Archivio per 9 Maggio 2008

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Nastri d’argento 2008: “Caos calmo” contro “Tutta la vita davanti”

9 Maggio 2008

scena tratta dal film "Caos Calmo"A giocarsela a Taormina saranno “Caos calmo” di Antonello Grimaldi e “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì. Sono loro, con sette candidature ciascuna, i film più candidati nelle ‘cinquine’ dei Nastri d’argento 2008 che saranno consegnati sabato 14 giugno al Teatro Antico di Taormina.

Con sei candidature, ci sono poi “Mio fratello è figlio unico” di Daniele Luchetti, “I demoni di San Pietroburgo” di Giuliano Montaldo e “La ragazza del lago” di Andrea Molaioli (che ha ottenuto 10 statuette ai David di Donatello).

Cinque candidature sono andate a “Giorni e nuvole” di Silvio Soldini, “Non pensarci” di Gianni Zanasi e “Riprendimi” di Anna Negri. Outsider con quattro candidature, “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti. Seguono con tre  “Bianco e nero” di Cristina Comencini, “Parlami d’amore” di Silvio Muccino e “I Viceré” di Roberto Faenza.

 

Insomma i giornalisti cinematografici del Sngci (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici) in questa 62a edizione dei Nastri sono stati un po’ salomonici mettendo in corsa quasi a pari merito ben cinque film tra i quaranta titoli selezionati tra gli oltre cento usciti tra il 1° aprile 2007 e il 30 aprile 2008.

 

Nella ‘cinquina’ dedicata al regista del miglior film italiano troviamo Antonello Grimaldi (Caos Calmo), Daniele Luchetti (Mio fratello è figlio unico), Silvio Soldini (Giorni e nuvole), Paolo Virzì (Tutta la vita davanti) e Gianni Zanasi (Non pensarci).

 

Candidati come registi esordienti invece: Giorgio Diritti (Il vento fa il suo giro), Davide Marengo (Notturno bus), Mohsen Melliti (Io, l’altro), Andrea Molaioli (La ragazza del lago) e Silvio Muccino (Parlami d’amore).

 

Particolarmente “fresca” la cinquina delle attrici protagoniste. Con Margherita Buy, sono ben quattro le attrici di nuova generazione candidate: Cristiana Capotondi, Carolina Crescentini, Isabella Ragonese e Alba Rohrwacher. Per le non protagoniste in ‘cinquina’ troviamo Anna Bonaiuto, Anita Caprioli,  Marina Confalone, Lucia Ragni e Piera Degli Esposti, Sabrina Ferilli e Angela Finocchiaro.

 

Attori protagonisti candidati: Antonio Albanese, Elio Germano, Valerio Mastandrea, Nanni Moretti e Toni Servillo. Inedite tra i non protagonisti le candidature di Massimo Ghini, alla sua ‘prima volta’ in un grande premio nazionale, e di Luca Lionello, in cinquina con Giuseppe Battiston, Alessandro Gassman e Sergio Rubini.

 

E ancora nella cinquina dei produttori in corsa Fandango, Cattleya, Lionello Cerri, Elda Ferri e la Indigo film di Francesca Cima e Nicola Giuliano. Da segnalare anche i premi Oscar finiti nel palmares delle candidature come Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, Ennio Morricone, Nicola Piovani e Milena Canonero.

 

Infine una novità il premio Pietro Bianchi 2008 che il Sngci assegna ogni anno al Lido in collaborazione con la Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia è quest’anno consegnato in anticipo a Giuliano Montaldo. L’annuncio è stato fatto stasera in occasione della presentazione delle cinquine nelle quali proprio il film diretto da Montaldo ha ben sei candidature

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I “Marta sui tubi” ricordano Peppino Impastato

9 Maggio 2008

Ieri, 9 maggio 2008, ricorreva un anniversario molto importante, soprattutto per noi siciliani:  la morte di Peppino Impastato, che ha lottato, perdendo la vita, contro quell’ombra oscura che avvolge la nostra isola. Peppino, giornalista e attivista di Cinisi la forza di opporsi alla mafia e riuscì a  coagulare attorno a sé una serie di attività culturali e politiche volte a contrastare apertamente gli affari delle cosche guidate da Gaetano Badalamenti, cui appartenevano anche molti dei suoi stessi familiari. Esattamente 30 anni fa, il 9 maggio 1978, pochi giorni prima delle elezioni comunali cui Impastato era candidato, il suo corpo senza vita venne ritrovato nei pressi dei binari della linea ferroviaria Palermo – Trapani, completamente dilaniato da una carica di tritolo esplosa nella notte. Le indagini si orientarono sull’ipotesi di un attentato terroristico ordito dallo stesso Impastato, e finito male per l’attentatore; e in subordine su quella di un suicidio eclatante. Quel 9 maggio 1978 fu un giorno buio non soltanto per Cinisi ma per l’intera Italia perché in via Caetani a Roma venne ritrovato un altro corpo senza vita: quello di Aldo Moro.

Ci vollero oltre 20 anni, e l’ostinazione della madre di Peppino e del Centro Peppino Impastato, per veder affiorare la verità, e arrivare alle condanne di Gaetano Badalamenti e del suo vice Vito Palazzolo, mandanti dell’omicidio.

 

E anche i Marta Sui Tubi, band siciliana, hanno voluto rendergli omaggio con una canzone, NEGGHIA, contenuta nel loro ultimo album “Nudi e Crudi”.

Negghia non è una canzone come tutte le altre. Perché porta con sè, oltre alla forza della musica, l’emozione del ricordo, e l’urgenza della testimonianza civile. La canzone dall’idea di musicare una delle poesie di Peppino Impastato.

 

“Degli eroi ci ricordiamo il valore delle loro imprese, della luce, dei loro trionfi al di là della causa servita. Dei martiri ci resta l’insegnamento del sacrificio della propria vita pur di non abiurare il proprio credo. Peppino Impastato é stato insieme martire ed eroe perché oltre a lottare contro la nebbia che ammantava la sua/nostra terra senza permettere al sole della legalità di entrare, ha pagato da vivo con la vita e da morto con l’oblio il profondo impegno per la sua laica religione: la libertà dall’oppressione mafiosa.”

 

L’album dei Marta Sui Tubi  “Nudi e Crudi”, uscito ad aprile contiene il Dvd che raccoglie l’intera produzione video della band, le immagini dei tour e dei backstage di questi anni, arricchite da diversi brani live, e l’affascinante documentario Marta sui Ghiacci, che racconta l’avventura dei 3 musicisti di Marsala impegnati in concerto in un igloo a 3.200 metri, con strumenti fatti di ghiaccio.

Invece l’Ep invece si apre con il brano L’unica cosa, anticipazione del nuovo album in arrivo a ottobre, e contiene due cover: Pleiboi, tratta dal film di Ciprì e Maresco Lo Zio di Brooklyn, che vede la partecipazione del cantante degli Offlaga Disco Pax Max Collini; e Ma come fanno i marinai, di Dalla e De Gregori, eseguita insieme ai Lombroso.

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Nasce “ilmiolibro.it”, ora il romanzo si stampa su internet

9 Maggio 2008

Il romanzo esce dal cassetto e si pubblica in rete. Con pochi soldi ma con la soddisfazione di tenere tra le mani, come una mamma il suo bambino, il “vostro libro”. E chissà che non finisca lì: ce ne sono stati di successi così, nati artigianali, fuori dai circuiti ufficiali, cresciuti con passaggi di voci e fogli stropicciati.

 

Opere d’arte o scritti utili che ognuno può stampare da sé. Nasce oggi www.ilmiolibro.it, un servizio del Gruppo L’Espresso per l’autopubblicazione di manoscritti. Un po’sul modello americano di imprenditorialità privata, un po’ sulla scia dell’ultima frontiera della rete che passa agli utenti la produzione di beni e valori. L’indirizzo è anche una community letteraria, persone unite dalla passione per i libri, che comunicano e condividono idee. Inchiostro e fatica finalmente trasformate in prodotto!

 

È facile, non bisogna rincorrere editori, si saltano tutti i passaggi tecnici e formali. Ci si iscrive al sito e in poche mosse si è autori. Formato, tipo di rilegatura, copertina. Si carica il file e via in stampa. Tutte le copie che si vogliono: costa poco, circa 6 euro per un bianco e nero di 100 pagine con copertina morbida (più la spedizione, via corriere, sempre sui 6 euro). E in pochi giorni vi arriva a casa il libro con il vostro nome sulla copertina.

 

Divertente, eppure semplice e intuitivo: non bisogna essere designer laureati per mettere al mondo un libro così. Che si può esporre anche in vetrina (con un costo autogestito), e farlo conoscere agli altri. Volendo, se si vende, si guadagna pure e sulla propria pagina si può controllare traffico e indice di gradimento. O parlare dei libri degli altri: qui si scrive, ma si legge anche.

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Archeologia: scoperto il palazzo della Regina di Saba

9 Maggio 2008

Salomone e la Regina di SabaNel nord dell’Etiopia, ad Axum, si nascondeva, ricoperto da secoli di storia, il palazzo della  leggendaria regina di  Saba.

I resti sono stati riportati alla luce da un’equipe di archeologi tedeschi dell’Università di Amburgo. I ruderi del palazzo reale, databile intorno al X secolo avanti Cristo, sono tornati alla luce sotto le mura di un altro edificio regale, quelle di un re cristiano ancora non identificato.

 

Il palazzo della regina era stato distrutto dal re Menelik I, il figlio che la mitica Saba aveva avuto da Salomone, re di Israele, e ricostruito in modo da essere orientato verso la stella Sirio, della quale era adoratore. Fu Menilik ad introdurre in Etiopia il culto di Sothis, divinità egizia identificata con la stella Sirio appartenente alla costellazione Canis Major.

 

Gli archeologi dell’Università di Amburgo hanno iniziato gli scavi ad Axum nel 1999, con l’obiettivo di scoprire nuovi elementi sulla nascita e la diffusione del cristianesimo in Etiopia.

In seguito le ricerche, come ha spiegato il professor Helmut Ziegert, direttore della missione tedesca, hanno fatto emergere preziosi resti di 3.000 anni fa: «I dettagli, la datazione e l’orientamento dell’edificio quadrano a pennello con la descrizione del palazzo della regina di Saba». E proprio l’orientamento di un altare dell’edificio regale verso la stella Sirio confermerebbe la leggenda secondo la quale in quel palazzo sarebbe stata custodita anche l’Arca dell’Alleanza che conteneva le Tavole della Legge di Mosè.

 

Ora caccia all’Arca dell’Alleanza. Il professor Ziegert dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Amburgo ha aggiunto: «In questo palazzo può benissimo essere stata custodita per molto tempo l’Arca dell’Alleanza. Le nostre ricerche ora continueranno proprio per affrontare uno dei maggiori e più affascinanti misteri dell’archeologia». Le fonti storiche e religiose tramandano che Saba, regina di Axum, aveva sentito decantare la saggezza del re Salomone e volle fargli visita per mettere alla prova la sua sapienza proverbiale. Dalla visita a Gerusalemme, avvenuta tra il 1000 ed il 950 a.C., vi è menzione nel Talmud ebraico, nella Bibbia, nel Corano e nel Kebra Nagast, Gloria dei re, che è il libro fondamentale per la storia dell’impero degli altopiani, elaborato in Etiopia nel XIV secolo.