Archivio per 31 Marzo 2008

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Expo: Milano batte Smirne 86 a 65

31 Marzo 2008

expo 2015

L’ultima volta era stata nel 1908. Ora, a distanza di 100 anni, Milano ha ottenuto un nuovo successo: la designazione a ospitare l’edizione 2015 dell’Esposizione universale (Expo) con 86 voti, contro i 65 andati a Smirne.
Il voto ha subito ritardi per motivi tecnici tanto che inizialmente sembrava che la votazione fosse stata annullata. Numerosi delegati hanno avuto difficoltà con la pulsantiera. Nel caos seguito alla prima votazione i giornalisti turchi hanno esultato in seguito alla notizia non confermata della vittoria di Smirne.

 

Prima un urlo, quindi un fragoroso applauso e una corsa ad abbracciarsi nei corridoi del Palazzo dei congressi di Parigi. Così è stata accolta la notizia per la vittoria dalla nutritissima delegazione italiana che ha seguito con grande trepidazione gli ultimi minuti prima dell’esito finale.

 

“Sono contenta per Milano, ma sono contenta per tutto il mondo perché sarà un’Esposizione univerale per tutto il mondo”. Con queste parole il sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, ha commentato visibilmente commossa l’assegnazione dell’Expo 2015.
Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stata riconosciuta “l’eccellenza del sistema italiano”. “Il brillante risultato odierno - si legge in una nota del Quirinale - premia lo sforzo comune e la vincente strategia di cooperazione fra tutte le Istituzioni interessate, confermando come l’eccellenza del sistema Italia sia pienamente riconosciuta ed apprezzata a livello internazionale”.

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La Cina accende la fiaccola olimpica

31 Marzo 2008

torcia olimpica a Pechino PECHINO - Il presidente cinese, Hu Jintao, ha acceso stamane a piazza Tiananmen la fiaccola olimpica arrivata dalla Grecia, dando il via alla corsa che porterà il simbolo delle Olimpiadi nei cinque continenti. Al termine della cerimonia il presidente cinese ha consegnato la fiaccola a Liu Xiang, il campione del mondo dei 110 ostacoli, che l’ha portata sulla porta dell’antica residenza imperiale: la Città Proibita. Da qui la fiaccola viaggerà per tutte le province della Cina, incluso il tormentato Tibet, e tornerà nella capitale tra 130 giorni, l’8 agosto, giorno di apertura dei giochi Olimpici.   

Un massiccio servizio di sicurezza, composto da migliaia di poliziotti in divisa e in borghese, ha assicurato che non si ripetessero a Pechino, le proteste inscenate in Grecia da un gruppo di attivisti per i diritti umani .Proteste sono state però annunciate da attivisti tibetani a Londra, Parigi, San Francisco e New Delhi. La fiaccola passerà anche (in giugno) per le strade di Lhasa, la capitale del Tibet dove, secondo il governo tibetano in esilio, la repressione cinese ha provocato 140 morti.

Domani la fiaccola olimpica si “dividerà in due”: una delle fiamme raggiungerà Almaty, nel Kazakhstan, prima tappa del suo viaggio; l’altra invece andrà al campo base dell’Everest, dove si attenderanno le condizioni meteorologiche favorevoli per portarla sulla cima più alta del mondo a 8.848 metri di altezza.

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La Francia invia in Guyana un “aereo ambulanza” per la Betancourt

31 Marzo 2008

Ingrid Betancourt

Nulla di sicuro neanche questa volta come non c’erano certezze lo scorso agosto 2007. Il Journal du Dimanche, citando l’Eliseo, parla di un aereo pronto, nel caso, l’ex candidata alle presidenziali colombiane, Ingrid Betancourt, ostaggio dell Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) dal lontano 2002 venga liberata.

Il sevizio stampa dell’Eliseo ha fatto sapere che “informazioni sullo stato di salute di Ingrid Betancourt e dichiarazioni relative a possibili trattative per la sua liberazione hanno spinto il presidente della repubblica, Nicolas Sarkozy, a decidere, a titolo precauzionale e perché essa possa ricevere immediatamente cure appropriate, di tenere un aereo ambulanza in Guyana, pronto ad intervenire in qualsiasi momento”.

 

In questi casi però, come la storia insegna, non bisogna farsi illusioni. L’attendibilità della notizia è ancora tutta da verificare. I fatti dello scorso agosto 2007, quando Ugo Chavez aveva categoricamente smentito le ricostruzioni giornalistiche sul rilascio della Betancourt, riportate sul giornale colombiano “El Nuevo Dià” dalla giornalista venezuelana Patricia Poleo, impongono cautela.

Intanto, tra le incertezze e le attese, alla base militare di Cayenne c’è un Falcon 900 che aspetta, nel caso ci siano effettivamente riscontri positivi.

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Cuba: più libertà nelle telecomunicazioni

31 Marzo 2008

 

 

cellulare.jpgCuba, nazione tristemente famosa per il regime castrista, dittatoriale e intransigente, inizia a cedere il passo a timidi, ma significativi spiragli di libertà. E’ di questi giorni, infatti, la storica autorizzazione con la quale il presidente Raul Castro, successore di Fidel, ha consentito ai cubani il possesso e l’uso dei telefoni cellulari, finora riservati solo ai turisti e ai funzionari del governo. L’annuncio è arrivato venerdì 28 marzo dalla Etecsa, la compagnia telefonica nazionale. La società, che opera in regime monopolistico, ha comunicato di essere “nelle condizioni di prestare alla popolazione locale il servizio di telefonia cellulare, che sarà fornito attraverso un contratto personale secondo la modalità del prepagamento”. Già nel febbraio scorso Raul Castro, nel suo discorso di insediamento all’Assemblea nazionale, aveva annunciato che il governo avrebbe abolito “alcuni dei divieti che limitano la vita dei cittadini” cubani.

Di conseguenza pochi giorni fa, il 25 marzo, il governo dell’isola aveva annunciato la rimozione del divieto di acquisto da parte dei cubani di computer, lettori dvd, televisori a schermo piatto e forni a microonde, liberalizzando inoltre la vendita di piccoli attrezzi agricoli. Secondo i programmi di liberalizzazione e modernizzazione previsti, nel 2009 i cubani, visto l’aumento delle disponibilità di energia elettrica, potranno entrare in possesso anche di condizionatori d’aria.

Si spera che queste innovazioni positive possano costituire un primo passo verso una crescita democratica dell’isola, basata su libertà civili e pluralismo di comunicazione e di espressione. Così anche a Cuba, finora ultimo baluardo del comunismo di stato, si potrà respirare il vento della modernità e delle nuove tecnologie: una rivoluzione di costume che porrà il paese in linea con i tempi, mettendolo in comunicazione.