Archivio per 3 Maggio 2008

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Si è ripetuto il miracolo di San Gennaro

3 Maggio 2008

Si è ripetuto alle 19,43 il miracolo di San Gennaro a Napoli. E’ stato il tradizionale sventolio del fazzoletto bianco a dare l’annuncio dell’avvenuta liquefazione del sangue al termine della processione, dal Duomo fino a Santa Chiara, per ricordare le diverse traslazioni delle reliquie del sangue.

Più turisti che napoletani - in controtendenza rispetto agli anni passati - hanno affollato questo pomeriggio la basilica di Santa Chiara a Napoli per assistere alla funzione del miracolo di San Gennaro.

Tantissimi gli stranieri che si sono assiepati anche lungo le strade: da via Duomo fino alla basilica di Santa Chiara per vedere sfilare le statue di argento dei compatroni di Napoli e le teche con il sangue di San Gennaro. La presenza degli stranieri è confermata anche dal dato davvero sorprendente di presenze contate oggi al museo del Tesoro di San Gennaro: sono state oltre 1500 persone a fronte delle poche centinaia contate lo scorso anno durante la giornata del miracolo di maggio. Alla cerimonia religiosa hanno presenziato il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo, il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma e per la Regione Campania l’assessore alla Sanità, Angelo Montemarano oltre ad una folta delegazione di neo deputati e neo senatori eletti in Campania.

(Ansa.it)

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Natalie Du Toit a Pechino: “Con una sola gamba ma con tutta la voglia di farcela”

3 Maggio 2008

Natalie Du ToitIn forse ancora Oscar Pistorius, il quattrocentista che corre con delle protesi in fibra di carbonio al posto delle gambe (amputategli per una grave malformazione), il cui destino olimpico è nella mani del Tas. Il Sudafrica, invece, potrà schierare a Pechino, nelle gare dei ‘normodotati’, la nuotatrice Natalie Du Toit,  24enne a cui nel 2001, per un grave incidente in moto, venne amputata la gamba sinistra; ma che continua a nuotare con la forza delle sole braccia e l’aiuto di una sola gamba.

 

La Du Toit, che nuotava anche prima dell’incidente e nel 2000 mancò d’un soffio l’ammissione ai Giochi di Sydney, ha ottenuto la qualificazione per quelli di Pechino piazzandosi al quarto posto assoluto, contro gente che aveva una gamba in più di lei, nella gara dei 10 km dei Mondiali di nuoto in acque libere, a Siviglia. Questa prova farà il suo esordio assoluto nel programma olimpico proprio a Pechino.

 

Non è la prima volta che la Du Toit gareggia contro atleti normali: negli 800 stile libero, quindi in vasca, ai Giochi del Commonwealth di Manchester 2002 andò in finale e chiuse all’ottavo posto, ricevendo poi in patria un’accoglienza trionfale. L’anno scorso ha invece vinto la finale dei 1500 stile libero, sempre dei ‘normodotati’, ai campionati africani ad Algeri.

In quell’occasione, commentandone l’impresa, il professor Antonio Dal Monte, direttore dell’istituto di Scienze dello Sport e famoso biomeccanico, aveva spiegato che, a suo parere, “Pistorius non vince perché le sue protesi non sono il capolinea di una tecnologia ma solo l’inizio. La Du Toit invece può vincere nel nuoto di fondo perché in quella disciplina le gambe quasi non si usano: insomma, lei è più favorita rispetto a Pistorius”.

 

Se le tesi di Dal Monte siano fondate, la Du Toit potrà dimostrarlo a Pechino, dove farà le Olimpiadi e non le Paralimpiadi, in cui si è messa in evidenza ad Atene 2004 vincendo 5 ori ed un argento. Stavolta la sua vittoria sarà il semplice fatto di esserci: “partecipare alle Olimpiadi è sempre stato il sogno della mia vita - ha detto oggi a Siviglia dopo la gara - ed aver perso una gamba non ha cambiato i miei obiettivi. Finalmente ce l’ho fatta”.

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Torna la vita nell’atollo di Bikini

3 Maggio 2008

 

Nei luoghi che furono teatro di una violenta devastazione rifiorisce la biodiversità. Branchi di pesci gialli, coralli ramificati fitti come cespugli, un paesaggio vivo e rigoglioso come una foresta marina è quello che hanno trovato gli studiosi dell’ARC - Coral Reef Studies - quando si sono immersi nell’atollo di Bikini, in Micronesia.

 

Il primo marzo del 1954 in quel paradiso scoppiò una bomba atomica da quindici megatoni, cioè quasi 800 volte più potente delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki, seminando morte e distruzione.

 

Zoe Richards, coordinatrice del gruppo di ricerca sui coralli a cui hanno partecipato Italia, Australia, Germania e Hawaii ha dichiarato: “Immergendomi mi aspettavo di trovare un paesaggio lunare”. Invece la sorpresa è stata scoprire coralli grandi come alberi proprio nel cratere lasciato dalla famigerata bomba denominata “Bravo”, un enorme cratere oggi completamente coperto di esoscheletri corallini”.

 

Maria Beger dell’Università del Quensland in Australia ha segnalato che molti coralli sono andati perduti: i più delicati e i più rari. E’ rimasto infatti il 65 per cento delle specie presenti prima dell’esplosione. Lo stato di salute degli esemplari oggi presenti è prova che i coralli hanno la capacità di resistere anche ad enormi fonti di disturbo, ma – precisano gli studiosi - la loro straordinaria ripresa è dovuta soprattutto alla prolungata assenza dell’uomo dalla zona, infatti, a parte qualche sporadica incursione di tonni, pesci napoleone o di pescatori di frodo, quel quadrato di oceano è rimasto isolato.

 

La storia di morte e rinascita dell’atollo di Bikini suggerisce a più di un’istituzione l’idea di far rientrare la foresta di coralli nella lista dei siti patrimonio dell’umanità.

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In arrivo nuove tecnologie da scrivania!

3 Maggio 2008

 

Il regno della tecnologia rimane l’ufficio, quindi sono stati ideati dei gadget destinati non solo a semplificare la vita, ma qualche volta a renderla più “verde”.

Per chi riempie la stanza di post-it, ma poi non si ricorda  dove li ha messi, arriva quello elettronico che si collega al computer e gli “ricorda” le cose. Per chi ha i sensi di colpa ogni volta che vede le montagne di carta buttata via arriverà la carta che si cancella da sola dopo 24 ore.

 

Il post-it intelligente è opera dei ricercatori del Massachussets Institute of Technology (Mit), che lo hanno appena brevettato con il nome di Quickies. I Quickies funzionano grazie ad una tavoletta che va usata come base mentre si scrive la nota. Lo strumento riesce a leggere la calligrafia, e a catturare il messaggio, che viene inviato a un computer che lo registra, lo elabora grazie all’intelligenza artificiale e prepara i richiami opportuni. I ricercatori hanno anche ideato dei piccoli strumenti che uniti al post-it permettono di ritrovarlo ovunque. Le applicazioni sono infinite: si può annotare il numero di telefono di un amico, e questo viene memorizzato in rubrica oppure farsi arrivare la lista della spesa direttamente sul palmare.

 

Se i post-it intelligenti sono già una realtà, bisognerà aspettare un paio d’anni per una vera “rivoluzione verde” negli uffici, che permetterà di risparmiare tonnellate di carta: i laboratori dell’industria privata Xerox hanno inventato un tipo di stampa che si cancella automaticamente.

La vera invenzione è un inchiostro particolare, che si colora se illuminato dalla luce Uv ad una particolare lunghezza d’onda. Dopo aver stampato il documento con questo inchiostro, la stampante lo “accende”, e questo scompare in 24 ore. I primi test hanno mostrato che i fogli possono essere riscritti fino a 100 volte, un bel risparmio se si pensa che secondo le statistiche almeno due fogli stampati su cinque in ufficio sono usati solo per un giorno.

 

La lista delle innovazioni sarebbe ancora lunghissima: tra gli ultimi vincitori del premio per la tecnologia indetto dalla rivista Popular Science ad esempio c’é un mouse che si indossa al dito e pesa solo dieci grammi, e permette di controllare il computer anche a distanza, ma anche degli strumenti che permettono di risparmiare il 10% dell’energia elettrica di computer e stampanti. Di sicuro quello che sparirà dagli uffici del futuro saranno i cavi.

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Il riscaldamento globale si fermerà fino al 2020!

3 Maggio 2008

Una tregua di dieci anni per effetto delle correnti oceaniche. E poi una nuova brusca impennata.

È quello che potrebbe succedere al riscaldamento globale nel prossimo decennio. Lo afferma uno studio tedesco pubblicato dalla rivista Nature. La ricerca è basata su un nuovo modello matematico. Secondo le previsioni dei ricercatori si sta entrando in un periodo in cui la Terra tenderà naturalmente a raffreddarsi per effetto di alcune correnti dell’Oceano Atlantico. Un fenomeno che “neutralizzerà” momentaneamente (fino al 2020) i gas serra.

 

I ricercatori dell’Istituto per le scienze marine di Kiel e dell’Istituto metereologico di Amburgo hanno elaborato un nuovo modello climatico. La novità rispetto agli studi precedenti è che questo sistema di rilevazione non tiene conto delle variazioni di temperatura sotto la superficie degli oceani, ma solo di quelle superficiali, la cui misura negli ultimi anni è diventata molto più precisa.

 

Il nuovo modello incorpora anche la “Atlantic Multidecadal Oscillation” (Amo), una tendenza delle correnti dell’oceano Atlantico a raffreddarsi ogni 60-70 anni. Un ciclo naturale delle temperature oceaniche legato alle correnti che dai Tropici arrivano in Europa.

 

Secondo i ricercatori ci sarebbe una frenata del riscalamento globale nei prossimi 15 anni, con la temperatura che almeno in Europa e in Nord America, le prime zone a cui è stato applicato il modello, rimarrà quasi invariata, per poi ricominciare a salire bruscamente dopo il 2020. La curva sarebbe diversa da quella predetta dall’Ipcc, la commissione Onu che si occupa dei cambiamenti climatici. A modificarne l’andamento sarebbe proprio l’effetto della “Amo”, che secondo gli studiosi tedeschi riuscirà a neutralizzare quello dovuto ai gas serra.

 

La ricerca è stata testata sulle variazioni di temperatura dal 1950 al 1980, dando risultati incoraggianti. Gli stessi ricercatori insistono, però, sul fatto che i dati non devono far “rilassare” i governi alle prese con misure per mitigare l’effetto dell’uomo sul clima. D’altra parte, sottolineano gli esperti, l’innalzamento della temperatura è solo una delle alterazioni del clima.