Archivio per 21 Maggio 2008

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Super-tacchi o rasoterra? Il dubbio della prossima estate

21 Maggio 2008

La risposta ai super-tacchi, che sfioravano i 15 centimetri, sfoggiati da Gwyneth Paltrow alla prima del suo film “Iron man” sono infradito e Ballerine.

 

Sandali infradito rasoterra, sandali alla schiava completamente privi di tacco, espadrillas e ballerine stile Audrey Hepburn sfidano il must della moda del tacco vertiginoso.

 

Oggi sfoderano tacchi le fashion-casalinghe, per fare la spesa, destreggiandosi con disinvoltura tra passeggini e calze a rete; le sportive che girano con le sneaker d’emergenza in borsetta; la manager in tailleur, in equilibrio sui 10 centimetri di femminilità.

 

Ma c’è anche la fetta delle irriducibili. Quelle che non rinuncerebbero mai a viaggiare «rasoterra». Le marche più note hanno pensato anche a loro: fra gli accessori trendy della stagione estiva 2008 figurano le minimaliste “Bensimon”, in arrivo dalla Francia, dove imperversano da più di 25 anni, calzate da piedi entrati nel mito, come quelli di Brigitte Bardot. O le intramontabili “espadrillas”, ringiovanite e rilanciate con zeppe sempre in corda intrecciata. Le ballerine, casual e anticonformiste. Le comodissime infradito «Havaianas», ed i mai banali sandali Batik.

 

Tacco ideale? «Il fisiologico è di cinque centimetri, più o meno 2 il tollerato». Per conquistare senza soffrire troppo: non esagerare, ma pure un po’ di stretching. Il «gesto» giusto? Sollevare le gambe dopo l’uso: «Per favorire il ritorno venoso e rilassare gli arti».

 

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Maradona superstar a Cannes!

21 Maggio 2008

Di Antonio Matarrese dice che è “un altro mafioso” e che concordò la finale del Mondiale nel ‘90: Germania-Italia, mentre, per quanto riguarda la politica, sostiene Cuba e Fidel Castro e non ama affatto gli Americani: ”Hanno ordinato il massacro in Afghanistan e questo mi fa arrabbiare. Assistiamo alla morte della gente in TV e sopra ci lucrano la Fox e la Cnn…”. Questi solo alcuni dei passaggi del documentario su Maradona di Emir Kusturica, passato oggi a Cannes nella selezione ufficiale non competitiva.

 

«Maradona mano de Dios », docu-film di Emir Kusturica, punta a cogliere tre aspetti dell’ex Pibe de Oro: il maestro di calcio, l’uomo di famiglia e il critico della politica estera americana. Ma anche un uomo con tanta rabbia dentro.

 

Nel docu-film di 90 minuti, che approderà nelle sale italiane dal 30 maggio, Maradona sostiene che quando l’Argentina eliminò gli azzurri, a Italia ’90, gli italiani «ingoiarono il rospo più grande della storia perchè Matarrese, un altro mafioso, aveva già concordato la finale: Germania e Italia». Di lì, a suo avviso, le accuse di doping che furono mosse a lui e a Caniggia e che in Italia non si sono mai più ripetute contro alcun calciatore: «A parte Maradona e Caniggia, nessuno ha mai preso un’aspirina». Nella lunga intervista Maradona ribadisce il suo pieno sostegno alla Cuba di Fidel Castro, oppressa come la Serbia di Kusturica, e denuncia le guerre promosse da Washington, «su cui poi lucrano la Fox e la Cnn».

 

Alla proiezione del film per la stampa, l’ex Pibe de Oro ha attaccato anche Pelè, che lo ha spesso criticato per l’esempio negativo che offre ai giovani chiedendo che gli vengano tolti i trofei conquistati. «Anche lui ha un lato oscuro», ha affermato Maradona, «conosco tante storie su di lui e quindi farebbe meglio a tacere, il modo in cui parla di me è irriguardoso». Una nota di allegria è stata portata dalla confessione dell’amore per Julia Roberts. «Farei qualsiasi cosa per vederla sfilare qui sulla Croisette», ha detto Maradona, «sarei disposto a tagliarmi la mano per camminarle accanto, anche quella con cui segnai all’Inghilterra» ai mondiali del 1986, la famosa «mano de Dios».

 

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Cos’è l’AMORE? è il più digitato su Google

21 Maggio 2008

Cos’è l’amore? È questo il quesito più digitato su Google, il motore di ricerca più usato nel mondo; è quanto emerso nel corso di Google Zeitgeist, summit dei leader mondiali più influenti nel campo dell’industria, tecnologia, politica e media, aperto ieri a Londra.

 

Zeitgeist (in tedesco, “spirito del tempo”) è stato compilato da Google dopo un’attenta e dettagliata analisi dell’infinità di query inserite dagli utenti nella maschera di ricerca di Google. Il risultato ci restituisce un’immagine della nostra coscienza collettiva e dell’epoca in cui viviamo: le parole chiave mettono infatti in risalto quelle che per il popolo della rete sono state le notizie e gli eventi più significativi, oppure i gadget e gli oggetti che più di altri hanno catturato l’attenzione del pubblico. Si apprende così che nelle ricerche del 2007 sale rispetto al 2006 quella di parole come iPhone, il socialnetwork Badoo e la community Facebook.

 

Seguono a ruota You Tube e Second Life, che restano stabili come fenomeni del momento. L’attenzione e la curiosità sono quindi sempre più rivolte alle community e ai luoghi di social networking.

 

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Dress Crossing, l’ultima frontiera della moda!

21 Maggio 2008

Pochi soldi in tasca e una voglia irrefrenabile di griffe? Basta trovare qualche amica dai gusti simili e formare un “gruppo d’acquisto” e comprare, con una cassa comune, tutti i must di stagione senza finire sul lastrico e con la possibilità di farli “girare” fra i membri del gruppo.

 

Si chiama Dress Crossing, è una tendenza in arrivo da Londra, e suscita un solo dubbio: se si frequentano gli stessi giri, e si viene invitate alle stesse cene, feste, serate, in base a quale criterio la pochette di Gucci dovrebbe essere usata da Tizia piuttosto che da Caia, e l’abitino di Prada indossato da Sempronia e non da una delle altre? Metodo da perfezionare, forse, per evitare accapigliamenti.

 

Pioniere del fenomeno sono quattro amiche londinesi, fra i 23 e i 26 anni: Sophie, Layla, Emily e Rachel. Fashion victim tutte e quattro, hanno fondato una “cooperativa dello stile”, acquistando tutto in comune. Con un investimento personale di circa 300 sterline al mese, fanno shopping in comitiva acquistando, senza scrupoli e rimpianti, borse Fendi o Balenciaga, abiti Marc Jacobs e Prada.

 

Le 4 amiche ci svelano il loro segreto. “Teniamo vestiti e accessori a casa mia – spiega Sophie – ma abitiamo tutte vicine, nella zona di Bethnal Green e, quando usciamo, ci incontriamo sempre da me per vestirci”.

In questo modo, stare al passo con la moda senza finire al verde diventa facile. Ma come fanno quattro persone a trovarsi sempre d’accordo su vestiti, borse, scarpe? “Abbiamo personalità diverse - continua Sophie - ma riusciamo a trovare un accordo, suggerendoci l’una con l’altra come indossare un abito e abbinarlo in modo personale. Cerchiamo di investire su abiti e accessori che si trasformeranno in classici. Se una desidera indossare lo stesso capo di un’altra, la regola è: vince chi ha un appuntamento o una serata importante. Stabiliamo dei turni e li rispettiamo”.

 

Il Dress Crossing è solo l’ultima frontiera di una tendenza che ha già visto nascere la moda delle borse in affitto su internet. Ma c’è anche lo Swap Party, una specie di “festa del baratto” a costo zero. L’idea è nata Stati Uniti ma è arrivata anche in Italia. Niente mercatini o bancarelle, l’appuntamento è a casa, tra amiche. Basta mettere insieme un nutrito gruppo di donne, pronte a portare abiti e accessori, ma anche libri, dischi e tutto ciò che di solito finisce in fondo a qualche armadio. Con lo Swap Party si può rinnovare il guardaroba senza spendere nemmeno un euro: nulla è in vendita, solo merce di scambio.Cambi di stagione, acquisti frettolosi, shopping poco attento e regali non graditi diventano così risorse inesauribili. E permettono di rinnovare il proprio armadio davanti a un aperitivo o un tè, in compagnia di amiche e conoscenti. Per le pigre irriducibili, lo swapping è anche online: in solitudine, davanti a un computer. Tanto, l’importante è risparmiare.

 

 

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La musica è scritta nei geni!

21 Maggio 2008

La musica è dentro ognuno di noi fin dalla nascita. Ma solo in alcuni, pochi fortunati, il talento musicale viene fuori con irruenza rispetto alla maggioranza degli esseri umani.

 

Sono state scoperte due regioni del genoma dove si nascondono i “geni della musica” che strutturano il cervello in modo da renderlo capace di destreggiarsi con le note, ed è stata aperta la caccia alla loro identificazione, uno per uno.

 

Diretti da Irma Jarvela dell’Università di Helsinki, i ricercatori si aspettano di trovare nei futuri studi piccole variazioni (mutazioni genetiche) in uno o più di questi geni e che queste mutazioni siano determinanti per aprire le porte del successo alle stelle del rock o, viceversa, darci limitate abilità musicali. Pubblicato sul Journal of Medical Genetics, si tratta in assoluto del più vasto studio di genetica molecolare dell’attitudine alla musica condotto su tutti i membri di un gruppo di famiglie finlandesi.

 

Questo studio dimostra che l’attitudine alla musica è ampiamente scritta nel nostro Dna quindi tutti possediamo questi geni: la musica è dentro ognuno di noi, ma è probabile che piccole mutazioni a loro carico siano il segreto del talento, dono per pochi eletti. L’indagine è stata condotta su un gruppo di famiglie finlandesi tutti i cui membri sono tutti stati sottoposti a tre test standard per misurare l’attitudine individuale alla musica. Principalmente in uno dei test, il “karma music”, test che valuta le capacità uditive, è emerso che l’attitudine alla musica è legata a queste regioni del Dna sui cromosomi 4 e 18. “In particolare - ha spiegato Jarvela - abbiamo visto che nel Karma test bimbi molto piccoli possono totalizzare punteggi altrettanto alti di musicisti professionisti indipendentemente dal fatto che i bimbi abbiano o meno fatto corsi di musica e siano quindi allenati”, cosa che indica chiaramente come alcune delle abilità musicali siano radicate in noi dalla nascita. Inoltre è emerso che persone dislessiche totalizzano punteggi bassi ai test, cosa che lascia supporre una comune base biologica per lo sviluppo del linguaggio e l’attitudine musicale.

 

Di certo non a caso che le regioni trovate contengono geni coinvolti nello sviluppo del cervello, e probabilmente alcuni di questi sono determinanti per sviluppare diverse sensibilità musicali. “Non conosciamo ancora l’identità dei singoli geni contenuti nelle regioni genomiche risultate associate all’abilità musicale - ha detto Jarvela - la loro identificazione sarà oggetto dei nostri prossimi studi”. Comunque il fatto che gran parte di noi ami ascoltare musica e che ad alcuni piaccia anche comporla, ha sottolineato la scienziata, “da un punto di vista evolutivo significa che l’abilità musicale è molto più diffusa del previsto”.