Archivio per 1 Maggio 2008

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eBay diventa negozio!

1 Maggio 2008

eBay, il più grande mercato di aste online con i suoi 276 milioni di utenti in 39 Paesi vuole ridisegnare profondamente la sua struttura. E lo fa partendo dall’Italia. Dal 3 giugno prossimo, infatti, eBay.it sarà oggetto di una radicale trasformazione, organizzata in tre parole d’ordine: semplicità, scelta e sicurezza. «Un progetto organico – precisa eBay annunciando la novità – che punta a migliorare l’esperienza degli ebayer. Abbiamo preferito modificare tante piccole cose insieme, piuttosto che introdurre una modifica alla volta».

 

Nodo centrale del rinnovamento è il nuovo motore di ricerca, un software intelligente in grado di migliorare di 10-15 volte la pertinenza dei risultati. La ricerca non si fermerà solo ai titoli delle inserzioni, ma prenderà in considerazione – tramite una serie di filtri interattivi – parametri quali la marca, il modello, il colore o la taglia. Un’altra novità riguarda i risultati, che saranno ordinati secondo rilevanza e non più solo in base alla data dell’inserzione. In evidenza, quindi, non ci saranno solamente le aste che stanno per scadere, ma soprattutto i prodotti che vendono di più. «Una strategia – fanno sapere da eBay – che privilegia le marche più popolari e disincentiva il listing spam, ovvero la pratica di ripetere più volte la stessa inserzione per assicurarsi una certa visibilità».

 

Cambiamenti all’orizzonte anche per i venditori. Vengono introdotti infatti due nuovi concetti di negozio – Plus e Premium – che potranno godere di importanti benefici. A partire dalle nuove tariffe, più convenienti, ideate per incoraggiare i negozianti a mettere online tutto il loro catalogo. Le inserzioni costeranno molto meno (anche 1 centesimo per i negozi Premium, contro la media attuale di 1 euro) e sono previsti ribassi per le commissioni trattenute da eBay su ogni vendita. «Un modo, questo, per legare il nostro successo ai buoni risultati di chi da anni crede in noi». E non sono pochi. Solo in Italia 5 milioni di utenti registrati, per un giro d’affari che supera i 4 miliardi di euro l’anno.

 

Infine, comprare su eBay sarà ancora più sicuro. Sempre in giugno saranno introdotte ulteriori modalità di verifica degli account (mediante telefono e carta di credito) e un nuovo sistema di feedback tra utenti. Più in generale, si parla già di tolleranza zero verso tutti quei comportamenti non ortodossi «che finiscono con l’allontanare le persone dall’e-commerce».

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Allyson Felix il “volto pulito” dell’atletica Usa

1 Maggio 2008

Allyson Felix

 

 

La matricola n. 84868-054 della prigione di Forth Worth, Marion Jones, non abita più qui, sulle strade della California adesso sfreccia una 22enne senza limiti di velocità, tre ori al Mondiale di Osaka (200, 4×100 e 4×400), le copertine di Vogue e Glamour, gli inviti di Barak Obama alle convention nella segreteria telefonica, yes she can, Allyson Felix può diventare la faccia e le gambe (infinite, da fumetto) dell’Olimpiade di Pechino. È lei la nuova coscienza pulita dell’atletica Usa, che per uscire dal pozzo del doping si è aggrappata alla figlia, modello della comunità nera e protestante, pancake e sciroppo d’acero la domenica mattina prima della funzione. « Il mio sprint è un dono del Signore, corro nella Sua gloria. Ero una peccatrice, sono diventata una campionessa dello sport».

 

L’America in cerca di miti e medaglie (la proiezione su Pechino 2008 vede gli Stati Uniti a quota 98, primi davanti alla Cina) ha scovato Allyson al college, l’ha soprannominata «cosce di pollo», l’ha portata a divorare i 200 in 22’’51 nel 2003 cancellando il tempo della Jones quando andava alla high school e a scendere a 21’’81 nel settembre scorso, oro iridato con cinque metri di distacco (record nella storia del Mondiale), un abisso, sulla giamaicana Veronica Campbell.

 

La prima volta sui 60 metri, il coach dell’epoca strabuzzò gli occhi («Impossibile! ») e anche oggi le compagne di squadra hanno aneddoti divertenti da dividere con chi si affaccia, incantato, sul campo d’allenamento dell’Università della California. Nella villetta di Santa Clarita, tra i videogame, la collezione di scarpe e borsette e i libri usati, è sparita la foto ricordo con la Jones, idolo ripudiato dalle colleghe e da una nazione intera, Marion sta sbucciando patate in Texas mentre Allyson accoglie le ondate di giornalisti venuti da tutto il mondo per raccontare l’ultimo fenomeno made in Usa, semplice nei ragionamenti ma speciale nelle prestazioni, ancora devastata dalla parabola dell’anima nera di questa America piena di stereotipi, trofei ben spolverati in bacheca e fiori finti nei vasi: «Idolatravo Marion. Quando è stata condannata, è crollata l’illusione. Io le credevo, pensavo che le sue vittorie fossero pulite. È stata la più grande delusione della mia vita. Ora, insieme agli altri atleti americani, penso di avere un’enorme responsabilità sulle spalle: siamo la generazione che deve aprire una nuova strada e dare l’esempio».

 

Con il decatleta Bryan Clay ha aderito al progetto «Believe», credere, dell’agenzia antidoping Usa, verrà testata come e più degli altri, sangue e urine per la patria, «non m’importa quanto presto dovrò svegliarmi o quanto lontano dovrò guidare, l’importante è dimostrare al mondo che sono pulita». L’argento di Atene non basta più, a Pechino correrà i 200, le staffette e, se ai Trials di luglio arriveranno segnali incoraggianti, anche i 100. «I 400 no, il programma dell’Olimpiade non lo permette ». Ai Giochi per stupire («Mi piacerebbe fare segnare il record sui 200…») e per divertirsi: «Ad Atene avevamo trasformato il nostro appartamento al villaggio olimpico in un salone da parrucchiere! E fuori avevamo la coda… A Pechino penso che faremo qualcosa del genere».