Archivio per 30 Marzo 2008

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UE: La mozzarella di bufala può tornare sulle tavole dei consumatori

30 Marzo 2008

 

 

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 BRUXELLES - La commissione Ue si è detta soddisfatta dell’azione italiana sulla questione della mozzarella di bufala, precisando che non c’è ragione di procedere a ulteriori azioni. La situazione di fatto è tornata alla normalità, fanno sapere dall’Ue, e presto il formaggio italiano potrà tornare sulle tavole dei consumatori. “Possono essere bloccati solo i lotti che provengono dagli stabilimenti contaminati ed è precisamente quello che stanno facendo le autorità italiane”, ha chiarito la portavoce della Commissione, Nina Papadoulaki, ricordando che “per parlare di vera nocività per l’uomo bisogna essere esposti o assumere quantità di diossina 5-10 volte superiori ai limiti ammessi”, mentre diossina ai livelli di quelli riscontrati nella mozzarella di bufala campana contaminata non rappresenta rischi immediati per la salute. Fonti dell’Ue specificano che con i livelli di diossina, riscontrati nelle mozzarelle sequestrate, i pericoli per la salute potrebbero esserci solo nel caso di un consumo pari a circa 4 chili di prodotto a settimana.

 

 

 

Niente stop in Francia. La situazione secondo il portavoce della rappresentanza italiana presso l’Ue renderebbe a questo punto “in contrasto col quadro comunitario” eventuali “iniziative precauzionali ulteriori di singoli stati Ue”. Tant’è che la Francia, che stamattina attraverso il ministero dell’Agricoltura, aveva chiesto alle imprese francesi di “bloccare immediatamente” le confezioni dalla Campania in attesa di “analisi precauzionali”, più tardi ha cambiato idea decidendo di rimuovere il blocco.

 

 

 

Controlli in Portogallo. Preoccupante quanto deciso dall’Agenzia per la sicurezza alimentare portoghese, che come “misura di precauzionale” ha avviato controlli a campione sulle mozzarelle italiane presenti nei negozi del paese.

 

Marcia indietro del Giappone. Notizie positive dal Giappone: le autorità sanitarie hanno autorizzato lo sblocco delle mozzarelle italiane ferme da giorni alle dogane degli aeroporti di Tokyo e Osaka. In nottata sono state sdoganate tutte le partite di mozzarella, di bufala e di mucca, non provenienti dalla Campania, mentre in mattinata il provvedimento ha riguardato anche le confezioni in arrivo dalle province di Napoli, Salerno e Avellino. La rappresentanza diplomatica italiana a Tokyo che si occupa del caso ha sottolineato “l’atteggiamento estremamente collaborativo dimostrato dalle autorità sanitarie nipponiche, che stanno lavorando con grande serietà per risolvere in tempi brevi questa delicata situazione senza creare inutili allarmismi”.

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La voce delle donne sul web

30 Marzo 2008

 

 

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Le italiane, che le statistiche mettono al penultimo posto in Europa tra le donne occupate, si passeranno il testimone sul web per parlare di disparità di genere nelle istituzioni, nelle imprese, nella pubblica amministrazione, nella scuola, nei media.

Su www.webalfemminile.it. sarà un lunedì speciale: una non stop di 24 ore per combattere le disparità. Quest’anno “futuro@lfemminile”, il progetto di Microsoft Italia realizzato con Accenture e Acer e dedicato alle donne, punta su una maratona su Internet.

 

 

 

Basta un clic per collegarsi all’evento. Quello che ci troverete sono videochat con Lella Costa, Michelle Hunziker, Laura Masi che risponderanno in diretta alle domande degli spettatori. Videointerviste a tema dove racconteranno la loro esperienza Valentina Vezzali, olimpionica di scherma; la scrittrice Paola Calvetti, il medico Maria Rita Gismondo, l’imprenditrice Giulia Ligresti e Milka Pogliani, presidente dell’agenzia McCann-Erickson. Ma anche Platinette e la regista Alina Marazzi. Non mancherà la voce delle donne comuni - 15 interviste - che raccolgono il punto di vista tra le altre di un’insegnante, un’infermiera, una fornaia, una barista, una casalinga, una ballerina, una suora sul rapporto con le tecnologie. On line anche inchieste su temi come sulla fuga dei cervelli e la vocazione delle italiane per gli studi scientifici.

 

 

In programma anche servizi dedicati al rapporto tra donne e potere, al ruolo delle donne nella storia, nello spazio, accanto a uomini famosi, all’immagine della donna nella moda e nel cinema; alla ricerca della bellezza senza età, ai difetti delle donne visti con l’occhio delle donne.

La parola agli esperti in 12 servizi per consigli su psicologia e normativa del lavoro, diritto dell’informatica e su come fare carriera nell’Information Technology.

Uno spazio è dedicato alle mostre, come quella del fotografo Ico Gasparri, “Chi ha paura del lupo cattivo” sull’immagine della donna nei manifesti pubblicitari a Milano, e quella sui “Nobel negati alle donne di scienza” curata da Lorenza Accusani.

 

Infine, una sezione del sito web@lfemminile punta sull’e-learning, lì si possono trovare e scaricare corsi di formazione on line.

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La verità sul K2 raggiunge la vetta

30 Marzo 2008

 

Walter BonattiIl caso è chiuso. Aveva ragione Bonatti. Cinquantaquattro anni dopo esiste una verità ufficiale sulla prima salita al K2. Bonatti riabilitato, non sfruttò l’ossigeno delle bombole che aveva portato in quota a Compagnoni e Lacedelli. I vincitori lo respirarono fino alla vetta. E tantissimi altri pesanti particolari di quelle ultime ore sulla seconda vetta del mondo sono da rivedere.

 

Lo sapevano tutti, ma sulla storia non esisteva ancora il timbro del Club alpino italiano. L’associazione ha finalmente dato il “visto si stampi” alla relazione che era stata chiesta nel 2004 a “tre saggi”: lo scrittore Fosco Maraini e i docenti universitari Alberto Monticone e Luigi Zanzi. Fra qualche giorno il testo uscirà, pubblicato dall’editore Priuli&Verlucca, con l’introduzione del presidente generale del Cai, Annibale Salsa, le minuziose note esplicative di Zanzi e gli interventi storico-alpinistici di Enrico Camanni e Roberto Mantovani.

 

Da decenni si spingeva per una versione univoca su un’impresa che gli appassionati di tutto il mondo ricordavano ormai più per le polemiche, che per l’arrivo in vetta, la sera del 31 luglio 1954, di Lino Lacedelli e Achille Compagnoni. Polemiche che curiosamente non si scatenarono quando nel dicembre dello stesso anno uscì per Garzanti la relazione del capospedizione Ardito Desio. Pur zoppicante e lacunosa, soprattutto nella parte che riguardava l’assalto alla vetta, arrivò in libreria senza troppo clamore.

 

Le liti si scatenarono quando nel 1964 venne pubblicato, sulla Nuova Gazzetta del Popolo, un reportage che metteva sotto accusa il comportamento di Walter Bonatti. Al giovane alpinista - aveva 24 anni al tempo della spedizione - erano stati preferiti Compagnoni e Lacedelli per l’attacco finale, pur essendo lui l’uomo sicuramente più in forma del gruppo. Rispettoso della gerarchia, Bonatti accettò comunque gli ordini di Desio.

Bonatti e Mahdi furono costretti a bivaccare all’aperto, una prova, a quell’altezza, cui nessuno fino allora era sopravvissuto. L’apporto fondamentale alla vittoria non gli venne riconosciuto per moltissimi anni. Non solo, fu invece accusato di aver consumato, per resistere nella notte, l’ossigeno delle bombole che aveva con sé, tanto da consegnarle pressoché vuote a Compagnoni e Lacedelli, costretti - secondo il loro racconto - a salire gli ultimi duecento metri senza l’aiuto del gas.

 

Una ricostruzione contro la quale Bonatti lottò sempre, con interviste e libri in cui puntigliosamente smontava le insinuazioni. Ma la sua versione sembrava destinata a non essere mai presa ufficialmente sul serio. Fino alla ricostruzione dei “saggi” di qualche anno fa, appunto. Ma anche al libro-intervista di Giovanni Cenacchi in cui Lacedelli ammise, nell’anno del cinquantenario, che non tutto era andato come Desio aveva scritto. Perfino Compagnoni fu costretto a dire che sì, forse qualche particolare andava corretto.

 

Morto Mahdi, morto Ardito Desio nel 2001, restava solo la figlia a opporsi fieramente a una revisione. Ma all’interno del Cai non era scomparsa una certa resistenza alla riscrittura di quelle pagine lontane. Il documento di Maraini, Monticone e Zanzi - che dava ragione a Bonatti su grandi questioni e su particolari apparentemente insignificanti - restò per qualche tempo in un cassetto. Intelligentemente, il presidente Salsa attese che si calmassero le acque. Anche la decisione di pubblicarlo è stata presa sottovoce.

Fra qualche giorno, anche il K2 avrà la sua “vera” storia.