, che permette ai Paesi firmatari di avvalersi dell’appoggio di eserciti alleati che ancora usano le cluster bomb. Tra le nazioni che non intendono firmare, oltre agli Usa, figurano Israele, Russia, Cina, India e Pakistan.

L’ambasciatore Lucia Fiori, che ha guidato la delegazione italiana al negoziato in Irlanda, si dice soddisfatta per un accordo che “mette al bando le bombe a grappolo, ma al tempo stesso consente di rispettare gli impegni internazionali, ad esempio in ambito Nato”. La Convenzione per la messa fuori legge delle cluster bomb sarà firmata il 2 e 3 dicembre a Oslo, in Norvegia. Nel trattato si prevedono anche misure di assistenza per le vittime civili.

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Nel cuore dell’Amazzonia fotografata la tribù degli “uomini rossi”

30 Maggio 2008

Una delle ultime tribù mai entrata in contatto con l’uomo industrializzato è stata scoperta nell’Amazzonia occidentale, vicino al confine tra Brasile e Perù. Gli indiani sono stato visti in un’aerea protetta dal punto di vista etnico e ambientale lungo il Fiume Evira, durante un sopralluogo aereo. Il rinvenimento è stato portato alla luce dalla fondazione governativa brasiliana Funai. Nella relazione della fondazione si legge letteralmente che dall’alto sono stati fotografati un gruppo di “guerrieri forti e in buona salute” e sei grosse capanne costruite in un’area della foresta ripulita dalle piante.

In realtà in un’immagine si vedono dei giovani uomini completamente dipinti di rosso che lanciano frecce con dei grossi archi verso l’aereo, mentre altri stanno a guardare.
In un’altra fotografia si nota il loro accampamento, fatto di alcune capanne ottenute in uno spiazzo di foresta ripulito dagli alberi.
L’accampamento sembra abitato in modo permanente, vista l’attività che vi è attorno ad esso. Alcuni uomini, ad esempio, stanno in prossimità di una pianta portata lì da poco per essere lavorata.

“Nell’area in cui è stata vista la tribù vi sono almeno altri 4 distinti gruppi di persone completamente isolati dal resto del mondo di cui abbiamo conoscenza da almeno 20 anni”, ha detto Jose Carlos Mierelles Junior, esponente del Funai. Questi gruppi non sono mai stati contattati ufficialmente né dal Funai, né da altre persone e questo per permettere loro di avere una propria totale autonomia e per evitare l’arrivo di curiosi o pseudo-ricercatori.

“Per fortuna quest’ultima testimonianza ci dice che popolazioni ancora mai contattate dalla civiltà industrializzata esistono ancora. E’ la speranza che una parte di Amazzonia sopravvive agli interessi dell’uomo industrializzato”, ha detto il Direttore di Survival Stephen Corry.

Al mondo esistono non più di 100 tribù mai contattate e la maggior parte di esse si trova in America meridionale, soprattutto tra Brasile e Perù. Altre se ne trovano in Australia e in Nuova Guinea.

 

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Decifrato il codice celebrale che svelerà i pensieri

30 Maggio 2008

Un gruppo di neurologi dell’Università di Pittsburgh negli Stati Uniti hanno decifrato un pezzo di codice cerebrale che il nostro cervello adopera per pensare a oggetti concreti. Sono cioè riusciti ad associare a ciascuna parola che indichi un oggetto concreto un preciso schema di attivazione cerebrale. Quando una certa combinazione di aree del cervello si attiva, vuol dire che stiamo pensando a un nome specifico.

Reso noto sulla rivista Science, il risultato potrebbe permettere in futuro di creare dispositivi per leggere nel pensiero basandosi su questo “dizionario cerebrale”.

Coordinati da Tom Mitchell della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, gli scienziati hanno osservato con la risonanza magnetica diverse combinazioni di attività cerebrale di volontari, collegandone ciascuna ad una parola. Poi utilizzando statisticamente queste associazioni tra attività neurale e singola parola, hanno dedotto il “codice” di migliaia di altre parole.

Aver decriptato almeno in parte il codice del cervello servirà in futuro per studiare malattie come l’autismo, disturbi del pensiero come la paranoia, la schizofrenia, la demenza semantica.

Partendo da questo concetto già in passato alcuni scienziati avevano dimostrato che a ciascuna parola è ricollegabile un certo tipo di attività cerebrale. Così, per esempio, se pensiamo a una mela, nel nostro cervello si attiverà sempre e costantemente una serie di aree specifiche in un ordine cronologico preciso cui corrisponde il pensiero “mela”. Tra queste aree accese a “significare” mela, ci saranno di certo circuiti implicati nel gusto, nel ricordo, nella masticazione.

Partendo da ciò i neurologi stavolta si sono imbarcati in un’impresa ambiziosa: decifrare almeno una parte del codice del cervello, cioè di quelle combinazioni di attività cerebrale che producono il significato di una parola. Hanno iniziato con nomi concreti chiedendo a nove volontari di pensare a 60 oggetti appartenenti a diverse categorie, animali, parti del corpo, costruzioni, vestiti, insetti, veicoli, vegetali.

A ciascuna di queste parole i neurologi hanno associato una unità di codice precisa, cioè uno schema preciso di attività cerebrale che genera il pensiero di un oggetto determinato. Hanno quindi decodificato una sorta di crittogramma neurale. Poi, ricorrendo all’uso del computer, i neurologi hanno dedotto, a partire dai pezzi di codice svelati, altri crittogrammi, decifrando il codice di altre migliaia di parole con un’accuratezza che si aggira intorno al 70-77%.

«Crediamo di aver identificato un certo numero di unità di codice di base che il cervello usa per rappresentare il significato di alcune parole - ha detto Miitchell - e queste unità di codice possono essere assemblate per predire il codice di ogni altro nome concreto. Abbiamo dimostrato che questo modo di dedurre altri pezzi di codice è molto accurato». «Il nostro lavoro - ha detto Marcel Just, un altro autore dello studio - è un passo importante nella decifrazione del codice del cervello».

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Exposec, presentati in nuovi gadget per la sicurezza

30 Maggio 2008

Perfino James Bond sarebbe rimasto a bocca aperta. Gli oggetti presentati infatti, in questi giorni all’Exposec di San Paolo del Brasile, la più importante fiera dell’America latina dedicata alla sicurezza personale, hanno lasciato di stucco gli oltre 30 mila visitatori.

L’oggetto più discusso è stato Titan, un cellulare dall’aria apparentemente innocua. Anzi così minimale che molte signore alla moda non avrebbero esitato un istante a comprarlo.  Con poco più di 100 grammi di peso è in grado, se direzionato contro un eventuale aggressore, di dare una scossa fino a 100 mila volt.

Titan si è però conteso la scena con un altro grande protagonista di questo undicesimo appuntamento con la sicurezza e l’autodifesa. Grande clamore ha, infatti, suscitato BX-Cobra, un robot made in Colombia capace di scatenare una vera e propria guerra a base di fumogeni. Alto solo 1 metro e 20 cm per 50 kg di peso è agile a tal punto da ispezionare grandi superfici, per questo è ideale nella sorveglianza di uffici e banche notturne. In caso di presenze sgradite grazie a due speciali sensori può azionare fumi e gas lacrimogeni in grado di bloccare il movimento degli esseri umani presenti in quell’ambiente. Il costo si aggira sui 25 mila dollari americani. Ma chi vuole può anche limitarsi a prenderlo in affitto con poco più di 3 mila dollari al mese.

Ma all’Exposec ha fatto discutere anche un oggetto presentato da una società canadese. Si tratta del braccialetto localizzatore che utilizza una doppia tecnologia satellitare. Quella GPS per localizzare e la GPRS che rende disponibili dati come per esempio la velocità. Chi lo indossa sa che potrà così essere localizzato in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Non solo. È possibile programmare il braccialetto con alcuni dati predefiniti in modo da circoscrivere l’area di movimento della persona che lo indossa. Se l’area viene superata allora scatta l’allarme. Il braccialetto ha avuto un grande successo soprattutto tra i dirigenti d’azienda, molti dei quali in America Latina vivono in perpetuo rischio di sequestro e tra i figli di quelle persone anziane colpite da malattie neurologiche come l’Alzheimer, dove il controllo è fondamentale. Grazie a questo braccialetto, infatti, perdersi diventa impossibile.

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Conegliano: primo edificio ecologico ed eco-compatibile d’Italia

30 Maggio 2008

Verrà inaugurato oggi a Conegliano il primo edificio interamente ecologico ed eco-compatibile d’Italia.

Si tratta della nuova sede di Savno - Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale - il consorzio che da 7 anni si occupa della gestione di tutti i servizi di igiene ambientale, in particolare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, di 35 Comuni della provincia di Treviso, e che da alcuni mesi collabora a livello nazionale con Italgrob - Federazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande - per la realizzazione di un progetto per il rilancio del Vuoto a Rendere in Italia.

Costruito su 2 piani, per una superficie di 600 metri quadrati, l’edificio è stato progettato secondo i criteri della più moderna «bio-architettura» e realizzato in ogni sua parte, dalle fondamenta fino al tetto, utilizzando rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, come l’acciaio, metallo riciclato e riciclabile all’infinito e soprattutto non dannoso per l’uomo, che ne compone la struttura portante.

Dal recupero delle bottiglie in Pet provenienti dalla differenziata dei 35 Comuni trevigiani, derivano invece gli speciali fogli in poliestere utilizzati per l’isolamento termo-acustico della struttura. Si tratta di fibre di plastica altamente fono e termoisolanti, «termolegati» cioè privi di resine leganti e colle, nonché autoestinguenti, vale a dire che non producono fumi tossici in caso di incendio.

Anche l’isolamento dei pavimenti è ottenuto con materiale proveniente dalla raccolta differenziata: è stata infatti impiegata una particolare fibra di cellulosa realizzata utilizzando i quotidiani riciclati, un materiale naturale e con ottime caratteristiche isolanti che richiede poca energia per essere prodotto e può essere riciclato all’infinito. Infine i pannelli in legno-cemento utilizzati per il tamponamento, anch’essi riciclabili al 100% e prodotti con il consumo di pochissima energia, provengono dagli scarti delle segherie.

Materiali riciclati e riciclabili quindi, dotati di certificato bio-ecologico, ma non solo: la struttura vanta infatti soluzioni impiantistiche all’avanguardia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili. Per ridurre i consumi, la nuova sede della Savno è stata progettata in modo che la sua struttura semplice e compatta limitasse ogni dispersione di calore. Il risparmio energetico sarà garantito anche dal sistema di climatizzazione geotermica, scelto per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, garantito da fonti rinnovabili per cui il 70% dell’energia sarà fornito dall’accumulo della massa terrestre. Per limitare l’impatto termico ed ambientale, inoltre è prevista la realizzazione di un giardino pensile sul tetto dell’edificio, creato utilizzando il compost proveniente dalla raccolta differenziata. Si tratterà di un vero e proprio «tetto verde» accessibile, in grado di proteggere dalle escursioni termiche, trattenere le polveri sottili dell’aria e conservare l’umidità.

È stato infine predisposto un impianto per la raccolta dell’acqua piovana, che verrà utilizzata per alimentare le piante ed i servizi igienici. “Apprezzo molto l’attività svolta da questa società nel campo dell’igiene ambientale, settore che negli ultimi anni ha assunto, in virtù della natura dell’interesse tutelato, una notevole valenza economico-sociale - sottolinea il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, in una lettera alla direzione di Savno - e la ringrazio per la sensibilità dimostrata nell’operare secondo i criteri sostenibili, affrontando tematiche che hanno un forte impatto ambientale, nell’auspicio che possa diventare modello di riferimento e di stimolo anche per altri operatori del settore”

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Trionfo per la data iniziale del tour 2008 di Vasco

30 Maggio 2008

Tutto esaurito ieri sera all’Olimpico per il debutto del tour 2008 legato al nuovo album “Il mondo che vorrei”, che ha venduto più di 500 mila copie.

L’album, molto discusso, in realtà ha bisogno di un buon numero di ascolti, e se contiene qualche pezzo fragile, si tratta di materiale «altro»: è una specie di ponte che Vasco Rossi getta verso i suoi principali utenti, le tribù giovanili.

Palco vastissimo, 70 metri x 22. Pareti costellate di mille curiosi specchi convessi, rotondi, che riflettono il pubblico. Due maxischermi, e un terzo ellittico che sormonta lo stage. Giochi di luci a profusione. Due passerelle lunghe 20 metri entrano nel pubblico, permettendo una comunione di amorosi sensi che si alimenta anche di strette di mano, e di numerosi lanci di occhiali firmati Vasco da parte del medesimo. Inizio coraggioso: otto delle nuove canzoni, intervallate da vecchie riflessioni come “La noia” o “Non appari mai” dove canta «Noi siamo tutti belli e buoni/votiamo tutti Berlusconi». Primo brano, “Qui si fa la storia” («Guardami negli occhi e fidati di me/io sono qui per te»). “Siamo soli” ha fatto da training verso la seconda parte, con il primo dei due lunghi medley che recuperano il Rossi prima maniera .

Poi, una sparata di hit, a partire da “Siamo solo noi”, “Sally”, “Un senso”, “C’è chi dice no”. Molto carino il medley acustico finale, con tutta la band raccolta a bordo palco intorno a Vasco, a ripercorrere altri momenti antichi, da “Toffee” a “Brava Giulia” e “Va bene va bene”. Il concerto si chiude da rituale con “Albachiara”.

LE DATE DEL TOUR:
30 giugno Roma
6 e 7 giugno Milano
14 e 15 giugno Ancona
21 giugno Heineken Festival di Venezia
27/28 giugno Salerno
4 luglio Messina

 

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Braccio-robot controllato dal pensiero

30 Maggio 2008

Un braccio robotico controllato dagli impulsi nervosi cerebrali: l’esperimento
compiuto con successo dalla statunitense Pittsburgh University, che ha utilizzato due scimmie collegate mediante degli elettrodi a un computer. Come riporta il quotidiano britannico The Independent, si tratta di un progresso molto importante perché apre la strada alla possibilità di impiegare delle protesi elettroniche in molte malattie e degenerazioni cerebrali che lascino i pazienti impossibilitati a muoversi. «Adesso stiamo iniziando a capire come funziona il cervello utilizzando una tecnologia di interfaccia fra uomo e macchina», spiega Andrew Schwartz: «L’obbiettivo immediato è quello di costruire degli apparecchi per persone affette da paralisi totale; la meta ultima è quella di comprendere meglio la complessità cerebrale».

Le scimmie sono state inizialmente addestrate a controllare il braccio robotico con un joystick: successivamente, il controllo è stato fatto passare direttamente ai centri motori del cervello mediante degli elettrodi. I ricercatori sono rimasti sorpresi dalla facilità di apprendimento, una volta che le scimmie hanno accettato l’uso della protesi come strumento per procurarsi del cibo.

La «traduzione» dei comandi cerebrali non è diretta: gli elettrodi - impiantati nella corteccia - campionano circa un centinaio di cellule sui milioni di neuroni coinvolti nei movimenti, e il segnale è inviato a un computer che ne «interpreta» il significato azionando quindi il braccio robotico (formato da due articolazioni - con un totale di cinque gradi di libertà, tre della «spalla» e due del «gomito» - e una «mano» ad artiglio). Una prima modifica necessaria sarà riuscire a inviare delle informazioni sensoriali dal computer al cervello, ad esempio per regolare la forza con la quale viene stretto un oggetto: informazioni necessarie per l’interazione con l’ambiente.