Una passeggiata lungo, la Senna, un tramonto visto dall’alto della Tour Eiffel, un bacio rubato sotto l’Arc de Triomphe. Parigi è stata sempre il cuore romantico d’Europa.
Solo che oggi l’AMOUR a Parigi ha sfondi diversi. Probabilmente è il ritmo di vita accelerato che fa sbocciare il più dolce dei sentimenti in metropolitana.
Un sito, Paribulle, accoglie gli annunci di chi cerca l’anima gemella o un’avventura con qualcuno visto nei trasporti pubblici parigini. E la Ratp (la società che gestisce autobus e metropolitana) ha perfino chiesto ai suoi sociologi di studiare quegli annunci. “L’Amore mobile, uno studio in 5 atti dei racconti di colpi di fulmine nel metrò” è il risultato di quella ricerca, destinata in primo luogo a dimostrare che il metrò non genera solo fantasmi di violenza e di paura, ma che è anche un luogo di socializzazione.
Gli esempi di Paribulle sono fin troppo steoritipati. Basta dare un’occhiata per rendersene conto: “Sei sceso a Saint-Lazare, eri su uno strapuntino, i nostri sguardi si sono incrociati a più riprese, ma ho chiuso il libro troppo tardi. Tu eri alto, l’aria di un uomo sensibile, con le scarpe da ginnastica. Io avevo i capelli sul viso”. O un più classico grido d’amore: “I tuoi occhi blu mi hanno scombussolato”.
Secondo Georges Amar, che dirige il servizio che ha realizzato lo studio, i ricercatori hanno voluto prima di tutto mettere in luce la realtà rappresentata dal trasporto: “La situazione di mobilità non è una parentesi, un tempo vuoto: è un momento della vita sociale, la cui natura non è stata molto studiata”.
Il metrò, in sostanza, riproduce in forme diverse la vita emotiva, relazionale dei passeggeri: “Esistono forme amorose proprie alle situazioni di mobilità. Non sono necessariamente mitiche come quelle del Titanic o dell’Orient Express, ma possono insegnarci molte cose sulla realtà umana dei nostri mezzi di trasporto”. L’inchiesta, insomma, mostra che la metropolitana non è, socialmente parlando, un buco nero, un luogo in cui regnano la freddezza, l’indifferenza e l’incomunicabilità. Cosa di cui, peraltro, i parigini si lamentano spesso.

L’ episidio che è rimasto maggiormente impresso nell’immaginario colletivo della finale Italia- Francia dei Mondiali 2006, la testata di Zidane a Materazzi (sperando che gli italiani si ricordino qualcosa in più), è stato “letto” in maniera distorta dalla stampa britannica.
Era il 12 maggio 1948 quando il Comunale dell’Opera realizzò al teatro Grattacielo una edizione del “Tristano e Isotta” di Wagner. Dirigeva Tullio Serafin e nel ruolo di Isotta cantava una semisconosciuta ragazza greca, Maria Callas.
Adolescenti disubbidienti, ansiosi o depressi? La causa va ricercata nella prima colazione. E il rimedio è semplice: aggiungere un frutto o un bicchiere di latte alla prima colazione. Secondo uno studio australiano condotto su 800 studenti, una prima colazione ricca è direttamente legata a una migliore salute mentale, indipendentemente dal reddito familiare, dal peso della persona e dai suoi livelli di esercizio fisico.Nello studio condotto dall’Istituto Telethon di ricerca sull’infanzia di Perth, e presentato ad una conferenza nazionale di dietologi, gli studenti che mangiavano più gruppi di cibo a colazione, registravano livelli più alti su una lista di comportamenti e rendimenti, con un miglioramento di umore per ogni tipo di cibo in più.




