Archivio per 22 Maggio 2008

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Torna Beverly Hills 90210, la serie cult degli anni ‘90!

22 Maggio 2008

Ve la ricordate la serie tv che ha spopolato negli anni ‘90? Quasi impossibile dimenticarla! Come scordare le avventure di Brandon, Brenda, Kelly, Dylan, Steve e gli altri protagonisti dell’allegra e spensierata combriccola di studenti americani di Beverly Hills 90210. Ad accontentare i milioni di fan nostalgici in tutto il mondo ci penserà da quest’autunno uno spin-off della serie. Si chiamerà semplicemente 90210 e verrà trasmessa sulla rete americana The CW. Loro sono giovani, belli e ricchi. Queste le prime anticipazioni.

«Più cool, più sexy, più provocante». Se nelle dieci stagioni passate abbiamo conosciuto la famiglia Walsh, con i gemelli Brenda e Brandon, questa volta i protagonisti saranno i Mills. Quando il padre Harry decide di accettare il cattedra di rettore della leggendaria West Beverly High School, il clan si trasferisce da Kansas City nel lussuoso quartiere californiano. In 90210, tra l’altro, non è prevista una coppia di gemelli: il figlio Dixon è di colore ed è stato adottato dalla famiglia benestante.

Accanto alle giovani star 18enni Shenae Grimes e Tristan Wilds - i figli Mills - ritroviamo anche attori più o meno conosciuti: la star di «Summerland» ­Lori Loughlin (la giovane madre Debbie Mills). Il padre verrà interpretato da Rob ­Estes, noto dalla soap ambientata a Los Angeles «Melrose Place» mentre Jessica Stroup, già «Grey’s Anatomy», sarà la ragazza ribelle e glamour Daphne Silver.

In 90210 troverà posto anche qualche personaggio del passato: Kelly Taylor alias Jennie Garth ritornerà come consulente scolastica alla West Beverly High. L’esuberante Donna Martin (Tori Spelling) dovrebbe ritagliarsi un ruolo marginale, tuttavia non ancora definito. Anche Brandon Walsh e Steve Sanders hanno dichiarato di aspirare ad una parte nel telefilm o almeno a qualche comparsata. Nessuna notizia invece sugli altri elementi del vecchio cast: Dylan e Brenda, ovvero Luke Perry e Shannen Doherty.

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Sfiducia negli altri? Trovato antitodo

22 Maggio 2008

Sei diffidente e non riesci a concedere la tua piena fiducia al prossimo? Sempre sospettoso che gli altri vogliano approfittarsi di te o che la loro disponibilità e simpatia nasconda secondi fini? Colpa dei centri nervosi della diffidenza verso gli altri: l’amigdala, dove si scatenano le paure, e il nucleo dorsale caudato, che regola i nostri comportamenti futuri decidendoli in base alle esperienze passate.Ma niente paura, il nostro corpo ha predisposto un “antidoto” alla sfiducia che ci permetta di avere una vita sociale: l’ossitocina, già noto come ormone della fiducia e dell’affetto che spegne i “macchinari” nervosi della diffidenza e quindi infondere in noi fiducia negli altri.

Resa nota sulla rivista Neuron, la scoperta potrebbe essere foriera di applicazioni terapeutiche, infatti malfunzionamenti dei circuiti che demoliscono la nostra fiducia negli altri potrebbero essere alla base di disturbi neurologici quali autismo e fobia sociale, ha spiegato Thomas Baumgartner dell’Università di Zurigo. Sono già in corso sperimentazioni: un altro membro del team, lo psicologo Markus Heinrichs, sta testando gli effetti di uno spray a base di ossitocina su persone colpite da disturbi come fobia sociale e personalità borderline.

L’ossitocina, scoperta tre anni fa dalla stessa equipe svizzera, è una molecola importantissima, é grazie a lei per esempio che sboccia l’amore tra mamma e neonato, ma anche l’affetto nelle relazioni di coppia e la fiducia negli altri. Tuttavia, ha spiegato Baumgartner, dopo la scoperta dell’ossitocina restava oscuro il suo meccanismo d’azione e su quali circuiti nervosi agisse.

Per scoprirlo i neurologi hanno sottoposto un gruppo di volontari a due giochi, in uno, basato sulla fiducia, i volontari dovevano affidare il proprio denaro a un fiduciario, il quale poi, investendolo, poteva decidere se restituire o tenere per sé i profitti dell’investimento.
L’altro gioco invece era semplicemente una “prova di rischio” in cui la cessione dei profitti degli investimenti era probabilisticamente decisa da un computer. In entrambi i giochi i volontari perdevano il denaro, ma solo nel primo gioco vivevano l’esperienza negativa della fiducia tradita (si erano fidati dell’investitore). I neurologi hanno somministrato loro ossitocina o una sostanza placebo, osservandone il comportamento e contemporaneamente l’attività del loro cervello con la risonanza magnetica.
Mentre l’ossitocina non ha alcun effetto nella prova di rischio dove non entra in gioco la fiducia, la sua azione è risultata dirimente nell’altro gioco: nonostante i tradimenti del fiduciario, sotto l’effetto dell’ossitocina i volontari continuavano ad affidargli i soldi mostrando dunque fiducia incondizionata nei suoi confronti. Contemporaneamente a ciò nel loro cervello si ‘disattivavano’ amigdala e nucleo dorsale caudato. Il placebo invece non induceva questa fiducia incondizionata, né la disattivazione di quei circuiti, cresceva quindi tra i volontari la sfiducia nei confronti dell’investitore che li aveva fregati.

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YouTomb: sito di raccolta dei video “scartati” da YouTube!

22 Maggio 2008

Il tuo video è stato bandito da YouTube? No problem! Puoi sempre “vederlo”su YouTomb, l’archivio web realizzato dal Massachusset Institute of Technology (Mit).

O meglio, su YouTomb ci finiscono i dettagli e la descrizione di quanto - in media ogni due minuti - viene rifiutato dalla piattaforma di condivisione video di proprietà di Google per motivi legati al diritto d’autore. In una pagina in costante aggiornamento vengono mostrati alcuni fermo immagine tratti dai video censurati, il motivo della censura, l’autore della richiesta di oscuramento e il numero di giorni in cui il contenuto è stato visibile (e quante volte è stato visto) prima di essere estromesso dal sistema.

YouTube non è mai andato molto d’accordo con le leggi sul copyright. Benché formalmente le rispetti, sono moltissimi i video caricati dagli utenti sulla piattaforma che riprendono senza autorizzazione materiale protetto dal diritto d’autore. Negli Usa il rispetto formale della legge prevede che chi eroga un servizio come quello di YouTube non sia direttamente responsabile dei contenuti ivi reperibili, non si debba cioè curare di impedire che contenuti non in regola vengano ospitati, quanto di rimuoverli una volta che il detentore dei diritti d’autore ne faccia richiesta. Il motivo legale e pratico adottato dai responsabili del sito è che anche volendo non è possibile passare in rassegna tutti i contenuti pubblicati dagli utenti alla ricerca delle infrazioni del copyright.

Viste però le ire dell’industria del cinema e della tv - e all’indomani di una causa da un miliardo di dollari intentata contro YouTube dalla tv via cavo Comcast - l’estate scorsa anche il più popolare strumento di condivisione video ha deciso di venire incontro alle richieste degli studios, onde evitare di avere a che fare ogni giorno con uno dei loro legali. Ha così realizzato un meccanismo automatico che permette ai detentori dei diritti di controllare i video generati dagli utenti e di intervenire in caso di abusi. L’iniziativa del Mit è nata proprio per verificare il funzionamento del sistema di riconoscimento automatico approntato da YouTube, e la casistica che sta ordinando servirà per controllare che non ci siano abusi da parte dei detentori dei diritti ai danni degli utenti.

 

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Styleislam: l’orgoglio di essere musulmani!

22 Maggio 2008

Partita come una piccola iniziativa dedicata ai giovani musulmani europei, si è presto trasformata in un successo commerciale internazionale. Si chiama “Styleislam”, ed è la linea di t-shirt e di oggettistica che promuove la religione musulmana e il suo volto moderato. Ideate tre anni fa da Melih Kesmen, un trentatreenne tedesco di origini turche, queste t-shirt stanno spopolando tra i giovani musulmani tedeschi e hanno già varcato i confini. Il messaggio promosso dagli slogan stampati sulle magliette è chiaro: i giovani musulmani che vivono nel Vecchio Continente devono essere orgogliosi delle proprie origini e manifestarlo apertamente.
“Io amo il mio Profeta”, “Diffondi l’amore, non le bombe” e “Il terrorismo non ha religione” sono solo alcuni degli slogan stampati sulle T-shirt. Tutto è iniziato nel settembre del 2005, dopo la pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto e le proteste violente che ne seguirono. La prima reazione del giovane Kesmen,ex studente di arte grafica di Dortmund, che in quel periodo si trovava a Londra, fu quella di scendere nelle strade della capitale inglese con una maglietta sulla quale aveva scritto “Io amo il mio Profeta Maometto”. Il giovane musulmano fu insultato da una minoranza di persone, ma la maggior parte dei musulmani che incontrò per le strade si congratulò con lui per il suo coraggio. Una volta tornato in patria Kesmen comprese che le t-shirt potevano essere un eccellente mezzo per restituire orgoglio ai suoi correligiosi e dimostrare che in Europa il radicalismo musulmano è appoggiato solo da una minoranza di fanatici.
Velocemente Kesmen mette su un atelier insieme a sei amici e cominciano a produrre le t-shirt. In Germania i musulmani sembrano apprezzare la sua iniziativa e il successo di “Styleislam” è immediato. Adesso Kesmen e i suoi amici oltre alle t-shirt producono anche zainetti, tazze, tappeti e altri oggetti sui quali sono impresse frasi che rivendicano l’orgoglio di essere islamici. Dopo la creazione del sito “www.styleislam.com”, la richiesta delle magliette e dei gadget pro-islam ha varcato i confini tedeschi.

All’apice del successo Kesmen afferma di non temere che alcuni dei messaggi stampati sulle t-shirt come possano irritare gli europei non musulmani, anzi afferma che il 95% delle reazioni sono positive: «Quelli che dicono che noi vogliamo provocare sono persone che non conoscono nulla dell’Islam e sono piene di pregiudizi» afferma Kesmen. «Considero Styleislam una espressione moderna dell’identità musulmana. Siamo musulmani e non abbiamo nulla da nascondere. Possiamo stampare con orgoglio questo messaggio sui nostri petti».
Kesmen esalta la sua tecnica di promuovere l’Islam e la contrappone a quella usata dai fondamentalisti: « Noi invece rispondiamo agli attacchi contro l’Islam con creatività».

 

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Usa: arriva lo “Spiderman robot”

22 Maggio 2008

È stata messa a punto una tecnologia che permette a dei piccoli robot di arrampicarsi sui muri generando energia statica.

Alcuni prototipi verranno presentati dalla SRI International in occasione della Conferenza internazionale della robotica e dell’automazione che si tiene in questi giorni a Pasadena (Usa). Al momento è stato pubblicato su Popular Mechanics un video che illustra l’ascesa.

La tecnologia utilizzata è quella della elettro-adesione controllata, che per la prima volta viene applicata alla robotica nel tentativo di risolvere il problema gravitazionale. L’elettro-adesione induce l’elettricità statica tra due superfici, nella fattispecie la superficie da scalare e dei sensori posti sulla pancia del robot. Il fatto che il campo elettroadesivo che si viene a creare sia controllabile significa che può essere acceso o spento a piacere, e una ritmata alternanza dell’interruttore permette il movimento su qualsiasi pendenza. Non sembrerebbero esserci limiti riguardo le superfici scalabili: cemento, legno, vetro, acciaio, mattoni non sono più ostacoli insormontabili, nemmeno se le pareti sono molto impolverate.

Lo “Spiderman robot” è adattabile a gusci esterni di diversa foggia e utilità e assicura inoltre di funzionare con un contenuto consumo di energia. Le applicazioni dei robot elettroadesivi (nell’attesa che SRI li battezzi ufficialmente) possono essere molteplici. Si pensa di utilizzarli principalmente nei soccorsi in caso di disastro naturale e nelle operazioni militari ma anche per il monitoraggio degli edifici, come conferma Harsha Prahlad, ingegnere capo progetto di SRI: «La capacità di scalare muri e altre superfici offre possibilità uniche nello sviluppo di nuovi sensori e strumenti per il monitoraggio».