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Scoperto “Fragilis”, il batterio amico

29 Maggio 2008

 

Se era noto da tempo che una funzione come quella digestiva sarebbe impossibile senza l’opera dei microscopici “meccanici” che smontano le sostanze nutritive, ora un batterio “buono” dell’intestino è stato per la prima volta colto in flagranza mentre combatte e distrugge un altro batterio patogeno.

La lotta fra “buoni” e “cattivi” con il tutt’altro che scontato “happy end” è descritta da alcuni microbiologi dell’università di Harvard nell’articolo di copertina di “Nature”. “È la prima volta che una sostanza benefica prodotta da un batterio intestinale mostra di avere una funzione terapeutica” spiega uno degli autori dello studio, Sarkis Mazmanian. Il “buono” porta il nome di Bacteroides fragilis, una famiglia di batteri che da sola compone il 30 per cento della flora dell’intestino tenue e che è in grado di tenere a freno l’azione infiammatoria di Helicobacter hepaticus, microrganismo perverso che provoca i sintomi di morbo di Crohn, colite ulcerosa e sindrome dell’intestino irritabile.

Fragilis produce sulla sua membrana uno zucchero (polisaccaride A, chiamato per brevità “Psa”) ed è capace di attivare il sistema immunitario per spazzare via i sintomi dell’infiammazione. Ma non solo di un possibile nuovo farmaco racconta questa ricerca. La scoperta che il sistema immunitario umano trovi degli alleati fra quelli che sono considerati i suoi principali nemici cambia il nostro modo di guardare ai batteri, spezzando l’associazione “bacilli uguale malattie”. “Fin da bambini - spiega Mazmanian - ci hanno abituato a pensare ai microbi come a qualcosa di sporco, che provoca i disturbi più vari. Questo non è falso, perché alcuni batteri provocano effettivamente malattie. Ma molte specie di microrganismi che vivono fuori e dentro di noi sono semplicemente neutrali, o addirittura svolgono azioni benefiche. Un effetto secondario del nostro studio sarà quello di capovolgere la considerazione della gente nei confronti dei batteri”.

 

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