Archivio per 7 Maggio 2008

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Madonna bacia ancora una donna!

7 Maggio 2008

La regina del pop fa ancora parlare di sé, non solo per aver scalato in sole due settimane dall’uscita del suo nuovo album “Hard Candy” le classifiche di molti Paesi. Piazzatasi al vertice della classifica degli album più venduti in Italia, scalzando Vasco dal suo primo posto, Madonna “replica” dal palco dell’Olympia Theater di Parigi, dove ha tenuto un concerto, il bacio con una lei, rimasta non identificata. Era già successo nel 2003 in occasione degli Mtv Awards con Britney Spear.

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104 bandiere blu ai nostri mari!

7 Maggio 2008

Boom di riconoscimenti per le spiagge italiane. Quest’anno le Bandiere Blu, il vessillo che premia il mare doc, hanno sfondato quota 104, otto in più rispetto alle 96 località premiate lo scorso anno e le 90 del 2006. Riconoscimento anche a 56 approdi turistici, due in più rispetto ai 54 dello scorso anno e ai 52 del 2006.

I 104 Comuni italiani che hanno ottenuto la bandiera blu sono rappresentati da 215 spiagge, circa il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. E ancora una volta, a livello del Bacino del Mediterraneo, l’Italia si colloca in ottima posizione fra le prime dieci in graduatoria.

Il primato 2008 spetta ancora alla Toscana, quest’anno a pari merito con le Marche con 15 bandiere. La Liguria arriva a 14 mentre l’Abruzzo si porta a 13. Due in più per la Campania ora a quota 11 (dalle 9 del 2007). Una in meno, invece, per l’Emilia Romagna che scende a 8; quindi una bandiera in più sia per la Puglia che per il Veneto che salgono a 5, così come per la Sicilia, che arriva a 4, e per la Calabria che a quota 3 raggiunge il Lazio che viceversa ne perde una; il Friuli Venezia Giulia e il Molise riconfermano le 2 dell’anno scorso, raggiunte dalla Sardegna che ne conquista 1, per finire con Piemonte e Basilicata, con 1 sola Bandiera Blu.

Le Bandiere Blu 2008 sono state assegnate dalla Fee (la Fondazione per l’educazione ambientale) in collaborazione con Cobat (Consorzio Obbligatorio per la raccolta delle batterie esauste) ai comuni rivieraschi e agli approdi turistici e presentate questa mattina a Roma, nel corso della cerimonia di premiazione.

(Ansa.it)

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Istat: omicidi in calo

7 Maggio 2008

Dal rapporto “100 statistiche per il Paese”, presentato oggi dalll’Istat durante la conferenza stampa tenutasi presso la sede romana di via Cesare Balbo, emerge che in Italia dal 2000 ad oggi si assiste ad una progressiva riduzione del numero di omicidi, che passano da 13,1 a 10,3 per milione di abitanti.

 

Il maggior numero di omicidi, si legge nel rapporto, si registra nelle regioni del Mezzogiorno, in particolare in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e, in modo minore,Basilicata. Anche queste regioni, tuttavia, presentano lo stesso andamento decrescente che si osserva a livello nazionale. Si può dunque supporre che la riduzione degli omicidi sia strettamente legata alla diminuzione degli omicidi di criminalità organizzata registrata nelle regioni del Sud e nelle isole.

 

Nel contesto europeo, l’Italia è uno dei Paesi più sicuri per quel che concerne il numero di omicidi commessi: si colloca al di sotto della media europea (14 omicidi per milione di abitanti), in ottava posizione dopo Austria, Lussemburgo, Svezia, Germania, Malta, Slovenia e Repubblica Ceca. I Paesi con il maggior numero di omicidi sono le ex repubbliche russe del Baltico, Lituania, Estonia e Lettonia, che hanno indici rispettivamente pari a 118,3, 83,9 e 55,2 per milione di abitanti.

 

Nonostante questi dati incoraggianti, la criminalità preoccupa più della metà degli italiani: il 58,7% dei nostri concittadini. Le altre fonti di preoccupazione sono la disoccupazione, indicata dal 70,1% degli italiani e la povertà, che negli ultimi anni ha accresciuto la sua rilevanza come problema nella percezione dei cittadini: dal 17,0% nel 2000 al 29,4% oggi, con un incremento di 12,4 punti percentuali.

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Fungo “pacifista”: carburante del futuro?

7 Maggio 2008

Potrebbe essere il Trichoderma reesei, già conosciuto come il fungo «pacifista» per la sua voracità nei confronti delle divise e delle tende militari, il segreto per il carburante del futuro. Uno studio pubblicato dalla rivista Nature Biotechnology ha rivelato infatti che ha un modo estremamente semplice ed efficiente di rompere le cellule delle piante, che potrà essere replicato per produrre biocarburanti da materiali di scarto. I ricercatori di diversi laboratori americani hanno studiato il genoma del fungo, a caccia dei segreti della sua digestione perfetta.

 

L’obiettivo è adesso riuscire a replicare gli stessi enzimi anche su scala industriale, superando i problemi tecnici. Questi ultimi ritrovati si aggiungono a una serie di altre proteine in studio, sempre ispirate dalla natura. La rivista Nature qualche mese fa ha pubblicato un altro studio, nel quale un team di ricercatori statunitensi con estrema pazienza ha estratto le secrezioni gastriche di una particolare specie di termiti, sempre per carpirne i segreti.

Tutte queste informazioni potranno essere usate ad esempio per far crescere in laboratorio i batteri da usare poi negli impianti di produzione dei biocarburanti, ma c’è anche chi pensa ad applicazioni più vantaggiose: fra le varie applicazioni dei batteri sintetici che sta cercando di costruire il genetista americano Craig Venter ce n’è anche una in questo campo: prendendo il meglio da tutti i Dna in natura si potranno ottenere dei superdigestorì di cellulosa.

 

I biocarburanti ricavati dalla cellulosa del legno, delle erbacce, dei materiali organici in generale, sono molto vantaggiosi rispetto a quelli tradizionali: bruciare etanolo da cellulosa abbassa le emissioni rispetto alla benzina dell’87%, mentre quelli da cereali al massimo del 28%. Inoltre la cellulosa contiene 16 volte l’energia usata per produrla, mentre la benzina solo cinque e l’etanolo da mais 1,3. Unico problema? Trovare il modo di rompere i legami di questa molecola per trasformarla.

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Fiori d’arancio in casa Bush!

7 Maggio 2008

Al Prairie Chapel Ranch, il ranch di Bush, è tutto pronto: cascate di lavanda e rose gialle - «the yellow rose of Texas» della canzone dei film western - adornano già il piazzale all’aperto dove si terrà la cerimonia, nel cielo volteggiano gli elicotteri dell’Fbi e le strade sono bloccate dalla polizia, per arginare giornalisti, curiosi e male intenzionati. Tra non più di 250 invitati, sabato 10 maggio, Jenna Bush, una delle due figlie gemelle del presidente, sposerà Henry Hager, l’erede di una delle più influenti dinastie repubblicane della Virginia.

 

Jenna indosserà un abito di organza di Oscar de la Renta, il sarto della mamma, e le 14 damigelle d’onore, guidate dall’altra gemella Barbara, porteranno vesti di chiffon di Lela Rose.

Dovrebbe officiare il cappellano militare John Berry, il pastore della locale chiesa metodista, caro a papà.

 

Rispetto alle ultime nozze di una «first daughter», quelle di Tricia Nixon nel Giardino delle rose della Casa Bianca nel 1971, queste saranno semi-clandestine. Il presidente Nixon, in piena campagna elettorale, fece delle nozze della figlia l’evento mediatico dell’anno, con 500 invitati, radio, tv, giornali. George W., forse perché sul viale del tramonto, ha voluto farne una festa texana, un inno alle radici e ai valori, d’accordo con Jenna, che si dice «estranea al glamour di Washington». Il presidente ha vietato le telecamere e i microfoni, aprendo le porte solo a familiari e amici intimi, perché «ci si sposa per amore non per pubblicità».

 

Ma malgrado tanta riservatezza, l’America vive il «sì» di Jenna ed Henry come un fumetto, chiedendosi se il banchetto sarà il «barbecue» texano o qualcosa di hollywoodiano; quali «big» saranno esclusi ; dove andranno gli sposi in luna di miele. I soliti interrogativi che assalgono i curiosi nel giorno del “fatidico si”!!!

 

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Buoni o cattivi? La pagella dei diritti umani.

7 Maggio 2008

L’organizzazione non governativa Freedom House ha pubblicato all’ONU le «pagelle», dando i voti e compilando la classifica dei 193 paesi e dei 17 territori dove, nel corso del 2007, si sono verificate le più gravi violazioni dei diritti umani. Il punteggio massimo assegnato, che corrisponde ai regimi considerati maggiormente repressivi, è pari a 7 e diminuisce man mano che la situazione viene considerata meno negativa, fino a raggiungere il livello minimo di 1.

 

L’obiettivo di questa iniziativa è di ordine politico. Mentre le Nazioni Unite si prepara a esaminare i nuovi candidati che dovranno essere scelti come nuovi membri a rotazione della Commissione Diritti Umani per il 2008-2011, il documento mira infatti a richiamare l’Onu a una maggiore vigilanza, allo scopo di impedire che uno o più dei cosiddetti “stati canaglia”, che si sono resi colpevoli di più gravi repressioni, venga eletto paradossalmente come membro della stessa Commissione.

 

I peggiori trasgressori, nel rapporto “Freedom in the World 2008” appena presentato al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e che si può leggere anche Online (www.freedomhouse.org) sono - in ordine alfabetico - Birmania, Cuba, Libia, Nord Corea, Somalia, Sudan, Turkmenistan e Uzbekistan che vengono tutti classificati a quota 7 punti per la tutela considerata inesistente dei diritti politici e delle libertà civili. Alla lista nera si aggiungono, con lo stesso voto negativo di 7 punti due territori che la comunità internazionale non riconosce come stati indipendenti: la Cecenia e il Tibet. «In tutte queste entità - afferma il rapporto – la repressione è intensa, il controllo dello stato sulla vita quotidiana è invasivo e arriva dappertutto, l’opposizione politica è vietata o soppressa. Il timore di venire perseguitati per qualsiasi forma di azione indipendente o di protesta è parte della vita quotidiana».

 

A questo primo elenco si aggiunge, sempre in fondo alla classifica, un gruppo di altri nove stati e di un territorio non statale che Freedom House considera sempre molto repressivi, ma appena al di sopra del «peggio del peggio». Si tratta di Bielorussia, Ciad, Cina, Guinea Equatoriale, Eritrea, Laos, Arabia Saudita, Siria e Zimbabwe, oltre al territorio del Sahara Occidentale.

 

Qualche piccola sorpresa, scorrendo l’elenco dei «buoni» con punteggio 1, che corrisponde al livello di libertà civili più elevato, viene inaspettatamente dall’Europa dove, mentre vengono promosse a pieni voti per il riconoscimento dei diritti politici delle libertà civili tutte le nazioni del gruppo originario dell’Ue (Italia compresa) e della Zona europea di libero commercio che comprende anche la Svizzera, il punteggio della Grecia e della Bulgaria scende a quota 2 per le libertà civili. Più scarso ancora è il punteggio della Romania, che pur meritando il riconoscimento di «paese libero» come quelli della «vecchia Europa» promossa in blocco a pieni voti, ma anche di Ungheria, Estonia e Lituania, si vede attribuire un doppio 2 per i diritti politici e le libertà civili, come la Croazia. Una piccola ombra pesa anche inaspettatamente sul Principato di Monaco, che in fatto di diritti politici si ferma a quota 2, mentre brillano invece Liechtenstein e San Marino, con il loro doppio 1 e l’ambito riconoscimento di «paesi liberi».